pa digitale

Principio “once only”, la normativa italiana è pronta? Gli ultimi step prima del grande salto

Il principio “once only” ha una sufficiente copertura regolamentare – normativa e tecnica – a livello europeo; sta ora alle legislazioni degli Stati Membri dettare le regole di dettaglio. Ma la normativa italiana è pronta ad accoglierlo? Facciamo il punto

Pubblicato il 23 Feb 2023

Patrizia Saggini

avvocata, esperta di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione

patente digitale

Il nuovo Piano Triennale ICT 2022-2024, pubblicato qualche giorno fa sul sito di AGID, riprende il principio “once only” quando afferma che “Per semplificare e agevolare l’utilizzo del servizio è necessario favorire l’applicazione del principio once only, richiedendo agli utenti i soli dati non conosciuti dalla Pubblica Amministrazione e, per questi, assicurandone la validità ed efficacia probatoria nei modi previsti dalla norma, anche attraverso scambi di dati nei modi previsti dal Modello di Interoperabilità per la PA indicato nel Capitolo 5″.

In realtà nell’ordinamento italiano non esiste ancora una definizione univoca di “once only”, tanto che in alcuni documenti si leggono anche definizioni diverse, secondo cui il cittadino o l’impresa non “dovrà fornire più volte le stesse informazioni ad enti diversi, basterà comunicarle una sola volta”, dando così l’impressione che ci sia almeno una sorta di “prima comunicazione”, che servirà da punto di partenza per tutte le altre successive.

Agid: “il nostro Piano triennale per l’informatica nella PA 2022-2024, ecco i punti chiave”

Le pubbliche amministrazioni sanno già tutto

Invece è importante essere chiari su un punto: i dati di cittadini ed imprese sono già contenuti nei pubblici registri e nelle banche dati di interesse nazionali – cioè l’insieme delle informazioni raccolte e gestite digitalmente dalle pubbliche amministrazioni, omogenee per tipologia e contenuto e la cui conoscenza è rilevante per lo svolgimento delle funzioni istituzionali delle altre pubbliche amministrazioni, di cui all’art. 60 del CAD – quindi la definizione più adeguata è quella del Piano Triennale ICT.

Il passo successivo è quello di immaginarsi come possa avvenire la condivisione dei dati nei servizi pubblici, per esempio al momento della presentazione di una domanda di iscrizione ad una scuola, piuttosto che per un’esenzione dal pagamento di un tributo.

Su questo tema, di recente è stato pubblicato un articolo molto interessante sul design dei servizi pubblici (“service design”), in cui si descrivono le fasi per il disegno di un servizio partendo dalle esigenze dell’utente e di conseguenza individuando tasks precisi per chi si occupa della progettazione e dello sviluppo.

In questa immagine si possono visualizzare le interazioni del cittadino con il portale (ultime 2 righe partendo dal basso):

(Fonte: Marco Maria Pedrazzo – Una grammatica dei servizi pubblici digitali)

Come migliorare e ottimizzare l’inserimento dei dati mancanti

In un’ottica di processo digitale, è necessario porsi qualche domanda: partendo dal presupposto che è assodata la visualizzazione dei dati pre-esistenti (ES: i dati acquisiti dalla mia identità SPID o CIE), e anche l’inserimento di eventuali scelte dell’utente relative al servizio (tipo di scuola, orario, ecc.) – che costituiscono proprio la manifestazione di volontà del richiedente – come possiamo migliorare e ottimizzare l’inserimento dei dati mancanti?

In questo momento, a tutti noi sarà capitato di dover reinserire”enne” mila volte le nostre informazioni anagrafiche, di residenza o stato di famiglia, o altro; possiamo evitare questo passaggio? Tenendo conto che tutti questi dati – per fare un esempio facile – sono già contenuti e certificati nell’Anagrafe Nazionale (ANPR)?

I dati fondamenta per una PA migliore: ecco come, col PNRR

Un passaggio epocale

Ci troviamo proprio di fronte a questo passaggio epocale, che dà l’occasione per approfondire la progettazione del modello con alcune domande in più:

  • ci sono dati del richiedente già presenti in banche dati pubbliche che sono utili alla compilazione della richiesta?
  • se sì, in quali banche dati?
  • le banche dati individuate hanno pubblicato i loro dataset sulla Piattaforma Nazionale PDND?
  • in quale modo possiamo rendere operativo il collegamento?

