innovazione

Cosa può fare il nuovo governo per un Digital Made in Italy

L’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza potrebbe cambiare in meglio PA e Sanità. L’interoperabilità sanitaria, la telemedicina e il Fascicolo sanitario elettronico possono diventare tre prodotti-servizi industriali vanto dell’imprenditoria italiana

21 Nov 2022
Maria Cammarota

Direttore Generale Assinter Italia

Mauro Moruzzi

Presidente Scuola di Welfare Achille Ardigò, responsabile Scientifico Assinter Academy

telemedicina-150306124835

Una delle cose più importanti che ha detto il nuovo governo, e che può avere un forte impatto nella trasformazione digitale dell’Italia, è composta tre parole e si chiama Made in Italy. Perché? È una scelta dirompente se applicata al mercato nazionale ICT e non solo all’agricoltura e al settore manifatturiero.

Fascicolo Sanitario Elettronico

Gli investimenti con il PNRR

C’è un enorme investimento in atto con il PNRR nella dematerializzazione e virtualizzazione della sanità e della PA italiana e il settore ICT, con una buona crescita su base annua del 7%. È uno dei pochi assieme al turismo che in Italia non si è fermato con il Covid e la crisi energetica. L’industria nazionale ICT in alcuni campi primeggia nel mondo e merita un marchio d’origine e di qualità.

WHITEPAPER
Efficienza energetica nei processi produttivi: scopri come, grazie a Digitalizzazione e AI
Intelligenza Artificiale
IoT

Il Made in Italy è un brand che ha una lunga storia, censito oggi al 7º posto in termini di reputazione tra i consumatori di tutto il mondo e terzo per notorietà dopo Coca Cola e Visa. E, al tempo stesso, un progetto economico che inizia già alla fine dell’800. R

Il Made in Italy delle Quattro A

Rivalutato a partire dagli anni ‘80 del secolo scorso, è stato utilizzato per promuovere quattro tradizionali settori della produzione industriale italiana: la moda, il cibo, l’arredamento e la meccanica. Le famose Quattro A: Abbigliamento, Automobili, Arredamento, Agroalimentare.

Nel 2017 AssinterItalia, l’associazione che raggruppa le aziende informatiche del settore pubblico, lanciò un manifesto per la valorizzazione delle aziende del mercato ICT nazionale. Per un Made in Italy dell’informatica nazionale[1].

Una dinamica industria del digitale

Fu una scelta innovativa e coraggiosa perché non solo riconosceva che c’era in Italia una dinamica industria del digitale, presente anche sui mercati internazionali, ma assegnava alle aziende pubbliche informatiche (le ICT in House) un nuovo ruolo, non più sostitutivo e concorrenziale con il mercato.

Un ruolo di snodo tra PA e industria privata, di regia progettuale. Alle innovazioni e sperimentazioni nel campo digitale, in particolare nell’eHealth e nell’eWelfare, doveva seguire una indispensabile industrializzazione di prodotti e servizi e questa non poteva che essere fatta dal mercato. In particolare dalle dinamiche imprese dell’ICT nazionale.

Fascicolo Sanitario Elettronico, cos’è, a che serve e come attivarlo

Due miliardi per il Fascicolo sanitario riprogettato e Telemedicina

Facciamo un esempio per rendere più chiaro questo concetto. I due investimenti più strategici del PNRR, quotati per un ammontare di oltre due miliardi di Euro, sono senza dubbio l’FSE e la Telemedicina.

Come è noto il Fascicolo Sanitario Elettronico, la più importante innovazione tecnologica della sanità italiana dell’ultimo ventennio, non nasce in un ministero o in un laboratorio di qualche multinazionale ma dalla progettualità congiunta di alcune inHouse del sistema regione e dell’industria eHealth nazionale,

A partire dai primi anni del duemila questi attori sviluppano assieme piattaforme avanzate di interoperabilità, pressoché uniche nel loro genere in quegli anni. Ne scaturisce, fin dal 2008-2012, una serie di realizzazioni regionali di indubbio valore europeo destinate anche a qualificare la debole Agenda Digitale Italiana.

Il sistema sanitario federato e l’industria eHealth nazionale non erano però nelle condizioni di promuovere su scala nazionale una solida rete di interoperabilità in sanità per far progredire l’FSE 1.0 a sistema paese e sbloccare la situazione stagnante delle regioni meridionali e di altri territori.

