progetto seed

Agricoltura digitale, questa è la formazione necessaria

Al momento in Italia solo il 2% della superficie agricola italiana utilizza robot e sensori per l’agricoltura di precisione. Il mercato ha quindi enormi potenzialità e il nostro paese è in prima fila nella formazione imprenditoriale ‘intelligente’ in agricoltura digitale. Tutte le tecnologie e competenze necessarie

13 Nov 2018
Fulvio Ananasso

Presidente Stati Generali dell’Innovazione - Consigliere Club Dirigenti Tecnologie dell’Informazione

img_agricoltura_1280x720-1

La trasformazione digitale nel settore agroalimentare gioca un ruolo cruciale nella nostra società e per contrastare i fattori critici della globalizzazione e il crescente impatto (spesso negativo) dell’umanità sull’ambiente. In Italia, il potenziale di crescita del mercato delle le soluzioni di “Agricoltura 4.0” e “Farming 4.0” è molto alto, alla luce della bassissima adozione di tecnologie quali robot e sensori di precision farming, il cui impatto  nel settore è determinante anche in seguito alla integrazione con i sistemi ICT/geo-spaziali. Per gestire questa evoluzione sono ovviamente necessari nuovi percorsi di formazione, nuove competenze e funzioni specifiche. Data l’importanza dell’agrifood per la nostra economia, è  importante sottolineare che l’Italia è in prima fila nella formazione imprenditoriale ‘intelligente’ in Agricoltura Digitale nell’ambito del progetto Europeo SEED (Smart Entrepreneurial Education and training in Digital farming), recentemente lanciato in Umbria per sviluppare competenze in agricoltura attraverso la trasformazione digitale  in Europa.

I numeri del mercato agroalimentare

Il settore Agroalimentare è estremamente rilevante per la nostra Economia. La sola Floricoltura occupa circa un milione di ettari nel mondo, e i principali paesi produttori Europei (nell’ordine Italia, Olanda, Regno Unito, Germania, Spagna e Francia) ne ricavano un fatturato di circa 60 miliardi di euro all’anno, pari a circa il 20% del PIL agricolo. In Italia, questo indicatore sale al 37%, cioè oltre un terzo della ricchezza prodotta dal settore agricolo nazionale.

WHITEPAPER
Modelli di agricoltura sostenibile per un’economia circolare
Smart agrifood
Sviluppo Sostenibile

L’Agricoltura/farming di precisione (per molti aspetti analoga a Impresa 4.0) intende gestirne la variabilità, sia spazialmente – da vasti territori, alla singola fattoria, ai vari settori componenti, alla singola pianta (o stalla, nel caso degli allevamenti) – che temporalmente — dalla preparazione del terreno, alla semina, alla raccolta (ovvero alimentazione degli animali, mungitura, ecc.). In questo contesto, le soluzioni di “Agricultura 4.0” si integrano con quelle di “Farming 4.0”, un approccio in realtà non recentissimo (risale, infatti, agli anni ’90) basato principalmente sulla geo-localizzazione dei veicoli per la guida assistita, il carotaggio/prelevamento di campioni, la raccolta dei dati sul campo, l’uso di macchine a dosaggio variabile, ecc.

Le contaminazioni tra agrifood e settore geospaziale

Con il significativo progresso tecnologico degli ultimi decenni, l’Agricoltura/Farming 4.0 possono trarre vantaggio da “contaminazioni” tra varie tecnologie ICT/geo-spaziali. Ad esempio, relativamente al monitoraggio remoto ad alta risoluzione per lo sviluppo dell’Agricoltura di precisione, due pilastri dell’industria geo-spaziale riguardano i sistemi globali di navigazione satellitare (Global Navigation Satellite Systems, GNSS) e informativi geografici (Geographic Information Systems, GIS). Tali sistemi possono essere combinati e integrati con sensori di prossimità (meteo, dendrometri, biosensori, ecc.), sistemi di connettività, protocolli e standard che garantiscano l’interoperabilità tra diversi dispositivi. E’ cioè possibile un monitoraggio remoto affidabile attraverso rilevamenti spazio-temporali e spettrali, in grado di monitorare i fenomeni a livello di singoli siti da varie posizioni altimetriche – satelliti geostazionari (Geostationary Earth Orbit, GEO) e in orbita bassa (Low Earth Orbit, LEO), palloni sonda, droni/velivoli a pilotaggio remoto (Remotely Piloted Aircraft/Unmanned Aerial Vehicles, RPA/UAV), sensori di prossimità/identità (Internet of Things, IoT ), ecc.

