Elezioni 2022

Panetta: “Rafforziamo il Garante Privacy, per le sfide della data economy”

Non si può dire che i temi della data economy, della protezione e dell’uso etico dei dati siano prioritari nei programmi dei partiti, nonostante la centralità del digitale nel PNRR. In particolare, mancano riferimenti alla necessità di rafforzare ruolo e organico dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali

15 Set 2022
Rocco Panetta

Partner Panetta Studio Legale e IAPP Country Leader per l’Italia

trasformazione digitale

Ci risiamo, presto l’Italia avrà un nuovo Governo e, prima ancora, anche un nuovo Parlamento. Tra le tante sfide di questo cruciale momento di svolta, rilevano sicuramente quelle legate alla trasformazione digitale e allo sviluppo etico della data economy.

Ricordiamo infatti, come primo dato di questa mia riflessione sui contenuti dei programmi elettorali, che nonostante i costanti miglioramenti del nostro Paese, registrati dall’indice DESI (Digital Economy Society Index) pubblicato quest’estate sullo stato della digitalizzazione in Europa, l’Italia si piazza ancora nella fascia bassa, in diciottesima posizione.

COME SI VOTA ALLE ELEZIONI POLITICHE 2022 | #TELOSPIEGO

Il tema del digitale nei programmi dei partiti

Ciò detto, diamo dunque un’occhiata ai programmi che i partiti che ambiscono a creare gruppi strutturati in Parlamento hanno pubblicato in questi giorni per analizzare come pensano di affrontare il tema del digitale, con particolare riferimento al mondo della data economy, della protezione dei dati e dell’uso etico degli stessi.

Evento in presenza
SAP NOW, 20 ottobre | Sostenibilità e innovazione per un ecosistema digitale che rispetta il pianeta
Cloud
Datacenter

In generale, non si può dire che il tema sia stato considerato come prioritario. Certo, si tratta di programmi a tutto tondo e le elezioni sono arrivate un po’ come un fulmine a ciel sereno, mentre tutti erano pronti alle vacanze. Tuttavia, salvo poche eccezioni, colpisce come pur avendo l’Europa vincolato un quarto delle risorse del PNRR italiano alla trasformazione digitale in alcuni programmi il tema sia toccato solo marginalmente, altri, invero, hanno fatto meglio.

C’è chi si limita a parlare genericamente di digitalizzazione della PA, di digital tax e di introdurre il coding nelle scuole, altri rispolverano la Carta dei diritti digitali, iniziativa cara al compianto professore Stefano Rodotà che nel 2015, quando era membro della Commissione parlamentare di studio per i diritti e i doveri relativi a internet, portò alla luce la Dichiarazione dei diritti di internet.

Data economy, il 2022 delle regole e delle sfide: cosa ci attende

In un programma, poi, si parla di Banca dati digitale nazionale, con una attenzione, che fa piacere riscontrare, alla possibilità per i cittadini di verificare come siano utilizzati i propri dati personali e si fa riferimento, inoltre, ad un piano industriale basato su tecnologie strategiche per il futuro come manifattura digitale, fintech, AI e robotica, metaverso, semiconduttori ma, ancora una volta, senza andare nel dettaglio.

Scorrendo le pagine di un altro programma, si propone il potenziamento dei Digital Innovation Hub e il sostegno delle PMI e della Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale che deve essere anche partner delle aziende, non solo controllarle”. Interessante, se pur solo accennato, è il riferimento al Digital Markets Act e al Digital Services Act europei da poco approvati.

L’Italia digitale vista dal DESI

Dal 2014 il DESI assegna in una scala di valori un punteggio ad ogni Paese membro dividendolo in quattro categorie definite dalla Commissione nel programma strategico “Percorso per il decennio digitale”: capitale umano, connettività, integrazione delle tecnologie digitali, servizi pubblici digitali.

