La guida

IDPay, cos’è e come funziona la piattaforma per i bonus fiscali

IDPay è la nuova piattaforma statale per i benefici economici che arriverà entro il 2022. Un unico ambiente digitale da cui ricevere la somma in tempo reale al momento del pagamento elettronico, tramite il riconoscimento dell’identità digitale. I dettagli, la normativa, le dichiarazioni del Ministro Colao

02 Mag 2022
Josephine Condemi

Giornalista

Una piattaforma unica per tutti i bonus: IDPay dovrebbe arrivare entro la fine del 2022. Gestita da PagoPA e finanziata con i fondi del Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari al PNRR, promette di abilitare l’erogazione del contributo in tempo reale, al momento dell’acquisto del bene o del servizio.

Vediamo come.

Identità digitale, la partita comincia ora: una strategia per evolvere

Cos’è IDPay e come funzionerà

IDPay è il nome provvisorio della nuova piattaforma statale per l’erogazione e il monitoraggio della spesa su tutti i benefici sociali esclusivamente in digitale.

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Un nome annunciato dal Ministro dell’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale Vittorio Colao il 22 febbraio 2022, durante il question time alla Camera sui tempi di realizzazione della piattaforma digitale prevista dal decreto legge 152/2021.

La piattaforma IDPay permetterà l’erogazione di tutti i bonus, sia statali che comunali, da un unico ambiente digitale. “Si prevede” ha specificato Colao “che i bonus vengano riconosciuti direttamente al cittadino nel momento in cui paga un bene o un servizio mediante terminali fisici o terminali virtuali”.

L’acquisto elettronico e tracciabile, unito al riconoscimento dell’identità digitale, consentirà di fare a meno del pagamento anticipato.

Il Ministro è tornato a parlare della piattaforma IDPay il 2 marzo 2022, durante il forum Ansa “Contanti addio, il futuro digitale dei pagamenti”.

“È importante andare verso il cashless, un mondo senza contanti” ha affermato Colao. “Perché quando si digitalizzano i pagamenti, inevitabilmente si digitalizzano anche i processi legati ai pagamenti, si aumenta l’utilizzo di altri processi di pianificazione e gestione del lavoro nonché di comunicazione con i clienti: anche il piccolo negozio, l’artigiano entrano così nel mondo del digitale. La battaglia per avere meno contanti e più cashless” ha evidenziato il Ministro “è una battaglia per digitalizzare il Paese, aumentare la produttività e la competitività soprattutto delle piccole e piccolissime imprese”.

La piattaforma IdPay sarà gestita dalla società pubblica PagoPA S.p.A., già nota per l’omonima piattaforma di pagamenti elettronici verso la Pubblica Amministrazione e l’app IO.

L’applicazione IO ha 28 milioni di download e sei milioni di utenti attivi al mese, mentre l’app Pago PA 11 milioni di utenti attivi al mese e 55 milioni di transazioni nei primi due mesi del 2022.

I dati sono stati forniti dal Ministro il 10 marzo 2022 durante l’audizione in Senato (Commissioni Affari Costituzionali, Bilancio, Lavori Pubblici e Politiche Ue) sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza riferito all’anno 2021.

Il 43% della popolazione italiana ha un’identità digitale: 29 milioni di persone hanno lo Spid, 27 milioni la Carta di Identità Elettronica. Tra il 2020 e il 2021, le prime si sono quadruplicate e le seconde raddoppiate.

E sarà proprio l’identità digitale, il sistema di identificazione univoco del cittadino, la chiave per il funzionamento di IDPay e l’erogazione dei bonus in tempo reale.

A cosa serve, gli obiettivi

IDPay è la “piattaforma digitale per l’erogazione di benefici economici concessi dalle amministrazioni pubbliche” prevista dall’articolo 28-bis del decreto legge 6 novembre 2021 n.152.

L’articolo, all’interno del decreto sulle misure urgenti di attuazione del PNRR, al comma 1 stabilisce che “i benefici economici concessi da un’amministrazione pubblica di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, a favore di persone fisiche o giuridiche residenti nel territorio dello Stato e destinati a specifici acquisti da effettuare attraverso terminali di pagamento (POS) fisici o virtuali possono essere erogati, nel limite delle risorse disponibili a legislazione vigente, mediante utilizzo della piattaforma tecnologica mediante utilizzo della piattaforma tecnologica prevista all’articolo 5, comma 2, del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82”.

Nello stesso comma sono evidenziati gli obiettivi della piattaforma:

  • Incentivare la digitalizzazione dei pagamenti della PA
  • Uniformare i processi di erogazione dei benefici economici concessi dalle amministrazioni pubbliche
  • Consentire un più efficiente controllo della spesa pubblica

A questi, dagli interventi pubblici del Ministro Colao possiamo aggiungere:

  • Rendere più facile il rapporto tra PA e cittadino
  • Favorire l’equità fiscale
  • Migliorare la competitività delle piccole e piccolissime imprese
  • Rispettare il principio “Once Only”, secondo cui le PA devono chiedere al cittadino solo informazioni di cui non sono in possesso, e una sola volta

Con IDPay, “Il cittadino avrà un’esperienza più semplice e diretta e la pubblica amministrazione una maggiore tempestività nell’acquisizione delle informazioni” ha sottolineato Colao. “In tempo reale, le amministrazioni sapranno chi ha preso che cosa: è un cambiamento importante di come lo Stato eroga i benefici sociali”.

Quando entrerà in funzione IDPay

L’avvio della piattaforma IDPay è previsto entro il 2022.

Il decreto attuativo sarà adottato entro maggio, e conterrà le modalità di colloquio tra i sistemi per la gestione contabile della spesa, le modalità standardizzate di erogazione e la fruizione dei benefici e delle modalità di remunerazione del servizio.

I tempi sono stati specificati dal Ministro Colao durante il question time di febbraio 2022.

Lo sviluppo della piattaforma è previsto in sei mesi: l’obiettivo è arrivare alla messa in esercizio entro fine anno con almeno una pubblica amministrazione pilota.

Le spese di progettazione e realizzazione della piattaforma sono finanziate dal Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari al PNRR con un limite di 4 milioni di euro nel 2022 e di 1,5 milioni di euro nel 2023 (DL 152/2021, art. 18-bis, comma 6).

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