Ciò porta ad un’enorme quantità di dati rilevati/generati, aprendo la strada allo sviluppo di modelli di previsione e supporto alle decisioni (Decision Support Systems, DSS), resi possibili dalla disponibilità di servizi avanzati (GIS-based) di (big) data management “as a service” — Cloud, Big Data/Analytics, Intelligenza Artificiale/Machine Learning, ecc. Tecnologie di Augmented & Virtual Reality (A&VR) sono poi in grado di rivoluzionare i sistemi di visualizzazione/rendering e DSS per Agricoltura/Farming 4.0, come ad esempio applicazioni di manutenzione da remoto (AR) o simulatori di guida (VR), ovvero mescolando la realtà virtuale con tecnologie di scansione 3D  (e.g. 3D Building Information Modeling-BIM) per progettare composizioni floreali disponibili in forma di ologrammi in cataloghi online.

Blockchain, IoT e tecnologie geo-spaziali per la sicurezza dell’agrifood

Analogamente, la tecnologia blockchain applicata alla filiera agroalimentare consente di garantire un ambiente trasparente, sicuro e condiviso per la tracciabilità dei componenti e dei processi di trasformazione dei prodotti alimentari offerti al consumatore. Ad esempio, l’italiana Foodchain consente di raccogliere, registrare, analizzare, validare e certificare in modo sicuro (e decentralizzato) i dati, le informazioni e la documentazione in ogni fase della supply chain, attraverso le funzionalità aperte di blockchain — sostanzialmente, un Enterprise Resource Planning (ERP) integrato in blockchain attraverso l’uso del concetto di “smart contract”.

A tale riguardo, le tecnologie geo-spaziali possono fornire una connessione tra mondo digitale e mondo reale, agendo da ‘agenti decentralizzati’ (trustless) che abilitano gli “oracoli” (terminologia di Ethereum) richiesti per verificare / attivare le clausole degli smart contract. La blockchain può infatti essere integrata con gli oggetti fisici utilizzando piattaforme crittografiche incentrate sulla geo-localizzazione delle cose (blockchain + GIS / IoT), come fa XYO Network, una rete di localizzazione che rende il mondo fisico programmabile e accessibile agli sviluppatori (ad esempio di smart contracts Ethereum), facendoli interagire con il mondo reale come se fosse un’Application Programming Interface (API). I nodi della rete di localizzazione agiscono come “oracoli” per smart contract, e robusti protocolli crittografati consentono di certificare la posizione dei componenti di sistema — Proof of Location (PoL).

In generale, l’integrazione blockchainIoT attraverso un sistema di localizzazione trasparente, sicuro e decentralizzato appare molto promettente, considerando che nel prossimo futuro le tecnologie “location-embedded” – ad esempio veicoli a guida autonoma, droni di consegna (UAV / RPA), comunità intelligenti che si sviluppano e autogestiscono autonomamente – renderanno la nostra vita dipendente dai dati di posizione, e quindi la nostra sicurezza direttamente correlata all’accuratezza (e cybersecurity) dei dati di localizzazione utilizzati dai sistemi citati.

Combinando varie feature delle tecnologie blockchain – ad esempio quelle sviluppate da Foodchain e XYO Network, eventualmente integrate con le moderne tecniche di quantum computing – si possono realizzare applicazioni per soddisfare la domanda sempre crescente dei consumatori a garanzia del territorio di origine dei prodotti agrifood — “produce of …”. Infatti, oltre ai dati sull’ubicazione relativa (sensori di prossimità), si possono utilizzare specifici protocolli di archiviazione sulla blockchain (Quadhash) dei dati di posizioni assolute (startup LayerOne).