Quest’anno l’Italia ha totalizzato un punteggio di 49,3 punti, al di sotto della media europea di 52,3, posizionandosi rispettivamente a 6 e 5 posizioni da Francia e Germania e appena sopra la Repubblica Ceca. Se, come riferito nel report, l’Italia ha fatto passi da gigante nell’ultimo decennio, grazie ad una maggiore attenzione degli ultimi Governi ai temi del digitale, è pur vero che la terza economia europea dovrà correre ancora di più per consentire al vecchio continente di raggiungere gli obiettivi per il digitale del 2030.

La categoria in cui il divario da colmare è ancora altissimo resta quello delle competenze digitali di base tanto che il dato allarmante è che ancor oggi oltre la metà dei cittadini italiani non ne dispone e il futuro non è rassicurante vista la scarsa presenza di laureati e iscritti alle università nel settore STEM. Dal report emergono anche dati positivi, tra cui spicca il ricorso, oltre il 60%, al cloud da parte delle PMI, nonostante invece l’uso di big data e intelligenza artificiale resti ancora basso.

Negli ultimi due anni, complice, evidentemente, la situazione eccezionale creata dalla pandemia, si è registrata una forte accelerazione nella diffusione dell’identità digitale tramite SPID e CIE, anche se il fascicolo sanitario elettronico non ha visto un pari sviluppo in tutte le Regioni italiane.

Nel settore della cyber sicurezza, in risposta al quadro geopolitico delineato dal conflitto russo-ucraino, il DESI ricorda come l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) abbia chiesto ai soggetti pubblici e privati di procedere ad una analisi dei rischi connessi alla fornitura di software da parte di soggetti legati alla federazione russa. L’effetto di tale raccomandazione si è riverberata anche nel nostro lavoro di DPO, dato che sempre più soggetti italiani ed esteri ci hanno chiesto, in qualità di fornitori di un servizio, se avessimo legami di alcun tipo con la federazione russa.

La tutela dei dati personali e la formazione digitale

Con piacere emerge tra le pagine di un altro programma il riferimento ai temi della tutela dei dati personali, considerata come necessaria per una positiva adozione di nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale, anche con un riferimento esplicito al divieto d’uso di software per il riconoscimento facciale e, più in generale, biometrico ai fini di sorveglianza e di social scoring, così come già a suo tempo suggerito dal compianto Consigliere Giovanni Buttarelli, già Garante europeo per la protezione dei dati e Segretario generale dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, ai tempi in cui anche chi scrive era onorato di militare come dirigente nei ranghi di quell’Autorità.

In un altro programma, con sorpresa, si punta sulla formazione digitale nelle scuole e, punto interessante e da non sottovalutare, all’educazione all’uso del dato. Anche se non meglio specificato, soffermiamoci su questo punto. Non dobbiamo infatti pensare che l’”educazione civica digitale” si debba fermare alle competenze base che l’Europa ci chiede per sapere usare servizi pubblici e privati online. Occorre aumentare la consapevolezza, oggi molto scarsa, di cosa sia la data economy. Nel nostro quotidiano lavoro di Data Protection Officer capita di vedere, nel dialogo con i clienti, la mancanza di una visione complessiva su come il dato possa essere usato e abusato. La formazione e l’esperienza senza dubbio ci aiuta a fiutare il pericolo prima degli altri, ma senza dubbio una educazione sul punto, già nelle scuole, contribuirebbe a creare una società più sensibile, consapevole e sicura. Gli altri due punti che stanno a cuore a chi lavora con le imprese sono senza dubbio la necessità di digitalizzare al più presto il settore della giustizia e quello della pubblica amministrazione. A parità di ore lavorate l’Italia resta uno dei Paesi con più bassa produttività e una delle ragioni va trovata proprio nel tempo perso in questioni burocratiche cui si accompagnano i mancati investimenti delle aziende straniere, intimorite da questa lentezza.

