scuola e digitale

Smartphone a scuola, le contraddizioni del Ministero

La nuova nota ministeriale sull’uso degli smartphone a scuola non cambia niente rispetto a quanto già stabilito nel 2007 eppure usa un linguaggio terrorizzante, il tutto mentre le nuove linee per l’orientamento incentivano il digitale come ambiente necessario. Una schizofrenia istituzionale che confonde

Pubblicato il 27 Dic 2022

Daniela Di Donato

Docente di italiano (Liceo scientifico), PhD in Psicologia sociale, dello sviluppo e della Ricerca educativa presso Sapienza Università di Roma, esperta di metodologie didattiche, inclusione e uso delle tecnologie digitali a scuola.

CELLULARE figli

Arrivano i fondi del PNRR e le linee guida del Piano scuola 4.0, per sviluppare innovazione negli ambienti scolastici e nella didattica anche con le tecnologie digitali, e contemporaneamente giunge la nota del Ministro Valditara, che riaccende la mai sopita paura dell’uso degli smartphone a scuola.

Nella posologia si dovrebbe scrivere che il documento può provocare fastidio, rabbia e un certo imbarazzo. Mi sono subito venute in mente le poche essenziali regole illustrate da Vera Gheno, quando parla di Antropocene linguistico: “Riconosci e pattuglia i limiti della tua conoscenza. Stana stereotipi e automatismi linguistici. Resisti all’istintiva xenofobia umana…poniti dubbi su quello che leggi e senti; chiediti se qualcuno sta provando a manipolarti. Se qualcosa ti infastidisce chiediti perché […] Ignora l’aggressività e rimani sulla questione”.

Il cellulare a scuola va usato, ma con regole chiare: ecco quali

Smartphone a scuola, il filo rosso da Fioroni a Valditara

Rimaniamo allora sulla questione. Un filo rosso lega la circolare di Fioroni del 2007 alla nota di Valditara del 2022: nessuno si è mai sognato di vietare l’uso didattico degli smartphone. Anzi, a dirla tutta, nella circolare pubblicata il 20 dicembre scorso si parla anche di uso formativo e destinato a promuovere l’inclusione: “È viceversa consen

WHITEPAPER
Industria 4.0: sono solo promesse? Scopri i benefici concreti di una IoT platform
IoT
Integrazione applicativa

tito l’utilizzo di tali dispositivi in classe, quali strumenti compensativi di cui alla normativa vigente, nonché, in conformità al Regolamento d’istituto, con il consenso del docente, per finalità inclusive, didattiche e formative, anche nel quadro del Piano Nazionale Scuola Digitale e degli obiettivi della c.d. “cittadinanza digitale” di cui all’art. 5 L. 25 agosto 2019, n. 92”.

Questo scoglio di salvezza affiora però da un mare in burrasca, che descrive lo smartphone come uno strumento dell’orrore, capace di deviare gli animi la cui purezza è ormai perduta da tempo. Questo è quello che cerca di sostenere il documento allegato alla nota, che rivela una sua ambiguità: si tratta infatti del report di una delle dieci commissioni permanenti del Senato[1] (prima della riforma costituzionale erano quattordici), che non hanno prodotto né decreti né emendamenti, ma che descrive il frutto dei suoi lavori e delle sue indagini conoscitive.

Smartphone e cocaina

Non è un documento recente: è stato approvato il 9 giugno 2021, nella XVIII legislatura, cioè quella precedente all’attuale. Il documento di accompagnamento esordisce con la frase: “Ci sono i danni fisici: miopia, obesità, ipertensione, disturbi muscolo-scheletrici, diabete. E ci sono i danni psicologici: dipendenza, alienazione, depressione, irascibilità, aggressività, insonnia, insoddisfazione, diminuzione dell’empatia. Ma a preoccupare di più è la progressiva perdita di facoltà mentali essenziali, le facoltà che per millenni hanno rappresentato quella che sommariamente chiamiamo intelligenza: la capacità di concentrazione, la memoria, lo spirito critico, l’adattabilità, la capacità dialettica… Sono gli effetti che l’uso, che nella maggior parte dei casi non può che degenerare in abuso, di smartphone e videogiochi produce sui più giovani. Niente di diverso dalla cocaina. Stesse, identiche, implicazioni chimiche, neurologiche, biologiche e psicologiche”. Cocaina e smartphone associati nello stesso incipit non lasciano indifferenti, soprattutto in un documento, che si ritiene così importante da allegare ad una nota ministeriale e dal quale ci si aspetta un rigore istituzionale, ispirato da un metodo oggettivo e condivisibile. Sostenere che “la maggior parte dei casi non può che degenerare in abuso” oppure che questo è ciò che sostiene “la maggior parte di neurologi, psicologi, pedagogisti, neurologi, degli psichiatri, degli psicologi, dei pedagogisti, dei grafologi, degli esponenti delle Forze dell’ordine” senza vedere una tabella, una percentuale, una rilevazione statistica genera una forte sensazione di disagio perché certe conclusioni sembrano surrettizie, orfane di riferimenti precisi e puntuali a ricerche e rilevazioni scientifiche nazionali e internazionali.

La schizofrenia istituzionale sul digitale

Secondo questo documento “più la scuola e lo studio si digitalizzano, più calano sia le competenze degli studenti sia i loro redditi futuri”. Allora come mai destinare tutti questi fondi per far calare le competenze degli studenti? E dove finisce la Raccomandazione del 2018 sulle competenze chiave per l’apprendimento permanente, che inserisce il digitale tra le competenze di base?