Il nodo della trasparenza

La modalità con cui il richiedente possa o debba avere contezza del fatto che i suoi dati vengano “automaticamente” inseriti nel modello che sta compilando, e le possibili soluzioni sono ancora oggetto di ricerca: secondo Marco Maria Pedrazzo, autore dell’articolo sul service design citato sopra, le valutazioni possono essere diverse:

“Da un estremo, si può massimizzare la comodità di rendere tutto automatico (pro), che si porta con sé la percezione di una “black-box” (potenziale contro, per l’utente). Dall’altro, si può massimizzare anche in interfaccia, non solo nell’infrastruttura, la trasparenza e il controllo totale per l’utente (pro). In questo caso, ad esempio, l’utente richiama in modo esplicito i dati esistenti in interoperabilità, campo per campo, accettando che vengano ricercati su altre banche dati pubbliche, con la conseguente frizione nell’interfaccia (potenziale contro per l’utente).

Ci sono pochi dati in merito a quale sia la strada corretta (probabilmente una via di mezzo), ma certamente dovrà essere oggetto di test e valutazioni approfondite.”

La tutela dei dati personali

Dal punto di vista della tutela dei dati personali, non ci dovrebbero essere problemi particolari, soprattutto nel caso in cui i dati siano riferiti al richiedente: quindi si tratterebbe di esercitare il diritto di accessi ai propri dati – garantito dal GDPR – a cui si collega l’utilizzo in una dichiarazione; nel caso invece in cui siano utilizzati dati di altri nella dichiarazione, potrà invece essere necessario un sistema per la richiesta di autorizzazione espressa.

Certo è che il momento di farsi queste domande è proprio adesso, tenendo conto che i Comuni si stanno avviando alla fase di sviluppo per l’attuazione del bando PNRR sull’Esperienza del Cittadino, in cui il principio “once only” è uno dei requisiti.

Un parallelo con la normativa europea

Proseguendo nell’analisi, facciamo anche un parallelo con la normativa europea, in cui troviamo un recente Regolamento – 2022/1463, del 5 agosto 2022 – che contiene le “specifiche tecniche e operative del sistema tecnico per lo scambio transfrontaliero automatizzato di prove e l’applicazione del principio«una tantum» a norma del regolamento (UE) 2018/1724 del Parlamento” (che riguarda il Single Digital Gateway), in cui all’art 14 si elencano le finalità del sistema tecnico, che:

  1. consente il trattamento delle richieste di prove su richiesta esplicita dell’utente;
  2. consente il trattamento delle richieste di scambio di prove o di accesso ad esse;
  3. consente la trasmissione delle prove tra autorità competenti;
  4. consente il trattamento delle prove da parte dell’autorità competente richiedente;
  5. garantisce la riservatezza e l’integrità delle prove;
  6. prevede la possibilità per l’utente di esaminare le prove che devono essere utilizzate dall’autorità richiedente competente e di scegliere se procedere o meno allo scambio delle prove;
  7. garantisce un adeguato livello di interoperabilità con altri sistemi pertinenti;
  8. garantisce un elevato livello di sicurezza per la trasmissione e il trattamento delle prove;
  9. non tratta le prove al di là di quanto necessario sul piano tecnico per lo scambio delle prove, e successivamente solo per la durata necessaria a tal fine.

Quindi il principio “once only” ha una sufficiente copertura regolamentare – normativa e tecnica – a livello europeo; sta ora alle legislazioni degli Stati Membri dettare le regole di dettaglio.

Lo stato dell’arte in Italia

Dal punto di vista tecnico, da ottobre 2022 è disponibile la Piattaforma Nazionale Digitale dei Dati, a cui tutte le Pubbliche Amministrazioni possono già aderire, sia come fruitori di dati e sia come erogatori.

Dal punto di vista normativo, si auspica di andare verso un superamento del principio di autocertificazione, che da un lato fa dichiarare all’utente dati o stati personali, e lascia l’onere alla PA di verificare i dati dichiarati presso le diverse Amministrazioni titolari dei dati; infatti, in uno scenario “once only”, i dati contenuti nella dichiarazione resa dall’interessato derivano da un collegamento con la banca dati di riferimento, e quindi sono già certificati fin dall’origine.

