Legge di bilancio 2021: cosa prevede e quando entra in vigore - PDF | Agenda Digitale

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Legge di bilancio 2021: cosa prevede e quando entra in vigore – PDF

Tutte le misure inserite nella bozza della Legge di bilancio 2021, riguardanti Fisco, famiglie, lavoro, imprese e innovaziona: il testo dopo il vaglio di Camera e Senato dovrà essere approvato entro fine anno per entrare in vigore dal primo gennaio 2021

3 giorni fa
Gianpiero Ruggiero

Esperto in valutazione e processi di innovazione del CNR

Legge di bilancio 2021

La bozza della Legge di bilancio 2021 è pronta per approdare in Parlamento. Pur considerata sempre come la carta identitaria della maggioranza di governo, per la sua capacità di delineare la politica finanziaria, economica e sociale dell’esecutivo, per quest’anno non mancano le novità, a partire dal contesto in cui è presentata la legge, molto diverso dal passato.

Indice degli argomenti

Quando viene approvata ed entra in vigore la Legge di bilancio 2021

Il testo è stato approvato dal Consiglio dei Ministri a ottobre, con la formula del “salvo intese”, ha definitivamente preso forma in questi giorni e ora può iniziare l’iter di approvazione alla Camera e al Senato. Il disegno di legge, infatti, dovrà essere approvato in via definitiva da deputati e senatori entro la fine dell’anno, per entrare in vigore dal primo gennaio 2021 come legge dello Stato.

Leggi la bozza della Legge di bilancio 2021 – PDF

Legge di bilancio 2021 lavoro e imprese

Sostegno al settore turistico

Vengono previste, nell’ambito di operatività dello strumento agevolativo dei contratti di sviluppo[1], specifiche disposizioni finalizzate a sostenere il settore turistico facilitando, per determinate categorie di investimenti, l’accesso allo strumento agevolativo e l’integrazione settoriale. Limitatamente ai programmi di sviluppo di attività turistiche da realizzare nelle aree interne del Paese, che rappresentano un enorme potenziale per la crescita del Paese, o che prevedono il recupero di immobili in disuso, la soglia di accesso viene abbassata a 7,5 milioni di euro, di cui 3 milioni per il programma del soggetto proponente, rispetto alla soglia dei 20 milioni attuali (5 milioni di euro relativi agli investimenti del soggetto proponente). Autorizzata una spesa di complessivi 300 milioni di euro (100 milioni per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023).

Erogazione unica quota contributo “Nuova Sabatini” nella Legge di bilancio 2021

Per la misura “Beni strumentali – Nuova Sabatini”, che costituisce uno dei principali strumenti agevolativi nazionali[2], teso a rafforzare il sistema produttivo e competitivo delle micro, piccole e medie imprese attraverso il sostegno per l’acquisto, o acquisizione in leasing, di beni materiali (macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa, attrezzature nuovi di fabbrica e hardware) o immateriali (software e tecnologie digitali) ad uso produttivo, è prevista una modifica dell’attuale meccanismo di funzionamento – che prevede la ripartizione su 6 annualità delle agevolazioni (10% il primo anno, 20% dal secondo al quinto anno e 10% il sesto anno) – con l’estensione a tutte le iniziative dell’erogazione del contributo in un’unica soluzione. In tale prospettiva la proposta di modifica normativa consentirebbe di superare l’attuale gestione “a doppio canale” (erogazione unica ed erogazione in sei quote), semplificando notevolmente il quadro normativo e operativo per tutti i soggetti coinvolti: imprese beneficiarie; finanziatori (banche e società di leasing); Ministero (che gestisce la misura). È importante precisare che il contributo “Nuova Sabatini”, anche quando riconosciuto in unica quota, è sempre erogato all’impresa a seguito dell’ultimazione del programma di investimenti agevolato; tale aspetto fornisce rassicurazioni al Ministero, che eroga il contributo, comunque, allorquando l’impresa ha concluso, fisicamente e finanziariamente, il programma di investimenti agevolato.

Fondo impresa femminile Legge di bilancio 2021

Viene istituito, presso il MiSE il “Fondo a sostegno dell’impresa femminile”, al fine di promuovere e sostenere l’avvio e il rafforzamento dell’imprenditoria femminile, la diffusione dei valori di imprenditorialità e lavoro tra la popolazione femminile. I dati – a livello nazionale ed internazionale – segnalano, infatti, che sono ancora troppo poche le donne che scelgono di creare un’impresa, di avviare una startup, di intraprendere studi scientifici.

Fondo per imprese creative

Sempre al MiSE viene istituito il Fondo PMI Creative, con una dotazione di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, che ha l’obiettivo di sostenere le PMI creative[3], attraverso la concessione di misure di aiuto, quali contributi, interventi per favorire l’accesso al credito, nonché promuovendo strumenti innovativi di finanziamento; promuovere la collaborazione tra imprese dei settori produttivi tradizionali e imprese creative; rafforzare l’ecosistema creativo nazionale. Viene demandata a un decreto del Ministro la definizione dei criteri di ripartizione delle risorse e delle modalità e ai criteri per la concessione dei finanziamenti.

Lavoro autonomo start up Legge di bilancio 2021

In tema di startup creative, viene riconosciuto il visto “lavoro autonomo start up” con l’obiettivo di attrarre in Italia talenti stranieri, al fine di incoraggiare l’avvio nel nostro Paese di nuovi investimenti innovativi, attraverso quote dedicate del Decreto Flussi a “cittadini stranieri che intendono costituire imprese «start-up innovative», in presenza dei requisiti previsti dalla legge n. 221/2012 e a favore dei quali sia riconducibile un rapporto di lavoro di natura autonoma con l’impresa”. La disposizione mira pertanto a incentivare l’utilizzo della procedura “Italia Startup Visa”, facilitando il ricongiungimento familiare per i congiunti dei richiedenti il visto di lavoro autonomo startup, contribuendo a rendere l’Italia più competitiva nella competizione a livello europeo e globale per attrarre nuove startup.