DPO, il salto culturale che serve

Proprio con riferimento al ruolo e alla funzione del DPO, sarebbe importante un salto di qualità culturale, che passi anche attraverso input politico legislativi, sebbene sia chiaro a chi scrive che quella del DPO è una partita di livello europeo e non già nazionale. Difendere la terzietà e l’indipendenza del DPO, significa rafforzare le dinamiche del mercato della data economy, anche attraverso una migliore strutturazione della differenza tra le funzioni privacy aziendali interne ed il DPO esterno, nonché attraverso la giusta valorizzazione economica dei compensi.

Così come sarebbe necessario prevedere una quota di riserva nei Consigli di Amministrazione delle aziende maggiormente strategiche a professionisti dei dati, affinché possano infondere, ai relativi organi di governo, maggiore sensibilità sui temi correlati all’uso dei dati.

Intelligenza artificiale e sovranità

Tornando ai programmi, rileviamo, poi, con favore l’attenzione, in alcuni programmi, ai rischi che una corsa cieca all’intelligenza artificiale potrebbe portare. Si legge in un programma: “la digitalizzazione accelerata della funzione pubblica e del sistema produttivo italiani non dovrà trasformarsi in un trattamento massivo ed indiscriminato dei dati personali dei cittadini e dei lavoratori italiani, giustificato da generiche finalità di esecuzione di programmi politici od economici o da un altrettanto vago riferimento a situazioni emergenziali”.

Chi scrive, al principio dell’emergenza pandemica, ha sottolineato l’importanza di non abbassare la guardia sulla tutela dei diritti per far fronte al Covid19, visto il rischio, provato dalla storia in casi simili, di non tornare indietro a emergenza finita.

Covid-19, la Costituzione al primo vero “stress test”: rischi pratici ed etici

Altro punto interessante è quello della sovranità digitale, al centro anche del Chips Act in discussione a Bruxelles. Il quadro geopolitico mutevole e il blocco della logistica nato con il Covid hanno infatti evidenziato come l’Europa sia in gran parte dipendente da Stati Uniti e Cina per l’approvvigionamento tanto del software che dell’hardware. Occorrerebbe dunque incentivare l’acquisto di servizi dal mercato interno e un maggior controllo degli acquisti.

Assente dai radar il potenziamento del Garante privacy

Mancano un po’ ovunque però riferimenti netti alla necessità di rafforzare ruolo e organico dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, che per perimetro di azione, responsabilità e centralità dovrebbe poter vedere raddoppiate, se non triplicate, le risorse umane d’eccellenza e quelle economiche.

Stefano Rodotà mi diceva sempre che ciò che rende davvero indipendente un’Autorità è l’essere dotata di mezzi adeguati e persone di qualità e non solo la periodica relazione annuale dell’Autorità al Parlamento. Anche quando passò alla Presidenza della Commissione VIA al Ministero dell’Ambiente nel 2007, chiamandomi a sé come Segretario generale, fece dell’indipendenza economica della Commissione una delle ragioni ideali del suo importante mandato. E proprio quando capì, invece, che la complessità della macchina amministrativa impediva la disponibilità degli ingenti fondi versati dai soggetti richiedenti l’autorizzazione ambientale, Rodotà si dimise da questo importante ruolo.

Nella passata legislatura, da un lato c’è stata attenzione alle esigenze economiche del Garante, che ha visto sensibilmente aumentata la dotazione economia e organica, ma poi la dialettica con alcuni esponenti del Governo e talune misure contenute nella legislazione d’emergenza a causa del Covid, ha dato la sensazione di una contrapposizione a tratti incresciosa, cosa che di certo non ha giovato.

Conclusioni

L’auspicio è che il prossimo Parlamento sia più attento ai temi della data protection e della cosiddetta privacy, in generale, in quanto portatori della più grande rivoluzione economica, sociale e culturale a cui il mondo è soggetto in questa era, restando nel solco degli insegnamenti di quei due grandi Maestri, appunto Stefano Rodotà e Giovanni Buttarelli, che l’Italia ha avuto la fortuna ed il privilegio di avere come guida, riconosciuti tali da tutto il mondo.

INFOGRAFICA
Manufacturing 5.0: ecco i vantaggi della monetizzazione dei dati!
Big Data
IoT
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4