Addio bollo su certificati digitali e comunicazioni più semplici con la PA - Agenda Digitale

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Addio bollo su certificati digitali e comunicazioni più semplici con la PA

Tra le novità della bozza del primo decreto-legge contenente le misure di attuazione del PNRR, l’esenzione da imposta di bollo, nonché dei diritti di segreteria, per tutti i certificati anagrafici digitali richiesti attraverso Anpr e semplificazione delle procedure di gestione della piattaforma delle notifiche. Cosa cambia

31 Mag 2021
Alessandro Mastromatteo

Avvocato, Studio Legale Tributario Santacroce & Associati

Esenzione da imposta di bollo e da diritti di segreteria per certificati richiesti e rilasciati tramite ANPR oltre a semplificazioni delle procedure per realizzare le comunicazioni digitali tra pubbliche amministrazioni e cittadini tramite la piattaforma notifiche: questi due degli interventi contenuti nella bozza del primo decreto-legge contenente le misure di attuazione del PNRR, i quali trovano peraltro un fondamentale completamento nel riconoscimento ad AgID – Agenzia per l’Italia Digitale del potere di vigilanza e segnalazione di eventuali violazioni negli obblighi di transizione digitale.

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Semplificazione dei dati pubblici

Sotto il profilo della semplificazione dei dati pubblici, attraverso un intervento nel corpo del CAD – Codice dell’Amministrazione Digitale – viene riconosciuta l’esenzione da imposta di bollo, nonché dei diritti di segreteria, per tutti i certificati anagrafici digitali richiesti attraverso l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente e cioè la banca dati nazionale in cui stanno progressivamente confluendo le anagrafi comunali. Si tratta di un sistema integrato che consente ai Comuni di svolgere i servizi anagrafici e di consultare o estrarre dati, monitorare le attività, effettuare statistiche, con la finalità di divenire un punto di riferimento unico per l’intera Pubblica amministrazione e per tutti coloro che sono interessati ai dati anagrafici, in particolare i gestori di pubblici servizi.

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Proprio nell’ottica di semplificare la gestione dei dati pubblici, e con l’obiettivo di agevolare i cittadini, la misura interviene eliminando i costi (bollo, diritti di segreteria e qualsiasi altro onere) che si dovrebbero sopportare per ottenere certificati anagrafici, gestiti in modalità telematica dal Ministero dell’Interno tramite l’ANPR attraverso l’emissione di documenti digitali muniti di sigillo elettronico qualificato. Tutti i cittadini residenti in Comuni già aderenti all’ANPR (quasi la totalità) possono infatti scaricare e stampare i propri dati anagrafici, quali generalità, composizione familiare, estremi dell’atto di nascita, richiedendo autocertificazioni sostitutive delle certificazioni anagrafiche.

La semplificazione consistente nell’esenzione da costi è funzionale a favorire sempre più la diffusione e l’utilizzo degli strumenti telematici di identificazione e comunicazione, considerando come l’accesso alla Anagrafe può avvenire telematicamente esclusivamente attraverso le credenziali SPID, oppure con CIE – Carta Identità Elettronica o con CNS – Carta Nazionale dei Servizi.

Gestione della piattaforma delle notifiche digitali

In questa stessa direzione vanno le ulteriori misure che semplificano le procedure correlate alla gestione della piattaforma delle notifiche digitali la quale permette di inviare atti amministrativi a pieno valore legale, assicurando un meccanismo di consegna più semplice, sicuro e in grado di garantire certezza e data dell’avvenuta notifica eliminando le raccomandate cartacee. Le novità riguardano da un lato l’invio da parte del gestore della piattaforma, e cioè PagoPA S.p.A., di un avviso di cortesia, contenente le informazioni della notifica, ai destinatari dell’atto, quando gli stessi abbiano comunicato un indirizzo email non certificato, un numero di telefono o altro analogo recapito digitale diverso da un indirizzo PEC. Questo avviso di cortesia viene inoltre reso disponibile tramite l’app IO e cioè attraverso il punto di accesso telematico.

Inoltre sono stabilite, attraverso il rinvio a un regolamento attuativo, le regole di gestione dei casi in cui l’atto sia diretto a un cittadino non obbligato a essere titolare di un indirizzo PEC: in questi casi, l’avviso di avvenuta ricezione dell’atto in formato telematico da parte della piattaforma viene notificato senza ritardo, in formato cartaceo e in busta chiusa, a mezzo posta direttamente dal gestore della piattaforma, mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento. La notifica digitale verrà realizzata quindi attraverso una piattaforma tecnologica su cui le pubbliche amministrazioni potranno “caricare” le proprie comunicazioni accessibili per cittadini e imprese anche dal proprio cellulare. Verrà quindi messa a disposizione una sorta di “buca delle lettere digitale” da cui cittadini e imprese potranno avere accesso, in qualsiasi momento, al proprio “cassetto notifiche” non solo per “ritirare” direttamente l’atto ma anche per effettuarne il relativo pagamento, se richiesto e necessario.

La riduzione dei tempi di comunicazione tra cittadini, imprese e amministrazioni è infatti assicurata dal meccanismo stesso di funzionamento della piattaforma, con invio e ricezione in tempo reale di avvisi, atti e ogni tipologia di comunicazione e contestuale abbattimento delle spese vive di stampa cartacea e di spedizione degli atti, oltre alla garanzia della certezza dell’avvenuta notifica con diminuzione delle contestazioni di mancato recapito. L’adesione alla piattaforma è prevista al momento su base volontaria, sia per le amministrazioni che per i destinatari degli atti. Per cittadini e imprese, l’autenticazione alla piattaforma tramite le credenziali SPID o la CIE – Carta d’Identità Elettronica, assicura la certezza di ricevere atti e provvedimenti, non necessariamente e non solo impositivi, senza incorrere in eventuali mancati recapiti, e rafforzando la propria confidenza nei tempi di risposta delle amministrazioni e nella completa e continuativa accessibilità agli atti in qualsiasi luogo e momento come depositati presso il proprio “cassetto notifiche”.

I poteri di Agid

Da ultimo, al fine di assicurare l’attuazione dell’Agenda digitale italiana ed europea, la digitalizzazione dei cittadini, delle pubbliche amministrazioni e delle imprese, con specifico riferimento alla realizzazione degli obiettivi fissati dal Piano nazionale di ripresa o di resilienza, viene inserito nel corpo del CAD il nuovo articolo 18-bis. Nel disciplinare le violazioni degli obblighi di transizione digitale, si attribuiscono infatti ad AgID idonei poteri di vigilanza, verifica, controllo e monitoraggio sul rispetto delle disposizioni del Codice e di ogni altra norma in materia di innovazione tecnologica e digitalizzazione della pubblica amministrazione. AgID potrà infatti procedere, d’ufficio ovvero su segnalazione del difensore civico digitale, all’accertamento delle relative violazioni contestandole al trasgressore e assegnandogli un termine perentorio per inviare scritti difensivi e documentazione e per chiedere di essere sentito. Se AgID accerta comunque la sussistenza delle violazioni contestate, viene assegnato al trasgressore un congruo termine perentorio, proporzionato rispetto al tipo e alla gravità della violazione, per conformare la condotta, segnalando comunque le violazioni all’ufficio competente per i procedimenti disciplinari di ciascuna amministrazione, nonché ai competenti organismi indipendenti di valutazione. Le segnalazioni sono pubblicate su apposita area del sito internet di AgID e le violazioni accertate rilevano ai fini della misurazione e della valutazione della performance individuale dei dirigenti responsabili e comportano responsabilità dirigenziale e disciplinare.

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