Identità digitale: tutti i dubbi chiariti

Il Sistema pubblico di identità digitale, voluto dal Governo, è in fase di avvio, ma crescono dubbi su sicurezza e privacy. Uno dei co-autori della normativa Spid spiega perché invece renderà più sicuri i servizi digitali. Alcuni aspetti sono poco noti, per esempio l’uso di Spid in modalità di pseudo-anonimato

04 Feb 2015
Andrea Rigoni

Intellium

identità-140222002401

Nelle ultime settimane si sono compiuti passi importanti per l’avviamento di Spid, il Sistema pubblico dell’identità digitale. La pubblicazione del decreto a dicembre, la produzione del primo draft del regolamento tecnico e l’avviamento della fase pilota sono passi fondamentali per consentire al sistema Spid di decollare in tempi brevi. Il Ministro per la Funzione Pubblica ha più volte annunciato la disponibilità di Spid per aprile 2015, con 10 milioni di italiani già serviti per il 2016. Altri rappresentanti del Governo hanno più volte illustrato l’importanza dell’iniziativa.

I numerosi annunci sono stati accompagnati anche da critiche e dubbi sugli aspetti di sicurezza e privacy di Spid. Ritengo pertanto utile fornire qualche chiarimento in più su alcuni di questi aspetti.

Spid e privacy: in molti hanno segnalato che Spid potrà creare problemi di Privacy. Qualche giornalista si è persino domandato se Spid non sia un tentativo del governo di controllare maggiormente i cittadini. Nulla di più falso, scritto da chi non ha capito nulla di come funziona Internet. Già oggi i cittadini Italiani posseggono decine se non centinaia di Identità Digitali: queste sono gestite senza regole e nonostante la legge sulla privacy, vengono utilizzate per fare raccolta e uso di informazioni personali. Basti pensare ai Social Network. Spid porterà a una maggiore tutela della Privacy. Gli Identity Provider dovranno rispondere a criteri e regole che sono ancora più stringenti rispetto alla normativa sulla Privacy. La stessa Autorità Garante per la Privacy ha espresso parere positivo sul Decreto Spid. Non solo: i dati non saranno centralizzati, ma distribuiti su più Identity Providers, evitando la concentrazione di dati in un unico archivio. Inoltre, gli Identity Providers non potranno assolutamente disporre in modo arbitrario delle informazioni dei cittadini. Sarà il cittadino a consentire all’Identity Provider di condividere degli attributi personali ad un Gestore di Servizi. Ad esempio, per consentire l’accesso ad un proprio servizio, il Gestore di Servizi potrebbe richiedere all’Identity Provider il numero di telefono, oppure la data di nascita: l’identity Provider passerà il dato del cittadino solo se questo acconsentirà esplicitamente alla sua condivisione. Paragonato alle pratiche correnti sui servizi Internet, SPID offre evidentemente un grado di protezione dei dati personali più elevato. Infine, nel giro di qualche anno disporremo di tecnologie che permetteranno al cittadino di cifrare i propri dati custoditi presso l’Identity Provider e di renderli leggibili solo tramite sistemi di autenticazione avanzati, portando il livello di protezione dei dati personali a livelli impensabili fino a qualche anno fa.

Spid e la CNS: i due sistemi non sono in competizione, poiché profondamente diversi. La CNS potrà essere utilizzata per richiedere una Identità Digitale, evitando al cittadino di doversi ripresentare per la verifica de-visu. Questo sarà possibile solamente se la CNS ha il certificato attivo, ovvero al cittadino sono state rilasciate le credenziali per l’accesso al certificato. Purtroppo il numero di CNS attive è estremamente basso. La CNS potrà anche essere utilizzata come sistema di autenticazione abilitato a Spid. Personalmente prevedo un uso estremamente limitato di questo sistema, poiché poco pratico e legato alla presenza di un lettore di Smart Card. I cittadini preferiranno sistemi molto più flessibili come sistemi di One Time Password, APP per SmartPhone o sistemi di autenticazioni biometrici.

Spid e sicurezza: alcuni hanno scritto che Spid è un sistema non sicuro. Spid di per se è un framework di interoperabilità e quindi non è ne sicuro, ne insicuro. La sicurezza di Spid riguarderà due aspetti operativi: 1) La sicurezza degli attributi gestiti dagli Identity Providers 2) La sicurezza dei sistemi di autenticazione. Relativamente alla sicurezza degli attributi, gli Identity Providers sono chiamati non solo al rispetto della legge sulla protezione dei dati personali, ma anche ai requisiti tecnici e operativi dettati sia dal decreto, che dal regolamento tecnico. Si tratta di requisiti molto stringenti, superiori agli standard medi di protezione dei servizi digitali. Molto importante sarà l’attività di vigilanza a cura dell’Agenzia per l’Italia Digitale. Relativamente alla sicurezza dei sistemi di autenticazione, SPID erediterà la forze e i limiti di ciascun sistema implementato dagli Identity Providers. La password, ad esempio, è un sistema estremamente vulnerabile. Spid consentirà agli Identity Providers di utilizzare la Password, accreditandola però al livello più basso. Sistemi più evoluti, quali i sistemi basati su crittografia e chiavi, saranno accreditati ai livelli più alti. Sarà il gestore di servizio ad indicare il livello minimo per poter accedere ai propri servizi. Su questo punto, Spid ha un limite ereditato dallo standard internazionale preso anche come riferimento dal regolamento Eidas: il livello 2 potrà spaziare da una One Time Password inviata tramite SMS a una App su smartphone che fa uso di avanzati sistemi di crittografia/firma/hashing con sistemi a chiave pubblica/privata. Si tratta di una differenza enorme e sarebbe corretto permettere ai Gestori di Identità Digitale e ai Gestori di Servizi di poter distinguere i due livelli.

Ritengo che lavorando sul regolamento tecnico si possa introdurre un livello 2.1 (Otp) e un livello 2.9 con l’uso di app a chiave pubblica/privata, offrendo quindi standard di sicurezza più elevati. Infine, ci sono usi di Spid che non sono scritti in maniera esplicita nel decreto, ma che sono stati pensati in fase di disegno del quadro di riferimento e che sarebbe importante riprendere nelle indicazioni tecniche. Cito ad esempio l’uso di Spid in modalità di “Pseudonimity”. Poiché Spid opera secondo il principio di condivisione minima degli attributi, è possibile che un Gestore di Servizio utilizzi Spid esclusivamente per gestire in modo sicuro l’accesso ad un profilo, senza alcun interesse a qualsiasi attributo del cittadino. Ad esempio, un sito di eCommerce potrebbe essere interessato a Spid esclusivamente per consentire agli utenti Spid di accedere senza doversi registrare e senza dover richiedere nuove credenziali, semplicemente utilizzando gli strumenti di autenticazione forniti da Spid. In questo caso, al momento del primo accesso, Spid non comunicherà alcuna informazione personale al Gestore di Servizio, all’infuori di un numero identificativo. Questo numero identificativo potrà essere ulteriormente protetto attraverso tecniche di hashing che rendono quel numero unico per quel gestore di Servizio, rendendo quindi impossibile qualsiasi ricostruzione del profilo del cittadino. Questa modalità non è descritta nel decreto, ma è consentita. Auspico che aspetti come questi vengano inseriti nel regolamento tecnico e vengano compresi dagli operatori, in quanto aprono nuove opportunità, in particolare per il settore privato.

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4