scuola e università

Esami a distanza causa coronavirus, come fare? Nodi e soluzioni

L’emergenza Coronavirus sta imprimendo una svolta alla formazione a distanza. Le università si stanno attrezzando, un po’ meno le scuole, ma resta irrisolta la questione degli esami, delle verifiche. Ecco qualche punto su cui lavorare

06 Apr 2020
Antonio Cisternino

Università di Pisa


Erogare formazione è un processo volto a trasferire nozioni e informazioni da docenti a studenti; grazie alle infrastrutture cloud mondiali è stato un passaggio tecnicamente realizzabile. La messa a disposizione di materiali digitali per studiare e le video lezioni, largamente erogate in diretta in modo da preservare l’interazione tra docenti e studenti, è stata possibile ed ha funzionato su una scala che solo una grave crisi avrebbe potuto rendere possibile.

Il nodo degli esami a distanza

Ma la didattica è fatta anche dalla verifica che gli studenti abbiano acquisito le informazioni trasmesse dai docenti durante un corso. Mentre l’autoverifica è un’attività relativamente semplice da erogare on-line, come fanno molti servizi di formazione on-line, la verifica formale delle competenze che viene quindi certificata da un esame pone dei problemi significativi per essere tenuta a distanza.

Un esame deve infatti certificare che le competenze acquisite sulle materie trattate nell’ambito di un corso siano adeguate e soprattutto la valutazione deve essere equa rispetto alla valutazione di altri studenti: effettuare la valutazione on-line pone delle sfide molto importanti per garantire che l’esaminato non riceva aiuti esterni che alterino il processo di valutazione.

Alcune attività di valutazione, come ad esempio gli esami di laurea, possono essere svolti on-line con modalità analoghe a quelle in presenza poiché una discussione con presentazione di materiale è analogo a quanto avviene in una video lezione. Certo, vi possono essere incidenti nelle operazioni come durante una sessione di laurea, ma il processo e la relativa pubblicità può essere preservato in una cerimonia digitale che gli Atenei hanno rapidamente codificato in regolamenti per mantenere la validità legale delle proprie valutazioni.

In un esame di laurea il candidato presenta un elaborato del proprio lavoro, pertanto non si pone il problema che invece è presente in un esame in cui il materiale è quello presentato a lezione: è necessario che l’esaminando non sia aiutato da qualcuno nel rispondere ai quesiti posti dal docente che lo valuta.

Scritto e orale: i principali ostacoli

Vi sono due tipologie di esami che tutti ben conosciamo: scritto e orale. In entrambi i casi esiste il problema di evitare che aiuti esterni possano alterare il processo di valutazione avvantaggiando uno studente rispetto ad altri e compromettendo il processo di valutazione stesso.

Per gli esami orali è pensabile, mediante videoconferenza, verificare l’identità dello studente e procedere ad effettuare l’interrogazione. Si può evitare il ricorso a materiale esterno o a suggerimenti avendo cura di mantenere serrato il dialogo e variando rapidamente l’oggetto delle domande, rendendo un aiuto esterno difficile da rendere possibile, riducendo domande nozionistiche e incoraggiando quesiti che verifichino il processo di ragionamento dello studente alla luce delle conoscenze che dovrebbe aver acquisito.

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Gli esami scritti sono molto più difficili da trasporre nel mondo digitale: come si può assicurare che lo studente non riceva aiuto esterno? La sorveglianza (proctoring in inglese) a distanza si potrebbe pensare che si possa avvalere di flussi video per assicurarsi che ciascuno studente rispetti le regole e non cerchi sostituti o informazioni che lo possano aiutare. Sistemi on-line che supportano la verifica mediante videocamera sono molto popolari, e si può pensare che la videoregistrazione possa essere un deterrente per convincere l’esaminando a rispettare le regole.

Ma se si analizza il problema è facile convincersi che vi sono numerosi modi per aggirare il controllo continuo che una videocamera potrebbe usare. Nella figura seguente uno schema facilmente trovato in un sito per farsi aiutare nello svolgimento di un test on-line.

Non sembrano esserci soluzioni che evitino comportamenti scorretti durante esami scritti. Si può cercare di usare strumenti che impediscano l’uso di applicazioni e rete, e magari controllare in qualche modo il fatto che chi svolge il test non si sia sostituito al candidato, ma nessuno di questi strumenti sembra poter rendere l’esame realmente sicuro. È quindi plausibile pensare di usare esami scritti solo come un filtro per l’esame orale dove le conoscenze acquisite possano essere verificate puntualmente, riducendo il valore che si attribuisce al test scritto on-line che svolge la funzione di filtro per poter accedere all’esame.

Nei prossimi mesi scuole e università affronteranno il problema e sicuramente le soluzioni proposte saranno interessanti e contribuiranno a sviluppare lo stato dell’arte in materia di esami, tenendo conto anche delle risorse a disposizione degli studenti che, in una nazione come l’Italia, non sempre consentono upload efficienti di grandi quantità di dati.

In conclusione

In poche settimane l’emergenza del coronavirus ha costretto il sistema formazione di un’intera nazione ad essere ripensato, scoprendo che i dispositivi per uso personale possono essere impiegati per fare didattica a distanza. Questo passaggio ha prodotto un sisma culturale da cui è difficile pensare che si possa tornare indietro. La didattica in presenza resta un elemento importante nel processo formativo, ma affiancarla ad una fruizione digitale con materiale che sia disegnato per questi nuovi mezzi sarà la sfida che il sistema dovrà affrontare una volta passata la tempesta. Sono fiducioso che saremo all’altezza delle sfide che ci attendono.

Lezioni a distanza, le infrastrutture abilitanti dal cloud alle reti

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