coronavirus

Didattica online a Scuola: i cinque aspetti da migliorare subito

L’emergenza coronavirus ha spinto l’uso del digitale nella scuola oltre i confini delle precedenti esperienze. Molte le responsabilità e le preoccupazioni che gravano sui docenti e sulle famiglie. Tutto però sarà fatto per garantire la continuità didattica, basta migliorare alcuni aspetti ancora poco chiari

24 Mar 2020
Daniela Di Donato

Docente di lettere, Dottoranda di ricerca presso Sapienza Università di Roma-Dipartimento di Psicologia dei processi di sviluppo e socializzazione, Collaboratrice del Crespi

piano scuola 4.0

La didattica a distanza, online, è l’unica possibile in questo momento di emergenza da coronavirus ed è per questo che da settimane i social e i media traboccano di informazioni su piattaforme digitali, app per proporre varie attività scolastiche, strumenti per attivare videoconferenze.

Meno frequenti le riflessioni sui modelli e sulle attenzioni educative, da applicare a una didattica che forse non ci aspettavamo, che spinge il digitale oltre le nostre precedenti esperienze e carica docenti, scuola e famiglie di molte responsabilità e preoccupazioni.

Non c’è, inoltre, solo la scuola a cui pensare: l’emergenza costringe ogni cittadino di qualsiasi età a un regime di isolamento, di privazione dei contatti con i propri cari e, in alcuni drammatici casi, anche a lutti inattesi e repentini.

La scuola deve portare normalità e garantire la comunità di apprendimento, ma non tutto è chiaro e soprattutto semplice. Proviamo a vedere almeno cinque aspetti della didattica a distanza, che potrebbero essere migliorati subito.

Per attivare la didattica a distanza non servono autorizzazioni

Non serve l’autorizzazione delle famiglie, per far utilizzare le piattaforme digitali o gli altri strumenti utili ad avviare una didattica con gli schermi: è sufficiente fornire alle famiglie un’informativa e la scuola ne può preparare una per tutti. Aggiungere ulteriori sforzi burocratici a tutte le altre attività didattiche è contrario allo spirito di questo momento e addirittura inutile.

WHITEPAPER
Ripensare il performance management. Quali nuovi approcci possibili? Scopri l’app Feedback4You!
Risorse Umane/Organizzazione
Smart working

I trattamenti di dati personali effettuati per l’erogazione delle attività di didattica a distanza e anche per la formazione a distanza sono effettuati in esecuzione degli obblighi di legge emanati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal MIUR, per consentire alla scuola di svolgere i propri compiti nell’interesse pubblico rilevante. Gli Istituti Scolastici devono solo regolamentare l’utilizzo degli strumenti da parte dei docenti e le possibilità conferite agli alunni e informarne gli stessi. Il risultato è che non è necessaria alcuna autorizzazione da parte dei genitori per la fruizione, ad esempio, delle classi virtuali: questa è l’unica scuola possibile e sarebbe come impedire agli studenti di venire a scuola, chiedendo alle famiglie autorizzazione alla frequenza.

È bene controllare che almeno la piattaforma sia GDPR compliant, quindi in linea con tutti i diritti che abbiamo come membri dell’Unione Europea. Ne ricordiamo alcuni: il diritto di essere informato, il diritto di accesso, il diritto di rettifica, il diritto alla cancellazione, il diritto di limitare l’elaborazione, il diritto di opporsi, il diritto di decidere se vogliamo che profilino i nostri consumi digitali, monitorandoli automaticamente oppure no. Gli strumenti che stiamo proponendo per la didattica a distanza dovrebbero essere insomma qualificati AgID[1].

Monitoraggio del setting di lavoro con gli studenti (e le famiglie)

I docenti dovrebbero fare un check delle dotazioni per attivare l’erogazione della didattica a distanza e dovrebbero verificare quale ambiente di apprendimento hanno a disposizione gli studenti a casa. Non tutti hanno una stanza per loro e non tutti hanno disponibilità illimitata di un dispositivo digitale e della rete. Sarebbe necessario capire meglio in quale momento della giornata è possibile collegarsi e che cosa ogni studente dovrebbe avere come dotazione.

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, per sostenere l’aggiornamento professionale degli insegnanti e per migliorare l’organizzazione delle diverse forme di didattica a distanza, ha ampliato la lista di strumenti per la didattica, che possono essere acquistati con la Carta del docente: microfono, tavoletta grafica, penne interattive e altro.

Lunedì 16 marzo sono stati stanziati 85 milioni di euro: 10 milioni di euro per consentire alle scuole di dotarsi immediatamente di piattaforme e di strumenti digitali utili per l’apprendimento a distanza oppure potenziare quelli già in dotazione; 70 milioni di euro per mettere a disposizione degli studenti, in comodato d’uso, dispositivi digitali individuali per la fruizione delle piattaforme (tablet e computer) e la rete internet; 5 milioni per formare il personale scolastico sulle metodologie e le tecniche per la didattica a distanza. Il problema della disponibilità della rete invece è stato risolto: i principali operatori offrono giga illimitati per tutto il tempo dell’emergenza.

