CULTURA DIGITALE

Bambini e display, non è apocalisse: cosa dicono gli studi scientifici

Fautori del “timing rigido” (non più di un’ora al giorno) contro teorici del digitale come supporto allo sviluppo cognitivo. In mezzo il benessere di un individuo che va accompagnato nella ricerca della propria autonomia, al di là dei mezzi utilizzati per raggiungerla. I risultati delle più recenti ricerche sul tema

19 Feb 2020
Daniela Di Donato

Docente di lettere, Dottoranda di ricerca presso Sapienza Università di Roma-Dipartimento di Psicologia dei processi di sviluppo e socializzazione, Collaboratrice del Crespi

Video in streaming e bambini: consigli e normative per l'uso consapevole del digitale

Uno studio pubblicato su JAMA Pediatrics avverte che l’alfabetizzazione e le abilità linguistiche dei bambini soffrono dell’uso dello schermo e che le scansioni MRI del loro cervello sembrano sostenere i risultati. Ma davvero l’esposizione agli schermi è così dannosa oppure ancora non siamo in grado di sostenerlo con certezza? Cerchiamo di fare chiarezza alla luce dell’attuale letteratura.

Lo studio interessato ha compreso un gruppo di 47 bambini di età compresa fra tre e cinque anni. Sono stati sottoposti ad un test che ha misurato le loro capacità cognitive, mentre ai loro genitori è stato chiesto di rispondere a un sondaggio dettagliato sulle abitudini circa il tempo trascorso dai figli davanti allo schermo: con quale frequenza usano il dispositivo? Che tipo di contenuto stanno visualizzando? C’è un adulto seduto accanto al bambino, che interagisce con lui e che parla di ciò che sta guardando?

Le risposte sono state valutate e confrontate poi con le Linee guida dalla Società americana di Pediatria, che si è espressa sul tempo massimo che i bambini dovrebbero trascorrere in attività sedentarie, tra le quali anche quelle davanti ad uno schermo. I bambini del campione di ricerca sono stati poi sottoposti anche ad una risonanza magnetica. Le scansioni hanno rivelato dei parziali cambiamenti nell’integrità della guaina mielinica che garantisce la rete di comunicazione interna al cervello: il grasso che riveste la sua superficie facilita lo scorrere dei segnali elettrici da un’area all’altra, favorisce l’organizzazione delle fibre nervose ed è associata alla funzione cognitiva, che si sviluppa insieme al linguaggio.

Bambini e schermi, l’esito del test

Per dirla tutta, non è proprio così scontato stabilire questa connessione, cioè associare uno scarso sviluppo delle abilità linguistiche con il mancato sviluppo di quell’area del cervello e collegare entrambi all’eccessiva esposizione agli schermi. E 47 bambini sono un po’ pochi, anche se la procedura di ricerca è stata complessa e possiede il privilegio del rinforzo dato dall’indagine radiologica. Potrebbe anche essere accaduto che, proprio perché alcuni bambini avevano una bassa alfabetizzazione e altre difficoltà, trascorrevano più tempo davanti agli schermi.

WHITEPAPER
Pharma: come gestire grandi volumi di dati eterogenei e non strutturati?

Perfino le Linee Guida dell’OMS suggeriscono alcune attenzioni, che andrebbero tenute nei confronti dell’infanzia, e la chiave di lettura non è così apocalittica. Sotto i due anni di età l’esposizione agli schermi è sconsigliata: i bambini dovrebbero dedicarsi di più ad attività variamente stimolanti e ad una esplorazione più fisica che digitale. Dai due ai quattro anni mai più di un’ora in modalità passiva va dedicata agli schermi (quindi sia tv che tablet o smartphone). Jordan Shapiro dell’Oms ribadisce che l’identità è legata al contesto storico: i giovani sono fortemente connessi ad una rivoluzione digitale, gli adulti quella rivoluzione sembrano averla subita e le diverse prospettive entrano in collisione tra loro.

Bambini di fronte allo squilibrio reale-virtuale

Il compito degli adulti è di entrare nel mondo digitale dei bambini e dei ragazzi, esplorarlo con lo scopo di saperli guidare per aggiungere ciò che magari manca o loro non vedono, come un’etica della dimensione tecnologica, i valori di riferimento, la giusta prudenza di fronte agli squilibri tra reale e virtuale, che potrebbero presentarsi, ma anche per mostrare la bellezza, la ricchezza, la creatività che quello stesso mondo potrebbe lasciar loro esprimere. Non va infatti dimenticato che coltivare la motivazione intrinseca dei bambini e fornire le giuste opportunità anche in un mondo digitale non è sbagliato.

La Commissione scienza e tecnologia del Parlamento del Regno Unito, dopo un’inchiesta sull’impatto di social media e screen time nei giovani, ha evidenziato che non c’è alcuna autentica attendibilità nelle ricerche scientifiche che vedono solo un pericolo nelle tecnologie e nel digitale. Quel che le rende inaffidabili sono difetti di metodo, e nella ricerca il metodo è (quasi) tutto.

