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nuova governance

Tanti “Team Digitali” locali, per innovare Comuni e territori: l’idea

Un nuovo modello di governance del cambiamento, con una rete di nuove competenze strutturata e federata, per favorire l’attuazione dell’Agenda Digitale dal centro ai territori. Per avere una PA intelligente e responsive. Ecco come potrebbe essere attuata e con quali vantaggi

14 Giu 2018

Demetrio Naccari Carlizzi

P4C – Prepare for Change

Agata Quattrone

Italia digitale

In attesa che si chiarisca il quadro politico e venga garantita continuità all’azione di trasformazione digitale della PA italiana, è il momento di interrogarsi sul lavoro prodotto dai “molti” attori che in questi anni hanno avuto ruoli. Occorre perimetrare i risultati ottenuti, fare una serena autocritica sui limiti delle scelte attuate, analizzare i bottleneck incontrati per strada e delineare le prossime mosse.

In tal senso il #teamdigitaleIT, come annunciato da Diego Piacentini nel corso del Forum PA, ha predisposto un documento che sarà consegnato al futuro Governo.

PA e competenze

Per fornire un contributo all’analisi, nel seguito si propone una riflessione che ci auguriamo possa essere utile per una discussione sulle modalità di engagement delle necessarie competenze, tema ricorrente e elemento di criticità più volte indicato dagli addetti ai lavori.

Di recente, dopo lo sblocco del turnover dei dipendenti della PA, sono state pubblicate, come ultimo atto della Funzione Pubblica della scorsa legislatura, le linee di indirizzo per la predisposizione dei piani dei fabbisogni di personale da parte degli Enti.

Le linee prevedono che l’attività di programmazione dei fabbisogni possa contemplare “l’eventuale ripensamento, ove necessario, anche degli assetti organizzativi”, senza però fornire indicazioni specifiche a riguardo rispetto le opportunità derivanti dall’utilizzo di strumenti e tecnologie digitali.

Sblocco del turnover e nuovo modello di governance

Per superare i limiti di un’azione che riteniamo sia stata troppo focalizzata a livello di PA centrale, si potrebbe cogliere l’occasione dello sblocco del turnover per introdurre le competenze necessarie alla transizione verso un nuovo modello di PA in maniera strutturata e federata. Un nuovo modello di governance del cambiamento per la transizione verso la PA invisibile al cittadino.

La PA del futuro sarà invisibile al cittadino, ecco come

Team digitali locali per accompagnare il cambiamento

Da una collaborazione fra AgID, #teamdigitaleIT, Funzione pubblica e MEF potrebbero derivare indicazioni per gli Enti locali (in primis Regioni e Città Metropolitane) finalizzate a costituire dei “Team Digitali Locali”: un nucleo ristretto di figure, selezionate secondo i criteri applicati per la scelta dei professionisti dell’innovazione del team centrale, focalizzato sull’accompagnamento del cambiamento a livello locale per affiancare sul territorio le amministrazioni deboli di competenze dedicate (facenti capo al Responsabile della trasformazione digitale previsto dal CAD) e supportarne la transizione verso un nuovo modello organizzativo.

Le funzioni (possibili) dei team digitali locali

I Team di transizione locali, strettamente cooperanti con il #teamdigitaleIT, opererebbero per favorire:

  • l’adesione degli enti alle piattaforme abilitanti (ANPR, SPID, PagoPA),
  • l’apertura dei dati e il coinvolgimento e la partecipazione degli innovatori e creativi sul territorio,
  • l’adozione di architetture aperte, sicure, scalabili e interoperabili e di API e servizi standard conformi al disegno generale,
  • la reingegnerizazione dei processi, dei regolamenti burocratici e del modello organizzativo,
  • la non duplicazione di servizi già offerti a livello centrale e il riuso di quanto già efficacemente compiuto da altri,
  • la realizzazione di soluzioni e strumenti sulla frontiera dell’innovazione, mobile first, open, sicuri,
  • la scelta delle modalità di procurement delle tecnologie più adatte,
  • la gestione di progetti con modalità tipiche del project managementagile.

In breve il rispetto delle linee guida dettate nel Piano Triennale.

Una nuova PA con l’intelligenza artificiale

L’introduzione di nuove competenze nella pubblica amministrazione dovrebbe essere attuata non solo con l’obiettivo di rafforzare le dotazioni organiche, ormai depauperate dal pensionamento della gobba generazionale dei baby boomer, ma coerentemente con l’obiettivo di costruire un nuovo modello di PA che richiede di ripensarne e reingegnerizzarne i processi.

Gli indirizzi in materia di reclutamento di nuove competenze dovranno obbligatoriamente confrontarsi con le nuove opportunità che derivano dalla frontiera tecnologica, a partire da Intelligenza Artificiale e Machine Learning, il cui impiego – soppiantando attività routinarie e diseconomiche – avrà un ruolo centrale nel ridisegno dei settori della PA e nella definizione di una nuova architettura organizzativa.

Le principali tecnologie per innovare i settori della PA

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Una rete di competenze federata e cooperante

Davanti alla constatazione che la spesa IT soprattutto a livello locale è stata spesso non efficace e correttamente mirata, per una scarsa capacità di governo e spesso comprensione della materia tecnologica, strutturare una rete di competenze federata e cooperante con raggio di azione sulle difficoltà territoriali potrebbe contribuire ad una spesa proficua dei finanziamenti per l’agenda digitale finalizzata al raggiungimento degli outocomes, ad un approccio multilivello e meno top down e centralista che coinvolgerebbe da vicino gli enti locali nell’attuazione delle politiche messe in campo a livello centrale e ad accelerare così la mutazione verso una PA intelligente e responsive.

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