La guida

Responsabile della conservazione, come gestire il ruolo in azienda: i consigli di Anorc

L’associazione Anorc con una circolare chiarisce alcuni aspetti normativi e pratici relativi al ruolo del Responsabile della conservazione, non solo nella PA ma anche nelle imprese private: ecco cosa dice la normativa, come funziona l’affidamento dell’incarico, l’impiego di fornitori esterni e il rapporto con il DPO

Pubblicato il 29 Nov 2022

Luigi Foglia

avvocato, consulente senior di Studio Legale Lisi e Segretario Generale di ANORC

Matteo Pompilio

Avvocato e consulente presso Studio Legale Lisi

responsabile della conservazione

Con l’entrata in vigore delle nuove Linee Guida su formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici, adottate per la prima volta da AgID nel settembre 2020 si è riaperto un vecchio dibattito sulla natura e sull’effettivo ruolo del Responsabile della conservazione. Questo ruolo, centrale all’interno dei sistemi di conservazione dei documenti informatici, ha sempre generato non poca confusione in merito alla sua configurazione, sia nelle imprese che nelle pubbliche amministrazioni.

A questo proposito, Anorc (Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Custodia dei contenuti) che dal 2007, con le sue attività di informazione e comunicazione affianca aziende, enti pubblici, professionisti ed esperti che operano nei settori della digitalizzazione e della protezione dei dati personali, è recentemente intervenuta con una nota (Circolare 2/2022) su una questione particolarmente rilevante per il mercato, che ha destato non poche perplessità tra gli addetti ai lavori per la mancanza di un preciso diktat normativo. Anorc, facendo seguito ad alcune recenti sollecitazioni da parte dei propri iscritti ha voluto fare chiarezza sul ruolo del Responsabile della Conservazione (RDC) figura introdotta dal Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) e inserita tra gli adempimenti necessari per il corretto assolvimento degli obblighi normativi in materia di conservazione dei documenti informatici.

Nuove Linee guida Agid, tutto ciò che bisogna sapere sui metadati

Responsabile della conservazione, perché è un ruolo complesso

In effetti, quello di responsabile della conservazione è un incarico certamente complesso, al quale sono assegnate attività che richiedono competenze trasversali non facilmente acquisibili se non attraverso percorsi di studio e approfondimento specifici. Per questo motivo chi ha potuto ha preferito affidare tale ruolo all’esterno della propria organizzazione anche quando, come nel caso delle PA, la stessa AgID aveva provato a chiarire che questo potesse essere assegnato solo internamente e non esternamente all’ente. Oggi, con le citate nuove Linee Guida, il quadro sembra decisamente più chiaro rispetto al passato anche se resistono alcuni dubbi interpretativi.

WHITEPAPER
Gestione dei contratti e GDPR: guida all’esternalizzazione di attività dei dati personali
Legal
Privacy

L’intervento di Anorc ha ad oggetto principalmente la sussistenza di elementi normativi sulla base dei quali il ruolo del RDC può essere assunto anche da una persona giuridica, oltre che esclusivamente da una persona fisica. Non deve stupire la rilevanza della questione se si considera che, contrariamente a quanto si possa pensare, l’assenza di precise indicazioni legislative ha un impatto significativo per le strategie degli operatori del mercato di riferimento. Si deve considerare, infatti, che l’esistenza di un quadro normativo ben strutturato consentirebbe di orientare al meglio i propri sforzi e i propri investimenti, sicuri di non agire in una giungla normativa piena di pericoli e incertezze.

Responsabile della conservazione, le regole

Il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), disciplina i processi di transizione digitale del sistema paese. La normativa è destinata principalmente ai processi delle PA con delle prescrizioni rivolte anche, come noto, alle imprese private.

Nell’alveo dei processi di digitalizzazione si inseriscono, tra gli altri, quelli relativi alla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici delle Pubbliche amministrazioni. In particolare, tra i requisiti per la corretta gestione e conservazione dei documenti informatici, l’art. 44 del CAD prevede, al comma 1-bis, che: “Il sistema di gestione dei documenti informatici delle pubbliche amministrazioni è gestito da un responsabile che opera d’intesa con il dirigente dell’ufficio di cui all’articolo 17 del presente Codice, il responsabile del trattamento dei dati personali di cui all’articolo 29 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, ove nominato, e con il responsabile del sistema della conservazione dei documenti informatici delle pubbliche amministrazioni, nella definizione e gestione delle attività di rispettiva competenza”.

A chi affidare l’incarico

Il dettato normativo non lascia dubbi sul fatto che il RDC sia una figura fondamentale per le Pubbliche Amministrazioni, anche in ragione dei compiti a cui queste ultime sono chiamate per procedere ad una sempre corretta e funzionale conservazione del loro patrimonio digitale. A riguardo è lo stesso CAD a prevedere all’art. 34, comma 1-bis, la necessità che “Le pubbliche amministrazioni possono procedere alla conservazione dei documenti informatici:

  • all’interno della propria struttura organizzativa;
  • affidandola, in modo totale o parziale, nel rispetto della disciplina vigente, ad altri soggetti, pubblici o privati accreditati come conservatori presso l’AgID”.

In tal senso, appare evidente come il legislatore abbia previsto una disciplina più “stringente” per le Pubbliche Amministrazioni e ciò per evidenti motivi di interesse pubblico che risiedono sia nel valore di pubblica fede sia che nelle caratteristiche storico-culturali che permeano gli archivi delle PA . Nel contesto normativo attuale, dunque, le modalità di affidamento dell’incarico del Responsabile per la Conservazione per le PA sono soggette ad uno schema normativo estremamente rigido e pertanto limitato ai soli soggetti (sia pubblici che privati) capaci di fornire idonee garanzie sotto il profilo organizzativo e tecnologico.