Accordi per l’innovazione

In previsione di assicurare la copertura dei fabbisogni emersi dagli accordi per l’innovazione finora sottoscritti dal MiSE[4] e continuare a sostenere la competitività di specifici ambiti territoriali o settoriali, la dotazione del Fondo per la crescita sostenibile viene incrementata di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2035.

Va ricordato che la messa a punto degli Accordi è attivata sulla base di una procedura formale che prevede la presentazione di una istanza da parte dell’impresa e, nell’ordine cronologico di presentazione, la valutazione della stessa sotto il profilo degli sviluppi tecnologici e del grado d’innovatività dei risultati attesi, nonché delle ricadute economiche. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico 2 agosto 2019 è stato definito, nel quadro della cornice generale degli Accordi per l’innovazione, un nuovo intervento agevolativo in favore dei progetti di ricerca e sviluppo promossi nell’ambito delle aree tecnologiche “Fabbrica intelligente”, “Agrifood”, “Scienze della vita” e “Calcolo ad alte prestazioni”, coerenti con la Strategia nazionale di specializzazione intelligente, approvata dalla Commissione europea nell’aprile del 2016.

Legge di Bilancio 2021: liquidità e PMI

Sostegno alla liquidità delle imprese

Previsto l’ampliamento dell’ambito di intervento del sistema di garanzie disciplinato dall’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 8 aprile 2020 n. 23 (c.d. “Garanzia Italia”) per consentire il rilascio di garanzie anche in relazione a finanziamenti destinati in quota parte alla rinegoziazione/consolidamento di finanziamenti esistenti. Tale ampliamento è finalizzato ad assicurare la necessaria liquidità alle imprese colpite dall’epidemia Covid-19 consentendo loro di poter accedere a strumenti alternativi al finanziamento bancario e di poter impiegare lo strumento di Garanzia Italia anche per rinegoziare/consolidare indebitamenti esistenti purché il finanziamento preveda l’erogazione di credito aggiuntivo in misura pari ad almeno il 25% dell’importo del finanziamento oggetto di rinegoziazione e a condizione che il rilascio della garanzia sia idoneo a determinare un minor costo e/o una maggior durata del finanziamento rispetto a quello oggetto di rinegoziazione.

Previsto anche l’accesso per le imprese di medie dimensioni allo strumento Garanzia Italia alle medesime condizioni agevolate offerte a tale tipologia di imprese dal Fondo Centrale di garanzia, e segnatamente concessione delle garanzie a titolo gratuito, percentuale di copertura del 90% e importo massimo dei finanziamenti fissato a 5 milioni di euro. Come noto l’operatività del Fondo Centrale di garanzia rispetto alle imprese di medie dimensioni è stata introdotta con decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, convertito con modificazioni dalla legge 5 giugno 2020 n. 40, per un periodo di tempo limitato in scadenza al 31 dicembre 2020. Alla luce del perdurare delle difficoltà economiche nelle circostanze eccezionali della pandemia di Covid-19, il Governo intende consentire alle imprese di medie dimensioni di poter continuare a beneficiare sino al 30 giugno 2021 delle garanzie sui finanziamenti alle medesime condizioni agevolate vigenti oggi, con una percentuale massima di copertura delle garanzie che possono essere rilasciate da SACE, determinata nella misura del 70%.

Le garanzie rilasciate da SACE potranno essere rivolte oltre che in favore di banche, istituzioni finanziarie e altri soggetti abilitati all’esercizio del credito in Italia, anche in favore delle imprese di assicurazione, nazionali o internazionali, autorizzate all’esercizio del ramo credito e cauzioni, in virtù dell’importante ruolo svolto da tali soggetti a favore delle imprese italiane, sia in termini di sostegno alla liquidità aziendale che di supporto per l’ottenimento di commesse nazionali e internazionali. Peraltro SACE è autorizzata a rilasciare garanzie non solo relativamente a finanziamenti sotto qualsiasi forma, ma anche rispetto a prestiti obbligazionari o altri titoli di debito emessi dalle imprese, consentendo, in tal modo, anche alle imprese che intendano far fronte alle proprie esigenze di liquidità con strumenti alternativi ai finanziamenti, di accedere al supporto di SACE.

Garanzie sui finanziamenti per progetti green

Viene destinato per il 2021 un importo massimo di 470 milioni, quale plafond massimo per la copertura delle garanzie SACE in favore di investimenti “green” (c.d. operatività green).

Legge di bilancio 2021 garanzie PMI

Prevista la proroga delle disposizioni in materia di garanzie erogate a supporto della liquidità delle piccole e medie imprese in virtù dell’articolo 13 decreto-legge n. 23/20 prevedendo al contempo una norma transitoria che consenta una graduale riconduzione dell’operatività del Fondo di garanzia per le PMI alla sua ordinaria vocazione, attraverso la progressiva migrazione delle garanzie per finanziamenti concessi in favore delle cd. midcap sullo strumento “Garanzia Italia” SACE.

Proroga sostegno PMI Legge di bilancio 2021

Previsto il prolungamento fino al 30 giugno 2021 della moratoria straordinaria già prevista sino al 31 marzo 2021 per le imprese del settore turistico consentendo alle imprese, che non lo avessero ancora fatto, di presentare istanza entro il 31 gennaio 2021. La moratoria è accompagnata da una garanzia pubblica, di natura sussidiaria, a valere su un’apposita sezione del Fondo di garanzia per le PMI, che copre parzialmente le esposizioni interessate.