Nemmeno le Regioni, assieme alle loro inHouse e all’industria ICT nazionale, potevano infatti da sole ‘cucire l’Italia’. Se qualcuno lo avesse fatto l’FSE sarebbe stato esportato in tutti i paesi d’Europa.

Per riprogettare FSE (FSE 2.0) in una logica di interoperabilità nazionale è stato necessario un PNRR e un Team Digitale appositamente costituito presso un ente governativo (il Dipartimento della Transizione Digitale) in grado di avvalersi, sia pur indirettamente, delle esperienze e del know how delle in House.

FSE e telemedicina “cuore” della nuova sanità comunitaria: come farla davvero

Un occasione perduta

Se questa operazione – che pur presenta diversi limiti di cui si è a lungo discusso – fosse stata attuata già dieci anni fa, l’FSE Made in Italy sarebbe stato riconosciuto e stimato in tutta Europa e forse nel mondo, con grandi vantaggi economici e occupazioni (occupazione giovanile qualificata) per il sistema paese.

L’implementazione su vasta scala di una tecnologia interoperabile abilitante per i servizi di salute vedeva già importanti player italiani presenti con successo non solo in Europa ma perfino in Cina, in Brasile e negli USA.

Quanto valgono interoperabilità e standardizzazione in Sanità

Per comprendere appieno il valore della tecnologia di interoperabilità e standardizzazione in campo sanitario non bisogna dimenticare che essa è abilitante dei processi innovativi e del ridisegno – voluto dal PNRR- dei sistemi sanitari locali. Francesco Longo (Università Bocconi) ha ricordato a un recente evento Assinter Academy[2] che “si delinea nella sanità italiana una matrice di innovazione dei processi che richiede competenze, re-design e change management”.

Ma nello stesso tempo non è ipotizzabile un ridisegno della sanità territoriale – con case e ospedali di comunità, PAI e tutte le cose previste dai decreti 71-77 del 2022 – senza disporre di tecnologie di interoperabilità.

Un ‘gatto che si morde la coda’ e che richiede una robusta dose di investimenti tecnologici affinché l’FSE e la telemedicina (televisita, teleconsulto, telemonitoraggio, supporto alla decisioni cliniche CDSS) diventino strumenti riorganizzativi e abilitanti di nuovi processi in sanità.

La radio-medicina di Guglielmo Marconi

Così anche la telemedicina potrebbe entrare nel Digital Made in Italy. Qui perfino la storia del Novecento ci aiuta perché fu Guglielmo Marconi, con l’aiuto del dottor Guido Guida, a realizzare prima a New York (1915) poi in Italia (1930) il primo centro mondiale di radio-medicina per soccorrere passeggeri malati o infortunati sui piroscafi in navigazione o in condizioni estreme di disagio a distanza.

L’azione intrapresa da Agenas per piattaforme di telemedicina può oggi trovare valide risposte dal mercato perché in Italia sono state sviluppate una miriade di esperienze micro-industriali in questo campo. Quelle messe in atto da tantissime startup espressione di un ricco tessuto di PMI che per l’occasione possono trasferire know ai nostri player del mercato che producono interoperabilità e, perché no, anche a quelli internazionali. Anche questo è Made in Italy.

Un’integrazione virtuosa

I due sistemi industriali, quello dell’interoperabilità sanitaria-FSE e della Telemedicina, tendono così a integrarsi sempre più nell’ambito di una strategia innovativa che vede protagoniste le aziende ICT nazionali. La diffusione della TMD ha avuto gli stessi problemi dell’FSE. Senza un sistema nazionale di interoperabilità sanitaria il medico di famiglia che si reca a domicilio del paziente con il device per l’elettrocardiogramma collegato al GPS non riuscire a comunicare con le CCE degli altri medici specialisti.

Quindi si può affermare che con l’attuazione del PNRR l’interoperabilità sanitaria, la telemedicina e il Fascicolo sanitario elettronico possono diventare tre prodotti-servizi industriali vanto dell’imprenditoria italiana. E certamente esportabili nel mondo a seguito dell’enorme domanda di digitale sanitario e servizi a distanza messa in atto dalla pandemia COVID19.

Seguendo l’andamento del PNRR si possono individuare altri campi e altri interventi di collaborazione integrata tra sistema delle in House e industria digitale nazionale, estendibile in modo intelligente ai grandi player del mercato internazionale e al sistema delle consulting presenti in Italia. Queste forme di collaborazione possono ulteriormente rafforzare il Made in Italy digitale.