Responsabile della conservazione, come funziona nelle imprese private

Come noto, però, tali disposizioni, regolatrici del servizio per le PA, non sono invece applicabili alle imprese private. Queste ultime, infatti, non sono soggette ad alcuna limitazione circa la scelta del servizio di conservazione potendosi rivolgere al mercato come per qualsiasi altra fornitura di servizi digitali.

A sostegno di ciò, le Linee Guida AGID (LLGG) sulla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici, emanate per aggiornare le regole tecniche ex art. 71 CAD ed entrate in vigore il 1° gennaio 2022, nei paragrafi dedicati al responsabile della conservazione (vedasi il par. 4.5) precisano che: “Per i soggetti diversi dalla Pubblica Amministrazione, il ruolo del responsabile della conservazione può essere svolto da un soggetto esterno all’organizzazione, in possesso di idonee competenze giuridiche, informatiche ed archivistiche, purché terzo rispetto al Conservatore al fine di garantire la funzione del Titolare dell’oggetto di conservazione rispetto al sistema di conservazione”.

L’impiego di fornitori esterni

In relazione ai termini utilizzati dalle LLGG, sono sorte alcune perplessità tra gli operatori del settore. Ci si è chiesti se, in assenza di una previsione ad hoc, il ruolo del RDC nel comparto privato potesse essere affidato a fornitori che fossero anche persone giuridiche, non solo esclusivamente persone fisiche cercando, nella vigente normativa, una lettura positiva piuttosto che un effettivo divieto. La Circolare n. 2/2022 di ANORC ha offerto un’autorevole interpretazione della questione, poi condivisa dagli esperti del mercato della digitalizzazione. Secondo i professionisti di Anorc, infatti, non potrebbe non leggersi, in relazione al contesto normativo di riferimento, una direzione più che possibilista, e quindi aperta anche alle forniture da parte di persone giuridiche, dal momento che non emergono restrizioni di carattere giuridico all’affidamento del ruolo per la sola natura giuridica dell’affidatario.

Al riguardo, i professionisti di Anorc evidenziano anche come non sia neppure costituzionalmente plausibile una lettura limitativa del quadro normativo (CAD, LLGG) dal momento che si porrebbe in netto contrasto con il principio di libera iniziativa economica sancito dalla Carta Costituzionale. Come noto, infatti, l’art. 41 della Costituzione prevede che: “La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali”.

Pertanto, secondo Anorc, ammettere una lettura restrittiva (e dunque a favore dell’affidamento a sole persone fisiche) comporterebbe una forma di controllo importante per l’attività economica che, come tale, dovrebbe essere opportunamente prevista da una precisa normativa proprio in ragione del dettato costituzionale.

Il rapporto tra Responsabile della conservazione e DPO

Non solo: Anorc compie anche un’interessante disamina della questione, comparando la figura del RDC al Responsabile per la protezione dei dati (RPD, o DPO nella versione anglofona e più conosciuta). Il DPO è una figura introdotta nel nostro ordinamento dal Regolamento UE 679/2016 (General Data Protection Regulation, anche GDPR o solo Regolamento) che disciplina la protezione dei dati personali e la loro libera circolazione. Anorc, nella sua circolare, propone con un illuminante accostamento di risolvere la questione attingendo dalla normativa europea sulla protezione dei dati personali, alla luce delle evidenti somiglianze tra la figura introdotta dal legislatore europeo e il RDC.

Infatti, secondo la Circolare, tra le funzioni e le caratteristiche del DPO, di cui agli art. 37 e ss. del Regolamento, il legislatore europeo individua determinati requisiti che appaiono analoghi da quelli richiesti al RDC, tra cui spiccano quelli di terzietà e il possesso di competenze ad hoc.  Tali caratteristiche rendono le due figure assimilabili e, in ragione di ciò, Anorc suggerisce di colmare l’attuale vuoto legislativo anche attingendo dai profili di somiglianza con la normativa europea in materia di protezione dei dati personali.

L’analisi dei professionisti di Anorc muove principalmente dalla formulazione dell’art. 37, par. 6, secondo il quale: “il responsabile della protezione dati può essere un dipendente del titolare del trattamento o del responsabile del trattamento oppure adempiere ai suoi compiti in base a un contratto di servizi”, soffermandosi poi proprio sul concetto di “contratto di servizi”, alla luce dell’interpretazione fornita dalla Linee guida sui Responsabili per la protezione dei dati, adottate il 13 Dicembre 2016 ed emanate dal Gruppo di Lavoro “Articolo 29” (anche WP29, ma attualmente denominato European Data Protection Board – EDPB). Il WP29, infatti, chiarisce che il ruolo di RPD può essere assunto anche sulla base di un “contratto di servizi stipulato con una persona fisica o giuridica esterna all’organismo o all’azienda titolare/responsabile del trattamento”.

Conclusione

Stupisce ad oggi il silenzio delle autorità competenti e l’assenza di pubbliche istanze che possano favorire processi di regolamentazione e mettere a tacere ogni dubbio interpretativo.

Inoltre, come già evidenziato, accogliere una interpretazione restrittiva, potrebbe inficiare notevolmente il mercato dei servizi digitali, a scapito dei conseguenti processi di innovazione e sviluppo tecnologico che caratterizzano le regole della concorrenza e della crescita economica. È chiaro quindi che a pagarne le conseguenze, sarebbe certamente il sistema economico nazionale.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Valuta questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4