Legge di Bilancio 2021: Superbonus 4.0 e attuazione Piano nazionale di Ripresa e Resilienza

Misure di attuazione del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza

Istituito presso il MEF il “Fondo di rotazione per l’attuazione del PNRR Italia”. Sul fondo sono versate sia le risorse relative ai progetti finanziati mediante contributi a fondo perduto, sia le risorse relative ai progetti finanziati mediante prestiti. La distinzione creata fa sì che le risorse erogate all’Italia dal bilancio dell’Unione europea per l’attuazione del Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza, affluiscono all’entrata del bilancio dello Stato su due distinti capitoli, rispettivamente relativi ai contributi a fondo perduto e ai prestiti.

Con uno o più decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, il primo da adottarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della manovra, saranno stabilite le procedure amministrativo-contabili per la gestione delle risorse. Viene stabilito che le amministrazioni e gli organismi titolari dei progetti finanziati nel PNRR sono responsabili della relativa attuazione conformemente al principio della sana gestione finanziaria ed alla normativa nazionale e comunitaria, in particolare per quanto riguarda la prevenzione, l’individuazione e la correzione delle frodi, la corruzione ed i conflitti di interesse e realizzano i progetti, nel rispetto dei cronoprogrammi, per il conseguimento dei relativi i target intermedi e finali. Al fine di supportare le attività di gestione, monitoraggio, rendicontazione e controllo del PNRR, la Ragioneria Generale dello Stato svilupperà e renderà disponibile un apposito sistema informatico.

Con DPCM, su proposta del MEF, da adottarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, saranno definite le modalità di rilevazione dei dati di attuazione finanziaria, fisica e procedurale a livello di singolo progetto, da rendere disponibili in formato elaborabile, con particolare riferimento ai costi programmati, agli obiettivi perseguiti, alla spesa sostenuta, alle ricadute sui territori che ne beneficiano, ai soggetti attuatori, ai tempi di realizzazione previsti ed effettivi, agli indicatori di realizzazione e di risultato, nonché ad ogni altro elemento utile per l’analisi e la valutazione degli interventi. Anche sulla base di tali dati, entro il 30 giugno di ciascun anno dal 2021 al 2027, il Consiglio dei Ministri approverà e trasmetterà alle Camere una relazione nella quale saranno riportati prospetti sull’utilizzo delle risorse del Piano e sui risultati raggiunti. La Relazione indicherà altresì le eventuali misure necessarie per accelerare l’avanzamento dei progetti e per una migliore efficacia degli stessi rispetto agli obiettivi perseguiti.

Innovazione e coesione territoriale

La manovra stanzia 250 milioni l’anno per tre anni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la finalità di sostenere gli investimenti che abbiano un alto contenuto tecnologico e che producano effetti positivi sull’occupazione e l’indotto in modo da incidere positivamente sull’innovazione e sulla coesione sociale e territoriale. La dotazione, che potrebbe essere incrementata a valle del processo di approvazione europeo, è volta a sostenere gli investimenti in macchinari, impianti e attrezzature produttive con contributi pari al 40% degli investimenti stessi. A questo contributo è possibile, per le imprese, aggiungere altri incentivi e sostegni, purché la normativa in vigore lo consenta, fino a raggiungere un’agevolazione massima del 50% dell’investimento. In altri termini, al fine di assicurare che le imprese sostengano a loro carico almeno il 50% dell’investimento che intendono realizzare, la norma dispone un contributo del 40% dell’investimento e la cumulabilità con altri incentivi e sostegni, fino ad un massimo di ulteriori 10 punti percentuali. La gestione degli incentivi viene affidata all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A. – Invitalia, che dovrà dare esecuzione alla norma con particolare riferimento alla facilitazione della presentazione delle domande di ammissione al contributo da parte delle imprese e alle attività di verifica, sia in riferimento al progetto di investimento e ai suoi contenuti che alla regolarità della posizione dell’impresa istante.

Legge di bilancio 2021 Piano Transizione 4.0

Le Legge di bilancio 2021 contiene anche novità relative al Piano Transizione 4.0 e al sostegno alle aziende.

Credito d’imposta per beni strumentali nuovi

Molto interessanti le misure adottate nell’ambito di un più ampio rafforzamento del programma “Transizione 4.0”, diretto a favorire e ad accompagnare le imprese nel processo di transizione tecnologica e di sostenibilità ambientale. Misure che hanno fatto registrare in questi anni un giudizio nel complesso positivo sul grado di diffusione e di efficacia, pur in presenza di qualche eterogeneità.

La misura prevede che a tutte le imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive, a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022, ovvero entro il 30 giugno 2023 (a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione), è riconosciuto un credito d’imposta maggiorato.

Viene ampliata la gamma di investimenti agevolabili. In particolare, al fine di promuovere un avanzamento digitale delle imprese italiane anche attraverso il ricorso a software, sistemi, piattaforme e applicazioni non riconducibili al processo di “Trasformazione 4.0”, vengono ammessi al credito d’imposta gli investimenti in beni materiali e immateriali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa[6]. In tal caso, il credito d’imposta spetta nella misura del 10% per gli investimenti fino a un limite di 2 milioni di euro per i beni materiali e fino a un limite di un milione di euro per i beni immateriali. Se gli investimenti iniziano a decorrere invece dal 1° gennaio 2022, il credito d’imposta spetta nella misura del 6%. Contestualmente viene aumentata la misura del credito d’imposta al 15% per gli investimenti in beni strumentali, sia materiali sia immateriali, destinati all’organizzazione di forme di lavoro agile effettuati nel medesimo periodo.

Credito di imposta investimenti ordinari

Per quanto riguarda l’acquisto di beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, secondo il modello classico Industria 4.0, le misure del credito di imposta variano a seconda che si tratti di beni ricompresi nell’allegato A o B annesso alla legge istitutiva e del periodo temporale in cui vengono effettuati gli investimenti. La platea dei beneficiari viene estesa anche agli esercenti arti e professioni. Per l’acquisto di beni immateriali ricompresi nell’allegato A, effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 50% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, nella misura del 30% del costo per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro e nella misura del 10% del costo per la quota di investimenti superiori a 10 milioni e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro. Per gli investimenti effettuati nel 2022, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, nella misura del 20% del costo, per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro e nella misura del 10% del costo, per la quota di investimenti superiori a 10 milioni e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

Per l’acquisto di beni immateriali ricompresi nell’allegato B, effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 20% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 1 milione di euro. Sono ammesse all’agevolazione anche le spese per servizi sostenute in relazione all’utilizzo dei beni mediante soluzioni di cloud computing, per la quota imputabile per competenza.