Secondo una recente ricerca, soltanto il 27% delle organizzazioni del settore pubblico in Italia ha avviato iniziative di collaborazione per la condivisione dei dati, contro l’80% a livello globale; in primo piano ci sono le barriere culturali e di fiducia.
Tra i vantaggi, ci sono l’engagement dei cittadini, il miglioramento della sostenibilità e la resilienza contro gli attacchi informatici; infatti, secondo una stima della Commissione Europea, implementando questo principio i Paesi dell’Unione possono risparmiare ogni anno 5 miliardi di euro; la somma ricomprende il risparmio di tempo e risorse per la verifica manuale dei dati (da parte delle PA richiedenti e certificanti), oltre al risparmio di tempo degli utenti nella compilazione delle istanze.

La normativa italiana è pronta per accogliere il principio “once only”?

Il CAD (articoli 18-bis, 50 e 50-ter) e le normative di attuazione (Decreto 22 settembre 2022) prevedono l’obbligo per tutte le PA di aderire alla PDND e di mettere a disposizione i propri dati, entro diverse scadenze:

a) per le pubbliche amministrazioni (di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165) – entro il 30 settembre 2023;

b) per i gestori di servizi pubblici, ivi comprese le società quotate, in relazione ai servizi di pubblico interesse – entro il 31 marzo 2024;

c) per le le società a controllo pubblico – entro il 30 settembre 2024.

Una volta che gli Enti avranno terminato l’accreditamento sulla Piattaforma e i dati saranno disponibili sulla PDND, ci sono delle normative che impongono l’utilizzo dei dati – ad esempio nella presentazione di istanze online – per il superamento dell’autocertificazione?

Facendo una prima analisi, l’art. 43 del DPR 445/2000 dispone che:

1. Le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi sono tenuti ad acquisire d’ufficio le informazioni oggetto delle dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47, nonché tutti i dati e i documenti che siano in possesso delle pubbliche amministrazioni, previa indicazione, da parte dell’interessato, degli elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei dati richiesti, ovvero ad accettare la dichiarazione sostitutiva prodotta dall’interessato.

2. Fermo restando il divieto di accesso a dati diversi da quelli di cui è necessario acquisire la certezza o verificare l’esattezza, si considera operata per finalità di rilevante interesse pubblico (…) la consultazione diretta, da parte di una pubblica amministrazione o di un gestore di pubblico servizio, degli archivi dell’amministrazione certificante, finalizzata all’accertamento d’ufficio di stati, qualità e fatti ovvero al controllo sulle dichiarazioni sostitutive presentate dai cittadini. (comma così modificato dall’art. 39, comma 5, lettera a), legge n. 108 del 2021)

3. L’amministrazione procedente opera l’acquisizione d’ufficio, ai sensi del precedente comma, esclusivamente per via telematica.

4. Al fine di agevolare l’acquisizione d’ufficio di informazioni e dati relativi a stati, qualità personali e fatti, contenuti in albi, elenchi o pubblici registri, le amministrazioni certificanti sono tenute a consentire alle amministrazioni procedenti, senza oneri, la consultazione per via telematica dei loro archivi informatici, nel rispetto della riservatezza dei dati personali.

5. In tutti i casi in cui l’amministrazione procedente acquisisce direttamente informazioni relative a stati, qualità personali e fatti presso l’amministrazione competente per la loro certificazione, il rilascio e l’acquisizione del certificato non sono necessari e le suddette informazioni sono acquisite, senza oneri, con qualunque mezzo idoneo ad assicurare la certezza della loro fonte di provenienza.

Conclusioni

L’acquisizione d’ufficio (comma 2 e 3) va nel senso indicato, ma probabilmente sarebbe bene introdurre un riferimento più chiaro all’obbligo di utilizzo dei dati presenti sulla PDND, andando quindi verso un superamento dell’autocertificazione e dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà: non è l’interessato che deve indicare i dati, ma è il modulo online che deve alimentarsi con i dati necessari, tramite collegamenti con le banche dati proprietarie (API).

Occorre quindi un adeguamento del DPR 445/2000 e del CAD, in modo da eliminare dubbi interpretativi ed applicativi, essere al passo con i tempi, ed essere precursori e stimolo del cambiamento e della vera semplificazione.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati

Articolo 1 di 2