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Anagrafe unica: ecco i servizi già disponibili per i cittadini e gli enti

Una guida all’utilità dell’ANPR per i cittadini e gli enti. Cosa possono fare ora e in futuro

14 Mag 2020
Andrea Tironi

Project Manager - Digital Transformation


A oggi, i cittadini possono fare due cose con ANPR, l’anagrafe unica nazionale della popolazione residente:

  • collegarsi per vedere se i dati sono corretti,
  • richiedere alcuni certificati

Vediamo come.

Il sito a cui collegarsi è questo.

L’accesso è consentito con SPID, CIE e CNS.

Una volta entrati con SPID ad esempio, e accettata l’informativa sulla privacy:

si arriva sulla schermata che segue:

Qui è possibile scegliere di vedere i dati inseriti in ANPR utilizzando il menù di sinistra:

oppure stampare l’autocertificazione (non è un certificato) utilizzando il testo in alto a destra:

Partendo dal menù, cliccando sulle varie voci è possibile vedere i dettagli di ogni voce (ad esempio sotto viene mostrato cosa si vede cliccando su Generalità o su Carta di Identità)

Interessante è il codice ANPR, che identifica univocamente le informazioni del cittadino in ANPR.

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Un cittadino può quindi controllare che i suoi dati siano corretti ed eventualmente segnalare al proprio comune di Residenza eventuali anomalie.

In secondo luogo, si può stampare un’autocertificazione.

Cliccando sul tasto “Stampa autocertificazione”

Viene mostrata la seguente schermata. Qui si può scegliere che contenuti si vogliono nell’autocertificazione, eventualmente anche quelli della Carta di identità.

Cliccando su conferma viene generato il documento che segue che vale come autocertificazione, costruita in base ai dati del cittadino contenuti in ANPR.

Seguendo le modalità sotto indicate (Presentazione Diretta o inoltro per Posta o Fax) è possibile quindi utilizzare questo documento come autocertificazione.

Eliminando qualsiasi considerazione sul fatto che il fax andrebbe bandito (anche se molte PA lo usano ancora) è interessante notare come le autocertificazioni possano essere utili ad oggi per molte interazioni, ma nel futuro per il principio #onceonly, le PA dovranno collegarsi ad ANPR in modo da non chiedere al cittadino le stesse informazioni più volte, ma considerando l’anagrafe unica come la base dati delle informazioni associate ad un codice fiscale.

Sarà quindi meno importante la parte di autocertificazione e più importante la parte in cui si controlla che i dati siano corretti.

Cosa può fare un Comune con ANPR ad oggi?

Il Comune, nella persona degli Ufficiali di Anagrafe (o di operatori accreditati sul sito del Ministero dell’Interno), si occupa di alimentare i dati contenuti in ANPR per i cittadini residenti. Questo viene realizzato tramite un collegamento dell’anagrafe applicativa (backoffice) ad ANPR, in modo che ogni variazione nell’anagrafe applicativa venga riportata in ANPR.

Le pubbliche amministrazioni e gli organismi che erogano pubblici servizi, per l’espletamento dei propri compiti istituzionali, fruiscono dei dati contenuti nell’ANPR secondo quanto stabilito dall’art.5, commi 1 e 3 del DPCM n.194/2015 e del relativi allegati C), riguardante le misure di sicurezza e D) concernente i servizi che l’ANPR assicura ai soggetti che accedono. Ovvero le anagrafi dei singoli enti possono accedere a tutti i dati contenuti in ANPR a livello di consultazione e modificare i dati associati ai propri residenti.

A regime, ANPR conterrà, oltre ai dati anagrafici, l’archivio nazionale informatizzato dei registri di Stato civile e i dati delle liste di leva.

Tra le funzioni di ANPR utilizzate dai Comuni ad oggi, vi è anche la risoluzione dei disallineamenti (mediante webapp) tra ANPR e l’Agenzia delle Entrate, in modo da ricondurre ad unità le posizioni di ANPR con quelle dell’Anagrafe Tributaria.

Inoltre, le Anagrafi Comunali, per tutte le attività loro demandate, possono acquisire rapidamente i dati dei cittadini residenti in altri Comuni già subentrati in ANPR, direttamente nell’applicativo del backoffice ente mediante webservices.

Cosa può fare un ente (non Comune) con ANPR ad oggi?

Al momento ci sono ISTAT, AE, Inps, IPZS e MIT che possono accedere alla base dati ANPR, secondo specifiche profilazioni. Si sta anche chiudendo un accordo con le Forze di Polizia (FFOO) per accedere ai dati.

Cosa si potrà fare domani con ANPR

Notizia di gennaio è che la Direzione centrale per i servizi demografici sta realizzando uno specifico progetto, con la collaborazione del Dipartimento per la Trasformazione Digitale e dell’Agenzia per l’Italia Digitale. L’attuale pianificazione prevede che il servizio sia reso disponibile, previa sottoscrizione di uno schema Accordo di fruizione, che sarà sottoposto ad una preventiva valutazione dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali.

In generale si sta lavorando ad una piattaforma che consenta ad altre amministrazioni di chiudere degli accordi di fruizione con ANPR, in modo da potervi accedere secondo alcuni principi:

  • privacy by default
  • security by default
  • profilazione mirata secondo le esigenze specifiche

E’ un lavoro molto importante che è in corso anche con il Garante. L’obiettivo sarebbe realizzare una sorta di marketplace dove è possibile chiedere un certo tipo di profilazione, che dopo specifica validazione, permette l’interrogazione della base dati ANPR.

Una release fruibile dovrebbe essere disponibile per l’estate 2020.

Alcune risposte a domande frequenti

Verrà eliminata la base dati locale presente negli enti?

A breve non è prevista l’eliminazione. Potrebbero essere sostituiti i dati anagrafici in base dati locale con riferimenti ad ANPR (ad esempio con un ID ANPR a cui il sistema di backoffice o locale fa lookup).

E’ possibile un disallineamento tra base dati locale e ANPR?

Il disallineamento della banca dati locale non deve mai avvenire, perché ANPR prenderà i dati in automatico dalla piattaforma centrale per passarli ad altri enti. La banca dati locale è solo di servizio. La fonte autoritaria è ANPR.

Chi devo sentire se i dati in ANPR non sono corretti?

Va sentito il proprio comune di Residenza, ufficio Anagrafe.

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