Utilizzo anticipato

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Pur restando ferma la possibilità di utilizzare il credito di imposta in compensazione, la manovra riduce a tre le quote annuali di fruizione dello stesso, prevedendo altresì per i soggetti con un volume di ricavi o compensi inferiori a 5 milioni di euro la possibilità di utilizzare il credito d’imposta in un’unica quota annuale.

Credito di imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica

Viene prorogata la disciplina relativa al credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e altre attività innovative, prevedendo alcune precisazioni che rispondono a esigenze di coordinamento sistematico, finalizzate a meglio chiarire l’ambito applicativo dell’agevolazione. Nello specifico viene incrementato il credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo dal 12% al 20% e un aumento dell’ammontare massimo di beneficio spettante da 3 a 4 milioni di euro. Viene incrementato il credito d’imposta per investimenti in innovazione tecnologica e in design e ideazione estetica dal 6% al 10% e un aumento dell’ammontare massimo del beneficio spettante da 1,5 a 2 milioni di euro. Previsto anche un aumento del credito d’imposta dal 10% al 15% della misura dell’incentivo per investimenti in innovazione tecnologica finalizzati alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0 e un aumento dell’ammontare massimo del credito d’imposta spettante da 1,5 a 2 milioni di euro. Qualche perplessità suscita lo stanziamento di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022 a ENEA per assicurare il supporto tecnico al MiSE nell’emanazione dei pareri relativi alla riconducibilità degli investimenti alle disposizioni del Piano Nazionale Transizione 4.0.

Tale assegnazione viene motivata con il fatto che “la corretta qualificazione degli investimenti, sia in fase preventiva a seguito di presentazione di istanze o richieste di parere da parte delle imprese che in sede di accertamento delle Amministrazioni finanziarie, richiede infatti competenze tecnico-ingegneristiche di elevata specializzazione non sempre rinvenibili nella Pubblica Amministrazione, a fronte della necessità, per garantire alle imprese la certezza del quadro agevolativo, di emettere pareri qualificati nel rispetto di tempi certi”. Sarebbe stata un’occasione preziosa affidarsi alla Fondazione Enea Tech, promossa dal MiSE e realizzata in collaborazione con Enea, ormai divenuta operativa a tutti gli effetti. Altra perplessità, in termini di aumento della burocrazia, suscita l’obbligo di asseverazione della perizia tecnica per assicurare maggiore certezza alle imprese sull’ammissibilità delle attività svolte e delle spese sostenute. D’altronde sappiamo che l’Agenzia delle Entrate ha fatto scattare numerose indagini  per via di una errata interpretazione da parte delle imprese della norma sulle spese ammissibili. Per venire incontro a queste problematiche (il bisticcio tra manuale di Oslo e manuale di Frascati per reprimere l’attività di ricerca andrebbe fortemente contrastato) è prevista una procedura di collaborazione tra il Ministero dello sviluppo economico e l’Agenzia delle entrate ai fini della corretta applicazione del credito d’imposta per i suddetti investimenti. Pare evidente la volontà di fornire agevolazioni fiscali semplici e durature garantendo il sostegno a quelle imprese che si collocano su una traiettoria di innovazione tecnologica in continua evoluzione.

Credito di imposta formazione 4.0

Viene esteso al 2022 il credito d’imposta formazione 4.0 e vengono ampliati i costi ammissibili. In particolare, sono ammessi all’agevolazione i seguenti costi: le spese di personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione; i costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente connessi al progetto di formazione, quali le spese di viaggio, i materiali e le forniture con attinenza diretta al progetto, l’ammortamento degli strumenti e delle attrezzature per la quota da riferire al loro uso esclusivo per il progetto di formazione (sono escluse le spese di alloggio, ad eccezione delle spese di alloggio minime necessarie per i partecipanti che sono lavoratori con disabilità); i costi dei servizi di consulenza connessi al progetto di formazione; le spese di personale relative ai partecipanti alla formazione e le spese generali indirette (spese amministrative, locazione, spese generali) per le ore durante le quali i partecipanti hanno seguito la formazione.

SUPERBONUS 4.0 – LE NOVITA’
Agevolazioni del Piano Transizione 4.0 potenziate dal 16 novembre 2020
Incremento fino al 50% del credito di imposta per beni 4.0, anche per esercenti arti e professioni.

Ritorno all’attuale impostazione dal 2022

Aumenta fino al 15% il credito di imposta per investimenti ordinari, se rivolti al lavoro agile
Utilizzo del credito di imposta per investimenti ridotto a 3 anni e a 1 anno, rispetto ai 5 attuali
Credito di imposta per ricerca e sviluppo elevato al 20%
Credito di imposta innovazione e design elevato al 10%
Ampliate le spese ammissibili al credito di imposta formazione 4.0

Fisco, le novità nella Legge di Bilancio 2021

La bozza della Legge di bilancio 2021 prevede maggiori entrare per fedeltà fiscale. Per la parte entrate, si segnalano le misure per il contrasto alle frodi nel settore dei carburanti[5] e la repressione delle frodi per esportazioni fittizie, la rimodulazione fiscale sui manufatti monouso realizzati con polimeri sintetici (c.d. MACSI), una puntuale individuazione dei soggetti obbligati a pagare l’imposta sul consumo di bevande edulcorate e il rinvio al 1° luglio 2021 della sugar tax.