Sintetizzando, sono disponibili sistemi e tecnologie come GIS /infrastrutture geo-spaziali, reti (ultra)broadband (UBB) fisse e mobili – con le interessanti opzioni applicative di network slicing e softwarization dell’imminente 5G (network function virtualization / software defined radio, NFV / SDR) – Internet of Things (IoT), Intelligenza Artificiale, Blockchain, Realtà Aumentata e Virtuale, ecc. Questi rendono possibile la fornitura di servizi digitali tramite piattaforme intelligenti per applicazioni di “green & sustainable development” (Agricoltura di precisione / Farming 4.0, tracciamento della filiera alimentare, e-health, ecc.), utilizzando caso per caso le combinazioni più appropriate delle tecnologie citate. Sostanzialmente, con la disponibilità di competenze e tecnologie avanzate fruibili “as a service” nel Cloud, e il supporto di ricercatori ed esperti nei vari “verticals”, è possibile realizzare iniziative (market-driven) per la fornitura di servizi “digitalizzati” a valore aggiunto nel campo dello sviluppo ‘green’ – rendendo ovviamente ‘trasparente’ agli utenti il mix di tecnologie avanzate, ai quali vanno trasferiti non tanto aspetti tecnologici più o meno dettagliati, quanto consapevolezza di applicazioni che aggiungano “valore” alle proprie attività operative “verticali”.

Il potenziale di crescita del mercato e le competenze per sfruttarlo

Esiste del resto un enorme potenziale di crescita e sviluppo di mercato nel settore. Il Presidente di Coldiretti Puglia afferma che solo il 2% della superficie agricola italiana utilizza robot e sensori di precision farming. Per di più, tale superficie appare non uniformemente distribuita nelle varie Regioni del Paese, dove l’agricoltura “digitale” (ICT-assisted) è stimata oscillare tra meno di 1 e il 4-5%, a fronte di 40-70% in Cina, Israele e USA. Il mercato dei sensori, robot (senza contare quello, ben più ampio, dei servizi di data science collegati all’utilizzo/sfruttamento dei dati rilevati) è previsto in 4,5 miliardi di euro nel mondo (1 miliardo solo in Europa) entro il 2023, con una crescita media annuale (compound annual growth rate, CAGR) del 20%.

Ovviamente, il prerequisito è la formazione di adeguate competenze professionali al riguardo, in un settore caratterizzato da un livello di cultura ‘aziendale’ e processi operativi basati più sul trasferimento di competenze e conoscenze generazionali che sull’innovazione e ottimizzazione dei processi produttivi – quanto più gli operatori sono piccoli.

Ad esempio, relativamente al settore dell’informazione geografica, la recente Norma UNI 11621-5:2018 (26 aprile 2018) ne definisce i relativi profili professionali, tenendo conto delle conoscenze, abilità e competenze richieste dalla continua trasformazione tecnologica, applicativa e organizzativa entro cui il professionista dell’informazione geografica si trova a dover operare. Essi devono essere in grado di fungere da divulgatori, acceleratori e gestori per l’utilizzo dei dati geo-spaziali all’interno di una Spatial Data Infrastructure (SDI) – ad esempio una comunità intelligente (agricola o meno). Ciò richiede nuovi profili professionali (di terza generazione), che secondo la nomenclatura dell’European e-Competence Framework (e-CF) possono essere messi in relazione con il quadro dei 23 profili professionali ICT di seconda generazione, onde coprire l’intero processo di business rappresentato dalla dimensione 1 dell’e-CF, cioè dalle cinque aree di e-competence derivate dai processi business dell’ICT:  pianificare (plan), realizzare (build), operare (run), abilitare (enable) e gestire (manage).

Percorsi formativi e nuovi profili specifici

Stati Generali dell’Innovazione (SGI) e AMFM GIS Italia sono parte attiva di un’iniziativa dell’Agenzia di regolazione UNINFO (di cui SGI è Socio Onorario), sostenuta dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID) per stabilire norme di regolamentazione dei profili di informazione geografica. Ciò ha portato all’introduzione di due profili specifici: Geographic Information Manager (GIM) e Geographic Knowledge Enabler (GKE). All’interno della rete di stakeholder, il GIM ha il compito di promuovere la crescita del livello di qualità e competenze tecniche, mentre il GKE deve principalmente promuovere la consapevolezza e il pensiero spaziale.

Oltre alle (pur rilevanti) competenze geo-spaziali, è però indispensabile che siano attivati percorsi formativi che preparino professionisti dell’Agricoltura Digitale, mettendoli in grado di interagire con le differenti competenze, tecnologie e processi trasversali di cui si è detto.

