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Le previsioni

Sviluppo digitale 2019, Italia in vantaggio sulle infrastrutture: il quadro

Il 2018 si è chiuso con prospettive ambigue riguardo allo sviluppo digitale del Paese. L’Italia è risultata arretrata su uso di internet, e-commerce e servizi digital della PA. Dato positivo, la diffusione delle infrastrutture digitali, che ha registrato una crescita. In particolare, fiorisce il 5G

13 Mar 2019

Lorenzo Principali

senior research fellow I-Com

Abstract circuit side male portrait on blue background with copyspace and binary code. Innovation concept. 3D Rendering

Il 2019 si è aperto in chiaroscuro per le prospettive di sviluppo digitale in Italia. In un quadro ambiguo una nota positiva: si registra la crescita della diffusione delle infrastrutture digitali, in particolare percentuali ottimistiche si hanno per la copertura delle unità immobiliari e il 5G.

Secondo gli ultimi dati Eurostat, l’Italia si presenta ancora in ritardo per quanto concerne la percentuale di utenti di Internet, fermi al 74% rispetto ad una media Ue dell’85% (peggio di noi solo, Grecia, Romania e Bulgaria). Inoltre, gli indicatori aggiornati al 2018 ci fotografano in posizione arretrata anche rispetto all’e-commerce (36% contro il 53% della Spagna) all’utilizzo di servizi di e-banking (35% contro una media europea del 54%), ai servizi digitali della pubblica amministrazione (15% contro una media Ue del 34%) e, in parte, anche rispetto al consumo di video online (52% vs 57% medio). A ciò si aggiungono le già note e non brillantissime performance registrate nel 2017 a proposito degli abbonamenti in banda larga e ultralarga e alle competenze digitali.

I progressi del 2018

D’altro canto, nel corso del 2018 si sono registrati sensibili progressi dal punto di vista della diffusione delle infrastrutture: secondo l’analisi condotta dall’Istituto per la Competitività (I-Com), a giugno 2018 le unità immobiliari coperte ammontavano al 79,9%, con un netto miglioramento rispetto all’anno precedente, e un tasso di copertura ancora maggiore veniva registrato dalle infrastrutture mobili sia a livello di unità immobiliari (98,1%), sia rispetto al numero di comuni coperti per regione (91,9%).

Sempre sul fronte delle infrastrutture, uno degli aspetti sui quali risultiamo in vantaggio è il 5G: l’Italia è stata tra i primi Paesi ad aver assegnato lo spettro e l’unico ad aver già effettuato le gare per tutte le bande di frequenza interessate: 700 MHz, 3.6-3.8 MHz, e 26GHz (le frequenze 3.4-3.6 GHz sono state rinnovate fino al 2029). Siamo inoltre il quarto Paese in Europa per numero di sperimentazioni in corso (dopo Spagna, Germania e Francia), e Milano risulta la città del Vecchio Continente maggiormente coperta in 5G (80%). Resta però l’incognita relativa all’impatto che l’alto prezzo di assegnazione delle frequenze avrà sulla realizzazione delle infrastrutture da parte degli operatori tlc, così come appare incerta l’effettiva destinazione di parte del tesoretto (il surplus ricavato dall’asta rispetto ai 2,5 miliardi attesi) a misure di stimolo della domanda.

Risorse per i cittadini e Industria 4.0

Su quest’ultimo punto restano sul tappeto temi importanti quali i voucher per abbonamenti ultra broadband e l’assegnazione di risorse al miglioramento delle competenze digitali dei cittadini (che vadano ad affiancarsi a quelle già previste per le aziende, come il voucher per il digital transformation manager).

In seguito all’approvazione della legge di stabilità, da più parti si è manifestato l’apprezzamento sul rinnovo delle misure Industria 4.0 (i cui effetti benefici erano stati discussi in diverse sedi) quali l’iper e il superammortamento, l’inclusione del cloud tra i canoni deducibili, il rifinanziamento della nuova Sabatini, il rinnovo del credito d’imposta per le attività di formazione e la conferma, anche se in misura ridotta, del credito di imposta per investimenti in ricerca e sviluppo. A ciò si aggiunge la creazione di un fondo per il sostegno del venture capital in seno al ministero dello Sviluppo economico, mentre il fondo Venture Capital di Invitalia potrebbe passare sotto la gestione di Cassa depositi e prestiti.

Intelligenza artificiale e DL Semplificazione

Per quanto concerne i prossimi argomenti in agenda, in attesa di lumi sul versante dello scorporo della rete Tim caldeggiata dal Governo (o di un’eventuale fusione/acquisizione o della sottoscrizione di accordi tra l’ex incumbent e Open Fiber), gli altri temi su cui si sta concentrando l’attenzione riguardano la rimozione dei vincoli normativi alle infrastrutture, su cui recentemente si è espressa anche l’Antitrust, l’aggiornamento del catasto delle infrastrutture (Sinfi) e la valutazione degli attuali limiti sull’elettrosmog. Una questione, quest’ultima, ricompresa all’interno della più ampia indagine conoscitiva su 5G e Big Data attualmente in corso alla Camera. Nel frattempo, mentre si ipotizza un’avveniristica quanto complessa fusione tra Agcom e Garante Privacy , è iniziato il lavoro del gruppo di esperti nominati dal Mise per redigere la strategia italiana sull’Intelligenza artificiale, il cui testo da mettere in consultazione dovrebbe essere pronto entro fine marzo, per essere poi inviato alla Commissione europea nei mesi successivi.

Last but not least, sul piano della digitalizzazione della PA ulteriori misure sono contenute nel decreto Semplificazione, il cui testo stato approvato in via definitiva dalla Camera dei Deputati: dichiarato inammissibile l’articolo che trasferisce dall’AgID alla Presidenza del Consiglio i compiti relativi alla piattaforma tecnologica per l’interconnessione e l’interoperabilità tra le PA ed i prestatori di servizi di pagamento, è stato approvato un emendamento che prolunga il mandato del Commissario straordinario per l’attivazione dell’Agenda digitale al 31 dicembre 2019 (e che attribuisce al Presidente del Consiglio le funzioni del Commissario straordinario dal 1 Gennaio 2020). Il nuovo commissario, l’esperto ed autoironico Luca Attias, di sicuro non avrà di che annoiarsi.

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