Legge di bilancio 2021 lotteria scontrini

Particolari disposizioni riguardano la lotteria degli scontrini e il cashback. Per la lotteria è prevista una modifica tesa a riconoscere premi soltanto nel caso di pagamenti fatti con strumenti elettronici. Viene chiarito anche che i rimborsi attribuiti per gli acquisti con strumenti di pagamento elettronici non concorrono a formare il reddito del percipiente.

Cashback Legge di bilancio 2021

La norma vuole così sostenere l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici, in modo da assicurare le conseguenti sinergie con altre iniziative poste in essere per incentivare l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici all’interno del Piano Italia Cashless. Una misura pensata non solo per incentivare l’utilizzo di pagamenti elettronici, ma anche per il contrasto all’evasione. Il maggior gettito derivante da queste misure di contrasto e dal miglioramento della compliance, infatti, dovrebbero confluire nel Fondo per la fedeltà fiscale destinato a ridurre la pressione fiscale.

Delega riforma fiscale

Il ministro dell’Economia ha dichiarato che la riforma del fisco sarà il cuore della manovra e che sarà attuata nel corso del prossimo triennio. A tal fine, nello stato di previsione del MEF è istituito un Fondo con una dotazione di 2.500 milioni di euro per l’anno 2022 e 1.500 milioni di euro a decorrere dall’anno 2023 “per finanziare i primi interventi che saranno disposti in attuazione di una legge delega che stabilirà i principi e i criteri direttivi da seguire per realizzare una riforma complessiva del sistema tributario finalizzata a alla sua semplificazione e alla riduzione della pressione fiscale”. Confermato l’incremento del Fondo assegno universale e servizi alla famiglia di 3 miliardi per il 2021 e di 5,5 miliardi annui a decorrere dal 2022.

Bonus occupazione giovani e donne Legge di bilancio 2021

Previsto il riconoscimento dell’esonero contributivo del 100%, per un periodo massimo di 3 anni, nel limite massimo di 6.000 euro annui, per le assunzioni di giovani che non abbiano compiuto 30 anni. L’esonero è riconosciuto per un periodo massimo di quarantotto mesi ai datori di lavoro privati che effettuino assunzioni in una sede o unità produttiva ubicata nelle seguenti regioni: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna. L’efficacia della norma è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea.

In attesa di autorizzazione europea anche la disposizione che riconosce, in via sperimentale per il biennio 2021-2022, l’esonero contributivo nella misura del 100%, nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui, per le assunzioni di lavoratrici donne. Tali assunzioni devono comportate un incremento occupazionale netto.

Esonero dei contributi nel settore sportivo

Esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico di federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, associazioni e società sportive dilettantistiche, nella misura del 60%, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, relativamente ai rapporti di lavoro sportivo instaurati con atleti, allenatori, istruttori, direttori tecnici, direttori sportivi, preparatori atletici e direttori di gara.

Legge di Bilancio 2021: il pacchetto crescita e investimenti

Proroga Bonus verde

Prorogate per il 2021 sia il Bonus verde (detrazioni spettanti per interventi di sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione di pozzi nonché di realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili), sia le detrazioni spettanti per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica, di ristrutturazione edilizia e il bonus mobili e l’acquisto di grandi elettrodomestici a basso consumo energetico finalizzati all’arredo dell’immobile ristrutturato (Super ecobonus 110%).

Legge di Bilancio 2021: Sud e Coesione territoriale

Per il sostegno dei livelli occupazioni nel Mezzogiorno, viene esteso per gli anni dal 2021 al 2029 – subordinato all’autorizzazione della Commissione europea – il taglio del 30% nei contributi a carico del datore di lavoro del settore privato, ad eccezione del comparto agricolo e del lavoro domestico, per tutti i dipendenti la cui sede di lavoro si trova in una regione del Sud (con agevolazione pari al 30% per gli anni 2021-2025; pari al 20% per gli anni 2026-27; pari al 10% per gli anni 2028-29). La decontribuzione Sud per l’occupazione in aree svantaggiate era stata introdotto dall’art. 27 del decreto-legge 104/2020 (Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia), adottato lo scorso 14 agosto. Alla luce delle difficoltà del mercato del lavoro meridionale, dimostrate in occasione dei precedenti episodi recessivi, e riassorbire gli effetti di uno shock negativo, la proposta di estensione temporale dovrebbe rappresentare un incentivo per le imprese al mantenimento duraturo dell’occupazione. Interventi di durata più breve rischierebbero soltanto di posticipare il licenziamento alla scadenza dell’agevolazione.

Credito d’imposta investimenti nel Mezzogiorno

Viene prorogato al 31 dicembre 2022 il credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno (introdotto dall’articolo 1, commi da 98 a 108, della legge 28 dicembre 2015, n. 208), attingendo la necessaria copertura – valutata 1 miliardo per il 2021 – dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, Programmazione 2021-2027, ridotto di pari importo per ciascuno degli anni 2021 e 2022.

Fondo sviluppo e coesione–programmazione 2021-2027

Viene disposta una prima assegnazione di dotazione aggiuntiva a favore del Fondo per lo sviluppo e la coesione per il periodo di programmazione 2021-2027, lasciando ferma la chiave di riparto percentuale delle risorse dell’80% alle aree del mezzogiorno e del 20% alle aree del centro-nord. La governance è affidata al Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale che individuerà le aree tematiche e gli obiettivi strategici per ciascuna area in collaborazione con le amministrazioni interessate, in coerenza con il Piano SUD 2030, i contenuti dell’Accordo di Partenariato per i Fondi Strutturali e di Investimento Europei del periodo di programmazione 2021-2027 e del PNRR. Il CIPE, con propria delibera, su proposta del Ministro per il Sud e la coesione territoriale, disporrà la ripartizione della dotazione finanziaria tra le diverse aree tematiche.