L’esempio del Cloud per la PA

Gli esempi e i campi applicativi si ritrovano in un primo bilancio della realizzazione del PNRR in ambito digitale a fine 2022. Uno di questi è certamente il Cloud per la PA. Una formula vincente verso cui stanno transitando Comuni, Regioni, aziende sanitarie, aziende pubbliche ed enti centrali.

Anche in questo campo sarebbe sbagliato pensare che l’Italia non abbia tecnologia adeguata e sia un paese quindi di facile preda degli hyperscaler globali. Ma sarebbe anche rischioso difendere e far progredire la tecnologia realizzata in Italia senza valorizzare al meglio le infrastrutture e le competenze già oggetto di investimento della pubblica amministrazione e delle loro società ICT in-house.

La chiave è “fare rete”

Con la tabula rasa non si aiuta il Made in Italy. Lo si può invece aiutare ‘facendo rete’, anche con una nuova strategia di procurement tra centro (CONSIP) e periferia (centri regionali di aggregazione della domanda).

Un modello che ha queste caratteristiche è stato recentemente (ottobre 2022) presentato da AssinterItalia, struttura che opera in rappresentanza delle ICT in House e in stretto contatto con la Conferenza delle Regioni.

L’associazione si è fatta portatrice della domanda territoriale di innovazione in una logica ‘aggregativa’, siglando un accordo di collaborazione tra i suoi soci con il quale le società ICT pubbliche delle regioni e quelle centrali potranno mettere a fattor comune le proprie infrastrutture tecnologiche, usufruendo anche di servizi aggiuntivi (disaster recovery, gestione dei picchi, ecc.).

Questo passaggio è stato compiuto aprendo tavoli di confronto permanenti – in AssinterAcademy – con grandi imprese del mercato nazionale ICT e anche con grandi operatori internazionali, assieme alle maggiori università italiane.

Aprire le filiere locali del Cloud

Le filiere locali di Cloud della PA possono essere aperte a partnership pubblico-privato e a un approccio multicloud, nell’ambito di un modello organizzativo esteso e inclusivo del mercato che comprende anche l’apporto di tecnologie avanzate di AI, di gestione del mondo utente-consumer. Campi in cui, per altro, primeggiano i grandi provider internazionali presenti in Italia.

L’importante progetto del Polo Strategico Nazionale, in chiave ‘Cloud-Made in Italy’, potrebbe contribuire a realizzare una rete che assorbe sia le eccellenze infrastrutturali centrali e che quelle regionali in una forma inclusiva e federata.

Una PA veramente attrezzata nella gestione e tutela dei dati di tutti deve, in sostanza, saper “fare rete” con un forte coordinamento strategico ed operativo, una solida regia, assicurando complementarietà tra investimenti nazionali e regionali, tra un mercato nazionale della tecnologia in rapida evoluzione e la presenza sempre più massiccia di provider internazionali.

Il rischio frammentazione

La frammentazione, ma anche il disconoscimento degli investimenti e delle potenzialità presenti, porterebbe invece a una povertà di risultati e a una dipendenza sempre più incisiva dall’estero.

Un modello di gestione del dato flessibile, che può contare su una solida rete di infrastrutture e momenti di aggregazione regionali-locali nell’ambito di una ben definita architettura nazionale – già delineata ad esempio per FSE e TMD – è conveniente.

Essa garantisce anche, sotto il profilo tecnico, performance migliori e in tempi relativamente brevi nonché una gestione e conservazione dei dati da parte della pubblica amministrazione per tutelare l’interesse collettivo e la sovranità digitale.

Un modo intelligente per far crescere in forma ‘collaborativa’ il Digital Made in Italy. Le idee, i programmi, le risorse economiche, gli esempi virtuosi non mancano. Ora la palla passa al nuovo Governo.

Note

  1. IL MADE IN ITALY PER LA SANITÀ DIGITALE, UN WELFARE SENZA BUROCRAZIA – Roma 7 maggio 2015: AssinterItalia, Engigneering, Dedalus, Reply, Exprivia, Datamanagment, HIH.
  2. AssinterAcademy, 28 ottobre 2022, Terzo incontro del Tavolo PNRR, La Telemedicina, Castello di Santa Severa (Roma)
WHITEPAPER
Ripensare il performance management. Quali nuovi approcci possibili? Scopri l’app Feedback4You!
Risorse Umane/Organizzazione
Smart working
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4