Il progetto SEED

A tale riguardo, una importante iniziativa per la formazione imprenditoriale sull’agricoltura digitale è rappresentata dal progetto Europeo SEED (Smart Entrepreneurial Education and training in Digital farming), recentemente lanciato (29-30 ottobre) in Umbria per sviluppare competenze in agricoltura attraverso la trasformazione digitale. Il progetto, della durata di 2 anni, sosterrà percorsi formativi e sviluppo di una qualifica di Vocational Education and Training (VET) congiunta EQF5 (European Qualification Framework, livello 5) sull’agricoltura digitale, coinvolgendo Enti di formazione, Aziende agrarie / ICT e studenti. Le competenze sviluppate verranno mappate sul Quadro di Riferimento per le Competenze in Imprenditorialità (Entrepreneurship Competence Framework, EntreComp) e European Digital Competence Framework (DigComp). L’apprendimento basato sul lavoro (“hands on”) sarà la caratteristica principale del progetto, prevedendo rilevanti attività formative sul posto di lavoro.

Il progetto SEED mira a:

  • aumentare il tasso di occupazione dei giovani, sostenendo lo sviluppo di una forza-lavoro altamente qualificata, professionale e mobile, anche grazie al collocamento transnazionale;
  • sostenere lo sviluppo di una qualifica congiunta VET a livello UE;
  • promuovere l’apprendimento basato sul lavoro, supportato da una componente di mobilità transnazionale — 3 mesi per 10 beneficiari per ciascuno dei 4 Paesi UE aderenti.

I principali prodotti del progetto saranno:

  1. la definizione di un nuovo profilo di qualifica professionale “Esperto in Agricoltura Digitale”
  2. il curriculum in Agricoltura Digitale;
  3. l’elaborazione di standard di valutazione per gli operatori del settore.

I gruppi target saranno gli studenti VET e le piccole e medie imprese (PMI) impegnati nell’agricoltura. Il progetto sosterrà i contatti tra di loro facilitando lo sviluppo di capacità e competenze per soddisfare le esigenze del mercato del lavoro e anticipare le lacune delle competenze future. L’obiettivo previsto, oltre a definire una qualifica comune in materia di VET e promuovere la trasparenza, la comparabilità e il riconoscimento delle qualifiche, è anche creare una cooperazione sostenibile tra i partner, al fine di creare sinergie a lungo termine.

E’ importante sottolineare come l’Italia (Regione Umbria, in questo caso) sia in prima fila nella formazione imprenditoriale ‘intelligente’ in Agricoltura Digitale. Il Progetto SEED, presentato da EGINA e coordinato da UmbraFlor, prevede ben 7 partner di assoluto rilievo nel panorama agrifood europeo:

supportati da 13 partner associati (tra cui Stati Generali dell’Innovazione).

Le questioni cruciali della digital transformation nell’agrifood

Sostanzialmente, il progetto SEED e le iniziative Stati Generali dell’Innovazione mirano ad affrontare questioni cruciali della digital transformation nel settore agrifood:

  • in che modo la trasformazione digitale stia impattando sulle filiere dell’agroalimentare;
  • lo stato attuale della digitalizzazione nell’agricoltura e comparto agroalimentare in genere;
  • come analizzare gli impatti della digital transformation sulle filiere dell’agroalimentare (carne, pesce, caseario, vegetali, in modo da evidenziarne punti di contatto (cross-filiera) e implicazioni economiche e sociali;
  • quali tecnologie digitali hanno (avuto) e possano avere un maggiore impatto sulle singole filiere dell’agroalimentare, sui settori di contatto / intersezione cross-filiera e sugli elementi trasversali alle diverse filiere.

Il progetto SEED e altri analoghi approfondimenti in corso, in collaborazione con ricercatori ed esperti dello specifico “vertical”, rappresentano altrettanti building block di una iniziativa all’esame di Stati Generali dell’Innovazione per la fornitura di servizi digitali tramite una piattaforma intelligente in cloud per applicazioni di “green & sustainable development”. La presenza in SGI di competenze senior STEM (science, technology, engineering & mathematics), ma anche di filosofi, giuristi, sociologi, … ne sottolineano l’approccio inter-/cross-disciplinare nell’Innovazione “at large”, rendendone credibili le capacità di presidiare sia i processi organizzativi che le tecnologie precedentemente citate, funzionali al dispiegamento di una tale iniziativa di inclusione / innovazione sociale e respiro globale.

WHITEPAPER
Smart building: una guida per semplificare la progettazione della rete
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 3