Rigenerazione amministrativa per il rafforzamento delle politiche di coesione territoriale nel Mezzogiorno

Il rafforzamento della capacità amministrativa è un elemento cruciale dell’utilizzo efficiente ed efficace dei Fondi della politica di coesione. I dati statistici dimostrano che negli ultimi dieci anni una delle motivazioni della ridotta capacità amministrativa, in particolare delle amministrazioni locali, è il notevole calo dell’occupazione ed il contemporaneo aumento dell’età media dei dipendenti. Pertanto qualsiasi intervento di rafforzamento della capacità amministrativa delle amministrazioni che gestiscono o beneficiano dei fondi della coesione non può non partire dalla definizione di un meccanismo virtuoso di selezione e reclutamento di professionalità che siano destinate alla gestione di tutte le fasi del ciclo dell’investimento.

Per questo motivo, in deroga ai vincoli assunzionali previsti dalla disciplina vigente, viene concessa la capacità assunzionale per quelle amministrazioni pubbliche che, nell’ambito degli interventi previsti dalla politica di coesione comunitaria e nazionale per i cicli di programmazione 2014-2020 e 2021-2027, rivestono ruoli di coordinamento, di gestione e di utilizzazione dei fondi della coesione di procedere alla assunzione a tempo determinato e con oneri a carico degli stessi fondi strutturali europei di personale che verrà selezionato con iniziative concorsuali. Limitatamente alle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, potrà essere assunto personale non dirigenziale in possesso delle correlate professionalità con contratto di lavoro a tempo determinato, nel limite massimo di 2.800 unità, e di una spesa massima in ragione d’anno pari a 126 milioni annui per il triennio 2021-2023.

Credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno

Per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo afferenti a strutture produttive ubicate nelle regioni del Mezzogiorno, il credito d’imposta di cui al comma 200 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2019, n. 160 viene esteso anche per gli anni 2021 e 2022 e potenziato con le maggiorazioni del 25% per le grandi imprese che occupano almeno 250 addetti, il cui fatturato annuo è almeno pari a 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio è almeno pari a 43 milioni di euro; in misura pari al 35% per le medie imprese, che occupano almeno 50 addetti e realizzano un fatturato annuo di almeno 10 milioni di euro; nella misura del 45% per le piccole imprese che occupano meno di 50 addetti e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro.

Ecosistemi dell’innovazione nel Mezzogiorno

Per favorire, nell’ambito dell’economia della conoscenza, il perseguimento di obiettivi di sviluppo, coesione e competitività dei territori nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, viene promossa la costituzione di Ecosistemi dell’innovazione, attraverso la riqualificazione o la creazione di infrastrutture materiali e immateriali per lo svolgimento di attività di formazione, ricerca multidisciplinare e creazione di impresa, con la collaborazione di università, enti di ricerca, imprese, pubbliche amministrazioni e organizzazioni del terzo settore. Per la costituzione di tali strutture, vengono assegnati al Ministero per l’Università e la Ricerca 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023. Viene stabilito che il Ministro per l’Università e la Ricerca, di concerto con il Ministro per il Sud e la coesione territoriale, stabilisce, con proprio decreto, i criteri per il riparto delle risorse, le modalità di accesso al finanziamento e l’ammontare del contributo concedibile. Le attività di supporto a tali processi sarebbero le seguenti:

  • Formazione avanzata, realizzata con modalità innovative e con la collaborazione di università, enti di ricerca, enti pubblici ed imprese.
  • Contaminazione con la società, attraverso iniziative di terza missione in contatto continuo con operatori del terzo settore.
  • Laboratori di ricerca congiunti con imprese, università ed enti di ricerca.
  • Spin-off, start-up e incubatori di imprese.
  • Sviluppo di nuovi modelli organizzativi e delle relative competenze che si rendono necessarie nei diversi ambiti del mondo produttivo, della pubblica amministrazione e della società più in generale.
  • Formazione superiore tradizionale.
  • Reskilling upskilling. Accanto alla formazione tradizionale e a quella innovativa, sono necessarie azioni formative per l’aggiornamento continuo dei lavoratori, da realizzarsi in collaborazione con imprese, enti di ricerca, enti pubblici ed altri soggetti della società.

Legge di Bilancio 2021: lavoro

Fondo occupazione e formazione

Previsto l’incremento del Fondo sociale per occupazione e formazione per 600 mln di euro per l’anno 2021 e di 200 milioni di euro per l’anno 2022.

Cassa integrazione straordinaria Legge di bilancio 2021

Prorogato per gli anni 2021-2022 l’efficacia della disposizione che prevede la possibilità, per le imprese che cessano l’attività, di accedere, qualora ricorrano le condizioni previste, ad un intervento di sostegno al reddito (CIGS) finalizzato alla gestione degli esuberi di personale, per un massimo di 12 mesi.

Rinnovo contratti a tempo determinato

Prevista, fino al 31 marzo 2021, la possibilità di rinnovare o prorogare, per un periodo massimo di 12 mesi e per una sola volta, i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato anche in deroga alle disposizioni sul numero massimo delle proroghe e sulla durata massima di 36 mesi di cui all’articolo 21 e 19 del decreto legislativo n. 81/2015.

Cassa integrazione straordinaria per imprese strategiche

Prorogata per il 2021, 2022 e 2023 la validità della norma che prevede la possibilità, per le imprese con rilevanza economica strategica, anche a livello regionale, che abbiano esaurito la disponibilità di utilizzo della CIGS, in presenza di complessità dei processi di riorganizzazione o di risanamento aziendale o anche di gestione degli esuberi occupazionali, di richiedere un ulteriore periodo di CIGS. La proroga può avere una durata di 12 mesi in caso di riorganizzazione aziendale o di contratto di solidarietà oppure di 6 mesi in caso di crisi aziendale. Rimane invariata la disciplina in materia di condizioni e presupposti per l’accesso alla proroga del trattamento straordinario di integrazione salariale in disamina.

Piano recupero occupazionale

Stanziate nuove risorse (180 milioni) volte al completamento dei piani di recupero occupazionale nelle aree di crisi industriale complessa, destinate ai trattamenti di CIGS e di mobilità in deroga nell’anno 2021.

Nuovi trattamenti di cassa integrazione ordinaria, esonero versamento contributi previdenziali, disposizioni in materia di licenziamento.

Prevista la concessione dei trattamenti di cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario e cassa integrazione in deroga, per una durata massima di 12 settimane. Tali 12 settimane devono essere collocate nel periodo tra il primo gennaio 2021 e il 31 marzo 2021 per i trattamenti di Cassa integrazione ordinaria, e nel periodo ricompreso tra il primo gennaio 2021 e il 30 giugno 2021 per i trattamenti di Assegno ordinario e di Cassa integrazione in deroga. I periodi di integrazione precedentemente richiesti e autorizzati che si collocano, anche parzialmente, in periodi successivi al primo gennaio 2021 sono imputati, ove autorizzati, alle 12 settimane aggiuntive previste. Ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, che non richiedano trattamenti sopra descritti è riconosciuto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico (con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL) per un ulteriore periodo massimo di otto settimane, fruibili entro il 31 marzo 2021.

Fino al 31 marzo 2021 è preclusa al datore di lavoro, indipendentemente dal numero dei dipendenti, la facoltà di recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo o intimati in caso di fallimento, quando non sia previsto l’esercizio provvisorio dell’impresa, ovvero ne sia disposta la cessazione. Le preclusioni infatti non si applicano nelle ipotesi di licenziamenti motivati dalla cessazione definitiva dell’attività dell’impresa, conseguenti alla messa in liquidazione della società senza continuazione, anche parziale, dell’attività.

Fondo per le politiche attive del lavoro

Istituito un Fondo, denominato “Fondo per l’attuazione di misure relative alle politiche attive ed ammortizzatori sociali rientranti tra quelle ammissibili dalla Commissione europea nell’ambito del programma React EU”, con una dotazione di 500 milioni di euro nell’anno 2021, al fine di favorire la transizione occupazionale mediante il potenziamento delle politiche attive del lavoro e di sostenere il percorso di riforma degli ammortizzatori sociali.

Legge di bilancio 2021, famiglia e politiche sociali

Bonus bebè 2021

Viene riconosciuto un assegno per ogni figlio nato o adottato dal primo gennaio 2021 al 31 dicembre 2021 (bonus bebè). Prevista una spesa di 340 milioni per il 2021 e di 400 milioni per il 2022. L’INPS provvederà al monitoraggio dei maggiori oneri derivanti dall’attuazione del presente comma, inviando relazioni mensili al Ministro per le pari opportunità e la famiglia, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze.

Congedi paternità, APE sociale e Opzione Donna

Prevista la proroga del congedo di paternità di sette giorni anche per il 2021. Prorogata l’APE sociale e Opzione Donna.

Reddito di cittadinanza 2021

Disposto l’incremento per gli anni dal 2021 al 2029 dell’autorizzazione di spesa per il finanziamento della misura di sostegno al reddito denominata “Reddito di cittadinanza” (l’incremento è di 196,3 milioni per l’anno 2021; 473,7 milioni per l’anno 2022; 474,1 milioni per l’anno 2023; 474,6 milioni per l’anno 2024; 475,5 milioni per l’anno 2025; 476,2 milioni per l’anno 2026; 476,7 milioni per l’anno 2027; 477,5 milioni per l’anno 2028 e 477,3 milioni annui a decorrere dall’anno 2029).

Fondo indigenti

Previsto l’incremento di 40 milioni di euro per l’anno 2021 del Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti, al quale è stato assegnato nel corso di quest’anno uno stanziamento straordinario di 300 milioni.

Bonus bici Legge bilancio 2021

Incrementato il fondo per il Bonus bici per far fronte alle numerose richieste rimaste inevase a seguito del primo click day. Prevista anche la destinazione delle riconciliazioni per il mancato o parziale utilizzo dei buoni mobilità in formato voucher scaduti alla data del 5 dicembre 2020 per l’erogazione di buoni mobilità ai beneficiari che richiedono il rimborso degli acquisti effettuati dal 4 maggio 2020 al 2 novembre 2020.

Legge di Bilancio 2021: cultura e innovazione

Rifinanziata App 18

Viene rifinanziata la Carta elettronica, nota come App 18, per l’acquisto di biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche e spettacoli dal vivo, libri, abbonamenti a quotidiani anche in formato digitale, musica registrata, prodotti dell’editoria audiovisiva, titoli di accesso a musei, mostre ed eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche e parchi naturali nonché per sostenere i costi relativi a corsi di musica, di teatro o di lingua straniera, da parte di giovani che compiono diciotto anni nel 2021.

Editoria digitale

Al fine di consolidare il sostegno all’editoria digitale, viene disposta la proroga biennale del credito d’imposta per i servizi digitali, introdotto dall’articolo 190 del cd Decreto Rilancio per l’anno 2020. Tale credito d’imposta è riconosciuto alle imprese editrici di quotidiani e di periodici che occupano almeno un dipendente a tempo indeterminato per un importo pari al 30% della spesa effettiva sostenuta nell’anno precedente per l’acquisizione dei servizi di server, hosting e banda larga per le testate edite in formato digitale. In relazione all’andamento atteso delle richieste per l’anno 2020, come stimato dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria, al fine di limitare il ricorso al riparto proporzionale in sede di attribuzione del contributo per gli anni 2021 e 2022, viene disposto anche l’aumento del tetto di spesa da 8 a 10 milioni per ciascuno anno.

