il decreto-legge

Perimetro di sicurezza cibernetica, i problemi da risolvere per colmare il gap dell’Italia

Ci vorranno anni prima che l’Italia possa raggiungere il livello di sicurezza informatica di altri paesi Ue, ma il decreto-legge sul perimetro di sicurezza cibernetica rappresenta un primo passo importante. Dalle sanzioni alla fuga dei cervelli, passando per cultura e stipendi, gli sforzi necessari per colmare il gap

06 Nov 2019
Roberto Rossini

deputato (M5s), componente della commissione Difesa alla Camera

cyber-risk

L’approvazione del decreto-legge sul perimetro nazionale della sicurezza cibernetica rappresenta un primo necessario passo per poter partecipare fattivamente alla costituzione di una rete di sistemi di certificazioni di prodotti e servizi ICT come previsto dal Cybersecurity Act europeo, colmando un ritardo di quasi 10 anni rispetto ad altri Paesi quali Francia, Germania, Regno Unito e Olanda.

Il provvedimento dimostra altresì che l’attenzione del Governo è stata diretta a munirsi di uno strumento essenziale nell’ambito della difesa strategica per gli attacchi cyber.

La sfida, per il nostro Paese, non è semplice e in questo breve contributo mi piacerebbe fornire ai lettori alcuni spunti di riflessione.

Come sono cambiate le minacce alla sicurezza negli anni

Fino a pochi anni fa, le minacce di cui un Paese doveva preoccuparsi erano gli attacchi aerei, marittimi, terrestri. Grazie al lavoro svolto dai servizi dell’Intelligence, è spesso stato possibile anticipare e prevenire i pericoli, individuare i luoghi e le tempistiche degli attacchi e, soprattutto, riconoscere il Paese in cui sono generati.

WHITEPAPER
Inizia a vendere sui marketplace: scegli la piattaforma giusta che punti all’omnicanalità
ERP
Fashion

Attualmente, quando parliamo di attacchi virtuali, molti cittadini non hanno invece la percezione della pericolosità del fenomeno, ritenendo la minaccia cibernetica una sorta di gioco in rete con cui i nerd possono trovare sfogo. In realtà, negli ultimi anni, i cyber attacchi sono aumentati e ad oggi rappresentano la principale minaccia a cui è necessario trovare risposte e contro cui occorre attuare adeguate contromisure. Se solo si considerano l’enorme difficoltà nell’individuare la fonte da cui deriva l’attacco cibernetico, il soggetto che lo ha generato e l’infrastruttura attaccata, è facile comprendere come ancora oggi la sicurezza cyber abbia bisogno di svilupparsi.

Proprio per l’importanza che il settore della cyber security sta acquisendo a livello mondiale, negli ultimi anni sono aumentati i corsi e gli approfondimenti dedicati a questo tema, mentre sempre più spesso si sente parlare di cultura digitale o cultura informatica. È ormai chiaro ed evidente, quindi, che la conoscenza di questo mondo riveste un ruolo fondamentale nell’attuale società.

Il mondo informatico ha infatti “invaso” tutti gli aspetti della nostra vita; non esiste ambito ormai in cui non sia previsto almeno uno strumento informatico al fine di agevolare il lavoro: medicina, economia, pubblica amministrazione, edilizia, fonti energetiche ecc. Ogni settore, quindi, può essere più o meno strategico e impattare in maniera più o meno significativa sulla sicurezza del nostro Paese (basti pensare agli incalcolabili danni che potrebbe procurare un attacco cibernetico portato ad una fonte energetica nazionale).

Punti cardine del decreto

Il Disegno di Legge (n. 105/2019), come già anticipato, è finalizzato ad assicurare un livello elevato di sicurezza delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici delle amministrazioni pubbliche, nonché degli enti e degli operatori nazionali, pubblici e privati, attraverso l’istituzione di un perimetro di sicurezza nazionale cibernetica e la previsione di misure volte a garantire i necessari standard di sicurezza per minimizzare i rischi.