Kadefelt-Winther, ricercatore dell’Unicef, riconosce che non ci sono al momento evidenze scientifiche per definire una linea di condotta rispetto allo screen time dei bambini ed evidenzia possibili risvolti negativi di regole troppe rigide. Anche se sarebbero d’accordo sul fatto che la tecnologia digitale è importante per vivere una vita piena e sviluppare il proprio potenziale, gli adulti fissano comunque regole rigide sul tempo da dedicare allo schermo e all’esplorazione del digitale e in fondo potrebbero aver privato innumerevoli bambini della libertà di perseguire i loro interessi in un mondo digitale. Questo ruolo poliziesco che si sono autoassegnati priva gli adulti della possibilità di pensare al coinvolgimento sano dei bambini nel digitale.

La traccia del digitale nel cervello

Le tecnologie digitali stanno lasciando un’impronta sui nostri cervelli, ci dice anche la neuroscienziata Susan Greenfield nel libro ” Mind Change: How Digital Technologies Are Leaving Their Mark on Our Brains” (2015). Il nostro cervello ha una fenomenale plasticità, che “funge da naturale transizione per pensare al futuro e a come le nuove generazioni potranno adattarsi allo scenario altamente tecnologico dei prossimi decenni”. La Greenfield non è certo una fan sfegatata della tech revolution, ma la sua onestà intellettuale le impedisce di radicalizzarsi su una posizione marmorea sull’argomento. La sua riflessione è rivolta alla capacità dei social media, dei videogiochi e dei motori di ricerca di “ricablare” i cervelli umani, ma allo stesso tempo di poter incidere anche sui disturbi dello sviluppo. Il videogioco per esempio può migliorare il controllo visivo e motorio de bambini con bisogni speciali o difficoltà nella concentrazione.

Facendo riferimento a numerosi studi e ricerche, Greenfield spiega come le tecnologie hanno il potere di trasformare non solo cosa pensiamo, ma anche come lo pensiamo.

Computer, tablet e e-reader possono dare informazioni in un modo completamente diverso, non verbale e quindi possano effettivamente trasformare il modo in cui pensiamo? Se le informazioni arrivano al cervello come immagini e figure invece che parole, è possibile che predispongano automaticamente il soggetto a vedere le cose in modo più letterale piuttosto che in termini astratti?

Bambini, il diritto al gioco (anche digitale)

Il gioco (anche il videogioco) è consacrato come un diritto fondamentale di tutti i bambini. È riconosciuto come essenziale per lo sviluppo di creatività, immaginazione, fiducia in se stessi, autoefficacia e una gamma di abilità sociali, cognitive ed emotive. Le tecnologie digitali possono facilitare questo sviluppo, sebbene in modi nuovi che le generazioni più anziane potrebbero non apprezzare ancora del tutto.

Piattaforme e social network virtuali creano nuovi ambienti culturali per opportunità di gioco e occasioni artistiche che possono ampliare gli orizzonti di un bambino, offrire opportunità di apprendimento da altre culture e tradizioni, sperimentare l’autonomia e contribuire alla comprensione reciproca e all’apprezzamento della diversità. Questa è una autonomia, in cui i bambini e gli adolescenti partecipano e fanno le proprie scelte, esprimono le proprie opinioni e si assumono la responsabilità: va trovato un equilibrio tra il diritto di un bambino di essere protetto e il suo diritto di avere un’autonomia progressiva nel prendere decisioni sulla propria vita. Quando poi ci si riferisce all’uso passivo del digitale o degli schermi forse dovremmo ricordarci anche di quegli adulti che postano le foto dei loro bambini in ogni momento della giornata, delle loro pappe, dei loro ruttini, dei primi passi e di quando lanciano il ciuccio a terra allo stesso modo in cui pubblicano foto di cuccioli e gattini.

Roger Hart è Professore di Psicologia Ambientale presso la University of New York e ha elaborato nei primi anni Novanta una “Scala della partecipazione dei bambini”, cioè una classificazione della partecipazione intesa come il mezzo con il quale sono costruiti i processi democratici e lo standard attraverso il quale la democrazia stessa andrebbe misurata. Il livello di partecipazione che bambini e ragazzi possono avere nei processi, che li riguardano, è argomento di grande discussione perché i bambini sono i meno ascoltati dai membri della società e hanno opportunità limitate di partecipazione autentica, in fondo gli adulti sottovalutano le loro competenze.

Le opportunità di gioco libero con i coetanei stanno diminuendo per la paura sulla loro sicurezza, gli schemi di lavoro dei genitori e le crescenti pressioni per il rendimento scolastico. La partecipazione, il coinvolgimento e la “pratica della democrazia” non possono insegnarsi a parole, ma solo con la pratica, graduale e costante, attraverso tutte le età. Per questo ha senso parlare di partecipazione anche per i bambini, sempre che si tenga presente che l’oggetto da condividere deve essere un loro oggetto di vita.

Sapete qual è il grado di massima attività partecipativa nella scala di Hart? Quando i destinatari dei progetti (i bambini e i ragazzi) definiscono inizialmente gli obiettivi, e le decisioni operative sono prese e messe in atto insieme agli adulti, anche con variazioni in itinere. Le tecnologie sono una opportunità che consente anche di offrire ai bambini delle esperienze che favoriscono la creazione di connessioni fra le diverse parti del cervello. Il grado più basso della partecipazione dei bambini, nella scala? Quando gli adulti o gli ideatori di un’azione “utilizzano” i gattini. Ops, scusate. I bambini.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati