Le sfide dell’e-commerce in un nuovo spazio competitivo europeo

Verso la fine delle barriere geografiche. In questo quadro si deve compiere ogni sforzo affinché l’e-commerce non resti imbrigliato in una fitta maglia di regole disomogenee e complicate che soffocano l’evoluzione e che, se non superate, renderanno il Digital Single Market solamente un sogno irrealizzato

22 Nov 2016
Roberto Liscia

Presidente Netcomm

roberto-liscia-120327123352

Il 2016 è stato un anno di transizione per il settore dell’e-commerce, durante il quale sono avvenuti cambiamenti importanti che hanno coinvolto gran parte delle componenti dell’ecosistema del nostro settore.

Stanno cambiando in maniera rilevante i modelli di business delle imprese e sempre più spesso vengono superate le barriere fisiche con le quali, fino a oggi, il settore ha dovuto confrontarsi.

Per descrivere il fenomeno la parola chiave da usare racchiude in sé il concetto di “cross”: cross canalità, cross border e cross device.

I cambiamenti in atto sono fortemente guidati dai nuovi comportamenti dei consumatori che, grazie ad un’offerta sempre più ampia e a un accesso facilitato all’informazione e ai prodotti, possono acquistare da altri paesi, confrontare i prodotti sia nel canale fisico che in quello digitale e, non ultimo, decidere se effettuare l’acquisto su un PC o, come sempre più spesso accade, attraverso il proprio smartphone.

In questo contesto, emerge con forza il fattore caratterizzante del periodo storico che viviamo: l’inizio di una vera globalizzazione dei mercati in un’ottica di Digital Single Market.

L’odierno sistema Italia, a dire il vero, non ha saputo cogliere le numerose opportunità offerte dal digital export. Il ritardo del nostro paese nell’esportazione delle merci e dei servizi attraverso il canale digitale è la conseguenza di un background regolamentare e culturale ormai vetusto: difficilmente si arriverà ad un cambiamento se si procede a singoli passi e non si interviene con provvedimenti di sistema.

Per meglio comprendere alcuni dei motivi legati alle difficoltà di sviluppare un mercato d’oltralpe, basti pensare a quanto incide la dimensione di un’impresa sulla politica industriale adottata: le aziende italiane di e-commerce sono, in gran parte, medio-piccole; non hanno abbastanza risorse per fare investimenti su nuovi canali e non sempre possono mettere a bilancio l’ampliamento della loro rete di vendita.

Per gli stessi motivi esse faticano ad aprire le porte alle transazioni europee o internazionali, ed inquadrano i mercati esteri come un obiettivo irraggiungibile.

Vendere cross-border comporta, per una realtà industriale, dover affrontare differenze culturali, assumere nuovo personale, formarlo adeguatamente sotto il profilo linguistico e sociale, strutturare un adeguato sistema di consegna transfrontaliera dei pacchi efficiente ma che non sia eccessivamente oneroso, dotarsi di un servizio di customer care in grado di coordinare i reclami, possedere un sistema di management degli ordini che contempli le modalità migliori per la gestione dei resi provenienti da tutta Europa e oltre.

Ma soprattutto, superare le barriere, vuol dire porsi il problema dell’impatto della regolamentazione vigente in Paesi diversi dall’Italia, ed essere in grado di affrontare le differenze senza soccombere.

Un recente studio promosso da Ecommerce Europe, associazione europea che vede tra i suoi soci fondatori Netcomm, dimostra come l’impatto regolamentare sia determinante nel processo decisionale di un’impresa che, a valutazioni concluse, sceglie di chiudersi entro i confini nazionali.

La fotografia dell’attuale status dell’e-commerce europeo mostra che, a disincentivare le vendite transfrontaliere, nel 50% dei casi è proprio la difficoltà di approccio verso la compliance normativa.

L’assenza di omogeneità delle regole di tutela del cliente, gli eccessivi costi di logistica, le questioni in tema di privacy e protezione dei dati (che, prima dell’emanazione del nuovo Regolamento europeo n. 679/2016, presentava differenze significative fra paesi e numerose criticità), le nuove norme sui sistemi di pagamento, nonché le tematiche connesse alla fiscalità sono questioni che hanno un peso non trascurabile per una policy aziendale.

I freni sono, inoltre, legati al timore di una legislazione che disincentivi la fiducia del cliente anziché stimolarla.

Per risolvere questa situazione di blocco allo sviluppo del commercio elettronico d’oltre confine, in un’ottica più generale di spinta alle esportazioni, le istituzioni nazionali e sovranazionali dovrebbero incoraggiare l’aggregazione imprenditoriale, e premiare la creazione di distretti digitali e consorzi attraverso meccanismi di finanziamento per l’innovazione e l’export nonché mediante strumenti fiscali di agevolazione per il cross-border.

La Commissione Europea, dal canto suo, ha contribuito in materia adottando, nel 2015, una strategia per il mercato unico digitale che comprende sedici iniziative (legislative e non) per la creazione di uno spazio universale e omogeneo.

In questo programma, la riforma legislativa che al momento appare più significativa coincide, senza dubbio, con la proposta di regolamento sul geo-blocking.

Con la proposta di maggio 2016, la Commissione si pone l’obiettivo di vietare ogni pratica discriminatoria, diretta o indiretta, verso i consumatori che acquistano online e sono residenti in stati diversi da quello in cui il merchant è stabilito. La nuova normativa sui blocchi geografici prevede, in particolare, che gli operatori non possano rifiutare le transazioni effettuate con determinati strumenti di pagamento sulla base di motivi legati esclusivamente alla nazionalità, al domicilio o al luogo di stabilimento del pagatore.

La maggiore novità della materia, tuttavia, è senza dubbio rappresentata dall’eliminazione di quei blocchi geografici legati all’assenza di copertura del servizio di consegna merci da parte del sito web di e-commerce.

Infatti se, fino a ieri, il merchant poteva scegliere di non vendere in certe zone d’Europa, con la riforma del Geoblocking è fatto assoluto divieto al merchant di impedire una vendita solo sulla base della residenza del consumatore, giustificando tale pratica sulla mancanza di un servizio di consegna in quel paese.

Il divieto di impedire gli acquisiti non deve, però, essere inteso come obbligo del merchant di consegnare in tutta Europa.

Infatti, le Istituzioni europee (che sono giunte al testo definitivo dopo un anno di consultazioni e lavori congiunti), cogliendo le istanze degli operatori e delle associazioni di settore (tra cui Netcomm e Ecommerce Europe), hanno coniato una normativa di compromesso: da un lato, soddisfacendo l’interesse del consumatore, consentono a questi di poter comprare dove egli ritenga più conveniente; d’altro canto, avvicinandosi alle necessità dei merchant, evita loro di accollarsi gli elevati costi legati ad un servizio di delivery che copra tutte le zone dell’Unione.

Infatti, l’esercente che venda ad un consumatore il cui luogo di residenza non sia coperto dal proprio servizio di consegna, può liberarsi da qualunque obbligo nei suoi confronti offrendo al cliente le stesse opzioni di consegna, alle stesse condizioni, offerti ai clienti locali (ad esempio la consegna a un indirizzo fornito dal cliente nel paese in cui spedisce il merchant, il ritiro presso un punto di raccolta, ecc.).

Certo è che, tutto questo, non potrà prescindere da un’adeguata informazione in tal senso al consumatore in tempi utili, prima della conclusione del contratto.

Questa novità consentirà alle piattaforme di e-commerce di offrire prodotti e servizi a consumatori situati in ogni Stato membro, senza veder ristretta la propria iniziativa economica al solo livello nazionale.

Certamente non si può negare che ci siano ancora numerosi nodi da sciogliere.

Ad esempio, nella nuova proposta sul geo-blocking si parla di beni e servizi ma non si fa riferimento alla fornitura di contenuti digitali che, oggetto di una legislazione europea che entrerà presto in vigore, dovrebbero senz’altro essere contemplati dalla disciplina. Ancora: diversi aspetti del testo regolamentare, soprattutto in tema di pagamenti e carte di credito, non sono univoci e necessitano, pertanto, di interpretazione ed emendamenti.

Allo stesso modo, desta perplessità il veto imposto alla pratica del re-direct che impedisce al merchant di reindirizzare l’utente all’interfaccia nazionale del sito web aziendale. Tale pratica, infatti, lungi dall’essere utilizzata come fonte di discriminazione, è sempre stata utilizzata dalle aziende in un’ottica di servizio al cliente il quale, comodamente, può accedere alle pagine web del negozio virtuale interfacciandosi con un sito user friendly, nella propria lingua e con i prezzi espressi nella valuta del proprio paese di residenza.

Anche su questo, Netcomm e Ecommerce Europe hanno proposto una soluzione che sia in linea con il divieto di discriminazione ma anche coerente con la politica aziendale della gran parte dei siti che offrono servizi transfrontalieri: basterebbe infatti un’informativa, completa di “back button”, che consenta al consumatore di proseguire la propria esperienza di acquisto sul sito originario.

Si dovrebbe dunque evitare che, al fine di salvaguardare una presunta libertà di scelta dell’utente, si finisca con il penalizzarlo rendendo la sua customer experience difficile e scoraggiante.

Come scrive la Commissione, questo è il momento di: “agire immediatamente per abbattere le barriere che bloccano l’attività online attraverso le frontiere e per tracciare un quadro adeguato per il commercio elettronico”.

E impedire la discriminazione non è l’unica soluzione per rimuovere gli ostacoli, ma appare di indubbio rilievo anche la capacità di instillare nei consumatori la fiducia nella vendita online transfrontaliera, garantendo loro una migliore applicazione delle norme esistenti e un’offerta di servizi a costi accessibili, con qualità elevata.

Si deve compiere ogni sforzo affinché l’e-commerce non resti imbrigliato in una fitta maglia di regole disomogenee e complicate che soffocano l’evoluzione e che, se non superate, renderanno il Digital Single Market solamente un sogno irrealizzato.

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 2