Descrivere i ragazzi che soffrono di Hikikomori come degli zombie o l’immagine degli studenti italiani come “schiavi resi drogati e decerebrati” non sembra una manifestazione di rispetto e fiducia nei confronti di una generazione di giovani, che avrebbe bisogno di motivazione e supporto, non di vedersi etichettare come cocainomane e priva di qualsiasi capacità cognitiva.

Dalla circolare di Fioroni del 2007 ad oggi sono trascorsi quindici anni ma non abbiamo ancora trovato un linguaggio equilibrato per parlare di digitale e di scuola e sembra ancora un miraggio la consapevolezza che gli ambienti digitali non possano essere tout court esclusi dal sistema di istruzione italiano, ma farne parte con piena e completa dignità.

Le linee per l’orientamento e il digital mismatch

Nel frattempo, due giorni dopo l’uscita di questa nota, il ministero licenzia le nuove linee per l’orientamento, nelle quali si parla di e-portfolio e digital mismatch.

C’è una innaturale schizofrenia istituzionale, che da una parte terrorizza gli insegnanti presentando l’uso dei dispositivi personali come un inno al demonio e dall’altra incentiva il digitale come ambiente necessario, nel quale sviluppare competenze e innovazioni. Certo, ci si chiede perché si senta il bisogno e l’urgenza di continuare ad alimentare questa doppia anima, facendo crescere negli insegnanti il disagio professionale e l’incertezza operativa, invece di sostenere la scuola nei processi di cambiamento, perché ciò che accade in classe e nella progettazione delle scuole sia ispirato ad una pedagogia dell’inclusione (non dell’esclusione), ad una pedagogia dello sviluppo dei talenti e delle potenzialità (non della conservazione a priori delle consuetudini vuote), ad una pedagogia del digitale adottata in un quadro di Media education (non di terrorismo ideologico verso le tecnologie mobili).

Ci sarebbe bisogno di un incoraggiamento, basato su un approccio esclusivamente educativo invece di una trama di architetture complesse ispirate da divieti, punizioni e minacce.

Il manifesto sul Byod

Tutto questo è già avvenuto, quindi esiste un solido basamento istituzionale intorno al quale definire la questione: nel gennaio 2018, quando la ministra Fedeli fece pubblicare il manifesto del Byod sui dieci punti per l’uso dei dispositivi mobili a scuola (qui il questionario che avevo preparato mesi fa per fare il punto sulla questione).

BYOD a Scuola, il triplice valore degli strumenti

Cosa ne pensa l’intelligenza artificiale

Il documento integrativo al manifesto, che era stato elaborato dalla commissione che ci lavorò (e della quale io stessa ho fatto parte) è scomparso nei cassetti del ministero, ma la voce limpida di quei punti non è mai stata spenta o cancellata. Sarebbe stata una ottima occasione per rilanciare quel documento prezioso, invece di lanciarci addosso dei pomodori tipografici.

Volevo un parere diverso dal mio e allora ho rivolto la domanda: “Che cosa ne pensi dell’uso degli smartphone a scuola?” ad un soggetto indipendente, che mi ha risposto così: “In generale, penso che l’uso dello smartphone a scuola dipenda dalle circostanze specifiche e dalle politiche della scuola. In alcune situazioni, l’uso dello smartphone può essere uno strumento utile per l’apprendimento, ad esempio per fare ricerche online, partecipare a discussioni in classe o accedere a materiali didattici. Tuttavia, l’uso eccessivo o inopportuno dello smartphone può distrarre gli studenti e interferire con il loro apprendimento, quindi è importante che le scuole stabiliscano delle politiche chiare sull’uso dei dispositivi mobili e che incoraggino gli studenti a usarli in modo responsabile”. Confortante che perfino un artefatto linguistico computazionale, come ChatGPT, che non fa altro che raccogliere tutto quello che noi abbiamo inserito nella rete e quindi apprende da quel che noi abbiamo appreso, riesca ad esprimere un parere equilibrato e soprattutto parli di politiche d’uso (la famosa PUA, Politica di uso accettabile, la stessa che ci ha salvato dalla chiusura delle scuole durante la pandemia) e di incoraggiamento, non di divieto.

Conclusioni

Se è vero, come ci dice magistralmente Paolo Benanti, che quella tecnologia che è il linguaggio è il luogo dove, come specie, abbiamo cercato il riconoscimento del giusto e del bene in quella che chiamiamo etica, allora cambiamo le parole con cui parliamo di digitale e soprattutto di digitale a scuola, perché altrimenti stiamo indirizzando le nostre energie in una direzione contraria a quella che ci permetterebbe non solo di far sopravvivere la scuola, ma soprattutto di farla rinascere. Abbiamo bisogno di ampia collaborazione e spirito di servizio, non di ulteriori aggressioni ad una comunità come quella scolastica, così provata dagli eventi degli ultimi tre anni.

Bibliografia

Gheno V. (2021). Le ragioni del dubbio. L’arte di usare le parole. Einaudi

Benanti P. (2021). La grande invenzione. Il linguaggio come tecnologia dalle pitture rupestri al GPT-3. Edizioni San Paolo.

  1. L’articolo 72 della costituzione italiana stabilisce che le commissioni permanenti siano composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. In questo caso però non è stato così.
WHITEPAPER
Garantisci maggiore trasparenza dei tracciamenti nella Supply Chain, grazie all'Internet of Things
IoT
Industria 4.0
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Valuta questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4