Con il nuovo provvedimento è confermato il ruolo fondamentale del Centro di Valutazione e Certificazione Nazionale (d’ora in avanti CVCN), che ha l’obiettivo di garantire la sicurezza e l’assenza di vulnerabilità dei prodotti, hardware e software, impiegati sulle reti, sui sistemi informativi e i servizi informatici degli attori del perimetro di sicurezza cibernetica. Proprio per l’importanza dei compiti assegnati, il CVCN, secondo quanto stabilito da decreto, potrà avvalersi del supporto di lavoratori accreditati nello svolgimento del proprio lavoro e nell’elaborazione di schemi di certificazione cibernetica qualora quelli attualmente in vigore non risultassero adeguati a tutelare la sicurezza nazionale.

Infine, il provvedimento sottolinea l’importanza anche del tema del 5G. Nell’art. 3, in riferimento al Golden Power (poteri speciali), si esplicita la fondamentale importanza di tutelare tutte le attività strategiche del Paese, le infrastrutture, i servizi critici e gli ambiti tecnologici di particolare rilevanza per il presente e il futuro dei nostri concittadini. Inoltre, sempre grazie al provvedimento, si rafforza il ruolo del Parlamento: infatti, il Governo sarà tenuto, secondo la legge, a trasmettere alle Camere, ed in particolare alle Commissioni pertinenti in materia, nel termine di 30 giorni, ogni schema di regolamento inerente all’ambito della cyber security.

Per quanto riguarda invece le misure restrittive la libertà personale e la presunzione di non colpevolezza, il CVCN, valutando i rischi sulla sicurezza, può imporre delle sanzioni sulla base di una valutazione del rischio, in relazione ad un’ottica di gradualità. Il sistema sanzionatorio previsto nel decreto prima del voto finale in Aula prevedeva la possibilità di punire gravi violazioni anche con misure carcerarie da 1 a 3 anni; in seguito all’approvazione di un emendamento, tale possibilità è stata invece modificata pretendendo di contro un regime sanzionatorio più equilibrato.

Problematiche principali

Dal mio punto di vista è innanzitutto fondamentale essere consapevoli che saranno necessari diversi anni prima che l’Italia possa raggiungere il medesimo livello di sicurezza informatica di altri paesi europei e che, soprattutto, le criticità connesse alla sicurezza informatica rappresentano di fatto una questione praticamente irrisolvibile. Per queste ragioni nutro delle perplessità riguardo alla tempistica (10 mesi) entro cui le aziende dovranno uniformarsi a quanto previsto dal decreto.

Un ulteriore aspetto che a mio avviso deve essere considerato è che i destinatari degli attacchi informatici non sono le tecnologie bensì le persone, e la conseguenza di questa diversa prospettiva deve portarci a prevedere o a rivedere tutte le iniziative volte a promuovere la cultura digitale, puntando a coinvolgere soprattutto coloro i quali lavorano o hanno lavorato in un contesto prevalentemente analogico.

Un’ altra problematica riguarda i prodotti ICT, che sono costantemente soggetti ad aggiornamenti: infatti, un prodotto ICT già verificato e che dovrà essere sottoposto ad ulteriore verifica nel tempo comporterebbe necessariamente un sovra lavoro ed un costo difficilmente non del tutto irrilevante.

Infine, segnalo due questioni emerse durante l’audizione del professor Michele Colajanni, che ritengo cruciali per per lo sviluppo del nostro Paese e della sua sicurezza informatica.

La prima riguarda il tema delle pesanti sanzioni previste dal decreto, che si rischiano non solo nel caso in cui un’azione dolosa di un OSE (Operatori di Servizi Essenziali) abbia causato una grave interruzione di servizio a detrimento della sicurezza nazionale e della salvaguardia dei cittadini, ma anche nel caso ipotetico in cui un rischio di questo tipo sia ravvisato in seguito all’acquisizione di un dispositivo vulnerabile di cui l’OSE potrebbe non aver avuto neanche contezza nel procurement di una grande infrastruttura.

Sarebbe invece importante consolidare il rapporto di fiducia tra lo Stato e i suoi OSE che, insieme, possono fare fronte comune nei confronti di fornitori malevoli, incompetenti o eccessivamente orientati al profitto, a scapito della sicurezza dei propri prodotti e servizi. Solo così, gli OSE, i suoi dirigenti e tecnici, potranno sentirsi sereni nell’agire di concerto con lo Stato segnalare minacce e vulnerabilità senza alcun timore ritorsivo e sanzionatorio.