La relazione non è solo docente-classe, ma anche studente-studente

Le attività a distanza finora si sono realizzate in due modalità: sincrona e asincrona. Nell’attività sincrona, il docente si collega simultaneamente con tutti gli studenti della classe, in videoconferenza, possibile grazie a una delle tante applicazioni gratuite disponibili (Meet, Hang Out, Jitsij, Webex, Zoom…), che hanno fatto partire promozioni dedicate alle scuole dei paesi maggiormente coinvolti dal coronavirus.

Nell’attività asincrona invece i docenti girano un video didattico e lo inviano tramite registro elettronico o piattaforma oppure lo diffondono grazie ad un proprio canale Youtube o Telegram. Gli studenti partecipano alla lezione quando vogliono e nel momento deciso da loro, salvo affrontare le eventuali consegne e compiti associati alla lezione. Non è l’unica via possibile, per garantire lo svolgimento di attività di apprendimento: alcuni lavori infatti potrebbero essere assegnati a gruppi di studenti, che potrebbero concordare occasioni personalizzate per incontrarsi e confrontarsi. I meeting potrebbero essere differenziati nei contenuti, nella durata e nei tempi, con un breve raccordo con l’insegnante, anche su misura. Si potrebbe così recuperare gradualmente anche la relazione studente-studente, che forse è stata per ora accantonata dalla modalità digitale, che ha privilegiato il rapporto docente-classe. È una grande occasione di responsabilità e crescita, che possiamo offrire: non escludiamola.

I tempi dell’attività: scordatevi due ore di lezione frontale, schermo a schermo. Non si dovrebbero superare i 45 minuti, tra una e l’altra non sarebbe male dare una pausa (ma fino a poche settimane fa non si lamentavano tutti che gli studenti stanno troppe ore davanti a smartphone e tablet?) e dentro quel tempo prevedere brevi interazioni, momenti di riscaldamento dell’ambiente di apprendimento anche grazie ad app per monitorare stati emotivi e umori, microattività individuali o a coppie e tempi tecnici di collegamento. A breve, un modello di Lesson Plan già testato: 5-10-15-10-5.

Non solo video: abbiamo anche una voce e possiamo ascoltare

Leggere pagine di un libro, spiegare un argomento nuovo, descrivere uno stato d’animo: la voce può raccontare e mediare informazioni di vario genere. Le applicazioni gratuite per creare registrazioni nel web, cioè i podcast, sono diverse e molto semplici e intuitive: Spreaker ad esempio. Per i meno esperti, compatibilmente con le età degli studenti, anche un “vocale di dieci minuti”, come direbbe Tommaso Paradiso, non è il diavolo. Diversi docenti hanno un loro canale audio, dove pubblicano apprendimento a puntate, scaricabile su ogni dispositivo. Alcune scuole hanno addirittura ripristinato le loro radioweb e trasmettono ancora. Non solo si può registrare, ma anche ascoltare: molte case editrici hanno messo a disposizione audiolibri e corsi interi, in diverse lingue, per le scuole italiane. Nella pagina “Solidarietà digitale” si trovano queste e altre offerte di vario genere rivolte a singoli studenti o alle scuole.

La valutazione è continua

La valutazione è il cuore del lavoro del docente e batte allo stesso ritmo della relazione educativa. La didattica a distanza è una grande opportunità: passare (finalmente) da una valutazione esclusivamente sommativa (che non scompare, ma che avrà il suo tempo e il suo spazio al momento opportuno) ad una valutazione formativa e autentica. Non è possibile chiedere agli studenti di replicare il modello “interrogazione-riproduzione contenuti” perché lo schermo e la distanza non ci garantiscono affatto autonomia e autenticità del feedback, oltre ad essere improbabile e noioso tentare di simulare questa pratica, del tutto inadeguata alla valutazione delle competenze. Si devono assegnare compiti sfidanti, autentici, che mettano in campo risposte e competenze, che non si trovano digitando la domanda del docente nei motori di ricerca. Si tratta di sfoderare strumenti come le Rubric, i Portfolio, le Checklist di autovalutazione e proporre prestazioni stratificate, che coinvolgano, che sollecitino un contributo personale, un confronto, una produzione creativa e virino in picchiata sul processo, non solo sul prodotto.

Si devono raccogliere tante prove di apprendimento per decretare il possesso di una competenza: magari si possono anche dare pesi diversi ai segmenti di questo percorso e utilizzare quella valutazione ponderata, che tutti i registri elettronici possiedono tra le funzioni, ma che pochi utilizzano nelle loro pratiche valutative. Un esercizio applicativo dato a casa? Vale 0.20 nella valutazione complessiva. Una presentazione illustrata alla classe in videoconferenza? Vale 0.50. Insomma, ponderate voi. D’altronde non è solo tutta la normativa sulla valutazione e anche i decreti in tempo di Covid 19, ma anche il contratto professionale a ricordarci che, tranne nei momenti istituzionali (scrutini, esami), l’autonomia e la responsabilità del docente è anche docimologica ed educativa.

  1. Circolari 2 e 3 del 2018 – Agid e l’elenco dei servizi cloud abilitati, disponibile su https://cloud.italia.it/it/qualificazioni/

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati