Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

Lo strumento

Tessera sanitaria: a cosa serve e come richiedere duplicato

Come si attiva la Ts/Cns (Tessera Sanitaria e Carta nazionale dei servizi) e in che modo questo strumento può essere utilizzato come firma elettronica avanzata (FEA) e come consultare le proprie spese mediche online

10 Ago 2019

Giovanni Manca

consulente, Anorc

Nicoletta Pisanu

Giornalista


La Tessera Sanitaria ha un cuore e un’anima digitale; non a tutti conosciuto, però. Questa carta ben nota a tutti i cittadini per il suo utilizzo nelle prestazioni sanitarie o per essere usata nelle farmacie al fine di gestire il monitoraggio della spesa sanitaria con la verifica e registrazione del codice fiscale del titolare. E da febbraio 2019, gli utenti possono consultare anche online le proprie spese mediche. La Tessera Sanitaria servirebbe anche per il controllo d’accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico e addirittura come strumento per la firma elettronica avanzata.

Ecco tutte le informazioni su questo utile strumento, a cosa serve e come richiedere un duplicato.

Tessera sanitaria: cos’è, come funziona e a cosa serve il microchip

La Tessera Sanitaria (TS) presenta infatti a vista un micro chip e ci si può chiedere a cosa serve questo dispositivo elettronico. Questo serve a far diventare la TS una Carta Nazionale dei Servizi che dal punto di vista normativo (è definita nel Codice dell’amministrazione digitale) è il documento rilasciato su supporto informatico per consentire l’accesso per via telematica ai servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni.

Lo strumento così ottenuto diventa quindi TS-CNS e ovviamente per utilizzare la componente elettronica bisogna disporre di un PIN che viene rilasciato con modalità diverse in base alla Regione di residenza del titolare della TS-CNS. Prima di approfondire quest’ultimo tema è bene ricordare che la CNS può essere emessa anche in modo indipendente dalla TS. L’esperienza di riferimento in Italia è quella delle Camere di Commercio che emettono la CNS con la firma digitale sia su smart card che su token USB; questa opzione consente di eliminare il lettore di smart card. La specifica e ampia descrizione del servizio è consultabile sul sito.

Rinnovo o duplicato Tessera Sanitaria: il tutorial

La tessera sanitaria elettronica ha validità di 6 anni. Per richiedere il duplicato o il rinnovo, in caso anche di tessera sanitaria smarrita, rubata o illeggibile, è sufficiente fare richiesta online tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate. Si può richiedere online un solo duplicato per lo stesso utente in un anno solare.

Le procedure sono differenti a seconda del documento che si vuole richiedere. L’Agenzia delle entrate dà la possibilità di richiedere una tessera sanitaria senza microchip se l’assistenza al Servizio sanitario nazionale dell’utente è inferiore o uguale a sei mesi oppure una semplice card col codice fiscale se l’utente non è assistito dal Servizio sanitario nazionale. Per ottenere questi documenti, si può effettuare la richiesta sul sito AdE.

Le strade che si possono percorrere sono due: si procede con la richiesta tramite il proprio codice fiscale oppure inserendo i propri dati anagrafici.

In entrambi i casi è necessario indicare la motivazione della richiesta, cioè se furto, smarrimento o se un disguido tecnico, oltre a indicare i dati riguardanti la propria dichiarazione dei redditi. Tuttavia, se la smart card non funzionante o perduta era una TS – CNS cioè una tessera sanitaria dotata di microchip con funzioni di Carta Nazionale dei servizi, si può richiedere il duplicato esclusivamente accedendo ai servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, quindi accedendo all’area riservata.

In tal caso dopo aver avuto accesso a Fisconline, bisognerà selezionae il menù Servizi per, poi Richiedere e infine Duplicato della tessera sanitaria.

Assistenza clienti e numero verde Sistema Tessera Sanitaria 800 030 070

Il sistema tessera sanitaria ha un numero verde per l’assistenza clienti.

Il numero è 800 030 070. È a disposizione dal lunedi al sabato, dalle 8:00 alle 20:00.

Si possono contattare per problemi di natura tecnico-applicativa e informativa. Il servizio clienti  è molto valido, scalando la problematica ai dipartimenti più tecnici in caso di problemi. Inoltre sono spesso aggiornati sul nuovo quadro normativo-regolamentare, sul quale si può chiedere assistenza.

Consultare le spese mediche con la tessera sanitaria

Da fine febbraio 2019, inoltre, tramite il sito www.sistemats.it è possibile consultare i propri dati di spesa sanitaria per gli anni 2017, 2018 e 2019. Si tratta ovviamente delle spese registrate tramite il sistema telematico tessera sanitaria, mostrata ad esempio in farmacia. L’utente accede al sito tramite Spid, la tessera sanitaria oppure le credenziali Fisconline fornite dall’Agenzia delle entrate.

Qui può leggere i dati, scaricarli, vedere alcune statistiche come la ripartizione e le tipologie di spese fatte, nei diversi mesi e in quale erogatore di servizi. L’utente può anche segnalare disservizi.

Come si attiva

Abbiamo visto come richiedere un duplicato della tessera sanitaria. Ma per sfruttare appieno le potenzialità della smart card in qualità di Carta nazionale dei servizi, è utile capire come si attiva la CNS (si richiede il PIN) e su come questo strumento può essere utilizzato come firma elettronica avanzata (FEA) oltre che come da norma primaria “per consentire l’accesso per via telematica ai servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni”.

Per prima cosa si segnala la consultazione delle informazioni navigabili a partire dalla seguente pagina del sito del MEF.

In questa pagina vengono fornite una serie di informazioni sull’utilizzo della TS-CNS comprese le informazioni per l’installazione e la configurazione del software e dell’hardware indispensabili per il funzionamento della stessa. E’ ovvio, ma sempre utile ricordare che per utilizzare la TS-CNS è indispensabile disporre di un lettore di smart card salvo un’altra possibilità che descriveremo tra breve.

A titolo di esempio indichiamo la pagina della Regione Lazio dedicata all’attivazione della TS-CNS. Nelle altre Regioni i meccanismi sono analoghi.

Quindi, ci si reca al punto di attivazione prescelto tra quelli indicati e ci si fa riconoscere a vista presentando un documento di identità valido. Completata l’operazione si ricevono il PIN e il PUK (con varie opzioni di consegna). Il PUK analogamente a quello delle SIM telefoniche serve per sbloccare la TS-CNS nel caso di digitazione errata del PIN per tre volte.

Le informazioni regionali si coordinano con quelle del portale della TS-CNS ma forniscono anche indicazione su quale lettore di smart card acquistare per l’utilizzo della TS-CNS.

La firma elettronica avanzata

Altre possibilità legali e funzionali sono meno note ed è opportuno ricordarle in questa occasione.

Per esempio nell’articolo 61, comma 2 del DPCM 22 febbraio 2013 si stabilisce che la CNS sostituisce, nei confronti della pubblica amministrazione, la FEA ai sensi delle regole tecniche stabilite nello stesso decreto.

I formati da utilizzare per la FEA sono gli stessi per la firma elettronica qualificata ed è tecnicamente possibile differenziare la tipologia di firma utilizzando il certificato digitale del sottoscrittore che è diverso da quello emesso da un prestatore di servizi fiduciari qualificato per la firma qualificata. Per effettuare queste operazioni bisogna avere delle conoscenze informatiche specifiche e per generare una FEA, anche di ulteriore software rispetto a quello da utilizzare per l’accesso ai servizi. Questo software è gratuito ed indicato nei casi per i quali una organizzazione consente delle attività amministrative che possono utilizzare la FEA generata tramite TS-CNS.

Certamente non si tratta di operazioni semplici per chi non ha specifiche competenze informatiche ma anche per gli esperti possono esserci problemi. Una ulteriore possibilità potrebbe scaturire dall’antenna installata nella CNS. Infatti la TS_CNS ha un circuito NFC (Near Field Communication) ovvero un’antenna “interna” che costituisce un contatto indiretto (contactless) alle funzionalità del microchip. La presenza dell’antenna può essere verificata, per esempio, ad un tornello di ingresso della metropolitana sovrapponendo l’abbonamento elettronico alla TS_CNS. Il terminale tenta di “accendere” il microcircuito ma le due antenne interferiscono e il tornello non si apre. Se il tornello si apre l’antenna è assente o guasta.

Queste carte sarebbero utilizzabili da smartphone con sistema operativo Android con un’apposita App che è commercialmente disponibile da tempo ma che non è particolarmente diffusa viste anche le spinte istituzionali verso lo SPID (il Sistema Pubblico di Identità Digitale) e la Carta d’Identità Elettronica. Per quest’ultima sarà resa disponibile una App che è in corso di approvazione da parte della Commissione europea su notifica del Governo Italiano ai sensi delle regole eIDAS (il regolamento europeo 910/2014) sugli schemi di autenticazione.

Ne abbiamo già scritto in queste pagine.

Il futuro: uno strumento di autenticazione

Per concludere è utile ricordare anche l’incognito futuro della TS-CNS come strumento di autenticazione visto l’art. 64, comma 2-nonies del CAD che rende non obbligatorio (l’accesso può avvenire) l’uso di CIE e CNS. Poi la disponibilità dell’APP per la CIE sarà concorrenziale anche per SPID anche se quest’ultimo è presentato come strumento per l’autenticazione in mobilità.

Ma la TS-CNS è anche e senza alternative TS con l’opzione di TEAM (Tessera Europea Assicurazione Malattia). Per questi scopi bisognerà trovare alternative ad una carta senza microchip (se la CNS non ci sarà più). La tecnologia permette di utilizzare l’onnipresente smart phone mediante le smart card virtuali già utilizzate per i pagamenti elettronici e il controllo presenze con l’opzione del PIN biometrico per i dispositivi mobili che dispongono del lettore di impronte.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 4