La seconda riguarda un comportamento purtroppo ricorrente nella nostra cultura, che consiste nel pretendere personale altamente qualificato senza prevedere una remunerazione congrua, creando di fatto le condizioni per la fuga all’estero dei nostri professioni più preparati. Infatti nel CVCN si richiede l’assunzione di settantasette persone per le quali sono previsti compensi annui compresi tra i 32.600 e i 40.000 euro.

Se è verosimile che inizialmente le migliori professionalità del nostro Paese possano accettare l’incarico propostogli, lo è altrettanto la possibilità che una volta acquisite le competenze necessarie possano ricollocarsi all’interno di un più redditizio mercato privato nazionale o, peggio, internazionale.

La cultura digitale

Come accennato precedentemente, la maggior parte degli attacchi informatici avviene sfruttando la vulnerabilità delle persone e non della tecnologia.

Per questa ragione è sempre più importante diffondere la cultura del digitale, soprattutto per quelle persone che lavoreranno nelle aziende definite dal perimetro.

Bisogna quindi, anche in questo caso, ripensare e rivedere l’aspetto dell’alfabetizzazione digitale, tenendo sempre presente come l’utilizzo consapevole e corretto della tecnologia non possa che incidere positivamente sulla sicurezza del contesto nel quale le nostre aziende agiscono.

Impedire la fuga dei cervelli

Nell’affrontare la questione della rilevanza del fattore umano, è opportuno riprendere un concetto precedentemente esposto, ovvero l’impossibilità di risolvere il problema della sicurezza informatica. Pensiamo a quante volte un sistema informatico, dopo essere stato descritto come ‘il più sicuro al mondo’, non sia stato in grado di difendersi dall’attacco di un hacker.

È veramente difficile infatti che, nonostante i continui aggiornamenti cui è sottoposto, un sistema non presenti delle vulnerabilità, e ciò si deve al fatto che, in estrema sintesi, dietro ad ogni singola macchina c’è sempre un uomo che disegna un algoritmo o assembla delle componenti. È quindi assolutamente imprescindibile che nel campo della sicurezza informatica agiscano esperti che permettano al nostro Paese di fare il salto di qualità, ed è importantissimo che questi esperti siano trattenuti in Italia nel tempo.

Per questo motivo, anche con riferimento alla criticità sopra esposta relativamente al fattore stipendiale, ho richiesto, per il tramite di un Ordine del giorno, che il Governo si impegnasse ad adottare iniziative normative finalizzate ad incrementare la spesa, e di conseguenza gli stipendi dei professionisti che verranno impiegati nel settore della sicurezza nazionale cibernetica, nonché a valorizzare le professionalità italiane che vogliono rimanere a lavorare per il futuro del nostro Paese.

Conclusioni

Il decreto oggetto di questa mia breve riflessione rappresenta quindi il primo passo di un processo che dovrà necessariamente permettere al nostro Paese di recuperare il gap che oggi lo divide dalle altre realtà europee, che si deve per lo più ad anni di ritardo nell’applicazione delle norme.

La sfida non è semplice, ma serve uno sforzo da parte di tutti, dello Stato, degli OSE, dei fornitori, degli esperti del CVCN, di tutto il personale che dovrà e immettersi in gioco e aumentare la propria cultura digitale, che non possiamo catalogare come una disciplina a sé, ma come una nuova visione del mondo, un nuovo approccio alla vita che si basa sulla partecipazione, la digitalizzazione, la sicurezza e l’uso delle informazioni.

Il punto di forza del nostro Stato deve essere quello di permettere a tutti i cittadini di fruire di una cultura digitale agile in un contesto caratterizzato da aziende in rapida evoluzione ed istituzioni in grado di rafforzare il proprio processo decisionale ai fini di cogliere rapidamente ed efficacemente le nuove esigenze ed opportunità.

WHITEPAPER
AZIENDA RETAIL: ecco i 15 motivi per cui hai bisogno dell'Intelligenza Artificiale!
Intelligenza Artificiale
Retail
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 3