Voucher editoria digitale e internet

Per il biennio 2021-2022 viene introdotto un regime sperimentale di sostegno alla domanda di servizi informativi delle famiglie a basso reddito, con ISEE fino a 20.000 euro. Il sostegno è riconosciuto attraverso l’accesso a un contributo integrativo del voucher per l’acquisizione dei servizi di connessione ad internet in banda ultra larga e dei relativi dispositivi elettronici (di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 7 agosto 2020. Il contributo aggiuntivo, dell’importo massimo di 100 euro, è erogato sotto forma di sconto sul prezzo di vendita di abbonamenti a quotidiani, riviste o periodici, anche in formato digitale ed è utilizzabile per acquisti effettuati online ovvero presso gli esercenti attività commerciali che operano esclusivamente nel settore della vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici. Il contributo è concesso entro il limite complessivo di 25 milioni di euro per l’anno 2021, che costituisce tetto di spesa. La misura di sostegno è coerente con l’obiettivo di miglioramento dell’indicatore DESI 3a1 (Uso dei servizi Internet: Incremento delle persone che utilizzano Internet) e come tale, integrabile nel Piano voucher per famiglie meno abbienti di cui al DM 7 agosto 2020, ferma restando la necessaria integrazione delle istruzioni operative. Le specifiche e ulteriori disposizioni applicative della misura saranno all’interno di un DPCM.

Istituto italiano di Cybersicurezza (espunto dall’attuale testo)

L’attuale testo, bollinato e mandato al Parlamento ha espunto l’Istituto italiano di Cybersicurezza dopo un forte contrasto con la maggioranza politica.

L’idea potrebbe però essere recuperata nelle norme, secondo vari esperti, quindi ripercorriamo qui come si presentava.

La Fondazione denominata “Istituto Italiano di Cybersicurezza”(IIC) ha lo scopo di promuovere e sostenere l’accrescimento delle competenze e delle capacità tecnologiche, industriali e scientifiche nazionali nel campo della sicurezza cibernetica e della protezione informatica, nonché di favorire lo sviluppo della digitalizzazione del Paese, del sistema produttivo e delle pubbliche amministrazioni in una cornice di sicurezza e il conseguimento dell’autonomia, nazionale ed europea, riguardo a prodotti e processi informatici di rilevanza strategica, a tutela dell’interesse della sicurezza nazionale nel settore.

La Fondazione pianifica, elabora, sviluppa, promuove e supporta iniziative e progetti di innovazione tecnologica e programmi di ricerca riguardanti la sicurezza delle reti, dei sistemi e dei programmi informatici e dell’espletamento dei servizi informatici, in coerenza con la strategia nazionale di sicurezza cibernetica, e supporta le istituzioni nazionali competenti nella materia della protezione cibernetica e della sicurezza informatica, anche ai fini della partecipazione alla definizione degli standard internazionali nel settore; promuove la consapevolezza dei rischi informatici presso le Istituzioni, le imprese e gli altri utenti di prodotti e servizi informatici.

Per il raggiungimento dei propri scopi, la Fondazione instaura rapporti con omologhi enti e organismi in Italia e all’estero, stipula contratti, convenzioni, accordi o intese con soggetti pubblici e privati, promuove la costituzione di nuove società, associazioni o fondazioni, partecipa a società, associazioni o fondazioni esistenti, a strutture di ricerca, di alta formazione e di trasferimento tecnologico in Italia e all’estero, se tali soggetti svolgono attività comunque strumentali al perseguimento delle sue finalità.

Sono membri fondatori il Presidente del Consiglio dei ministri, che per le attività attuative del presente articolo si avvale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza nonché i Ministri partecipanti al Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR) il Ministro dell’università e della ricerca e, ove istituita, l’Autorità politica delegata per le funzioni nella materia delle tecnologie dell’informazione e dell’innovazione digitale. La Presidenza del Consiglio dei ministri, per il tramite del Segretariato generale, esercita la vigilanza amministrativa sulla Fondazione e, per il tramite del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, la vigilanza sulla corrispondenza dell’attività tecnico-operativa da essa svolta agli scopi e agli obiettivi di cui al presente articolo. Per assicurare la funzionalità della Fondazione viene definita una autorizzazione di spesa di 10 milioni annui a decorrere dall’anno 2021 (in una precedente bozza erano 200 milioni su più anni).

La sospensione del Patto di stabilità europeo

Va registrata anche l’insolita attivazione della clausola di salvaguardia del Patto di stabilità europeo. La deroga al Patto di Stabilità deciso dalla Commissione europea, significa, di fatto, sospendere l’insieme di regole che governano le politiche di bilancio degli Stati membri, che risalgono al 1997. Ricordiamo tutti quei cardini fondanti, che risalgono al famoso trattato di Maastricht, che fissano un limite di deficit/Pil al 3% e un debito sotto il 60% della ricchezza nazionale. In passato, questi vincoli, rendevano il via libera alla manovra un esercizio davvero complicato, con estenuanti trattative per la coalizione di governo. Oggi, causa pandemia, il Governo è libero di trovare le soluzioni migliori per sostenere famiglie, lavoratori e imprese, per tentare quel rilancio economico che appare ancora incerto.

Scostamenti di bilancio causa Covid

L’altra novità, in negativo purtroppo, è proprio l’epidemia in corso, che giustamente sta drenando tante risorse. Un momento eccezionale che sta richiedendo scostamenti di bilancio di notevole entità. I Servizi studi di Camera e Senato, insieme al Servizio del bilancio, hanno analizzato gli impatti sulla finanza pubblica degli ultimi decreti legge anti-Covid (i DL n. 137 e n. 149): comportano una spesa di circa 6 miliardi nel 2020 (3,88 per contributi a fondo perduto a imprese e autonomi, 1,7 miliardi per altri contributi e incentivi alle imprese, 255 milioni per bonus e incentivi fiscali), poco più di un miliardo nel 2021 e 425 milioni nel 2022. Per il 2020 l’impatto previsto è di circa -3,7 miliardi in termini di fabbisogno e di -5 miliardi in termini di indebitamento netto, compensati attraverso “risparmi” riscontrati su precedenti misure anti-Covid. L’ammontare di tali risparmi non risulta, in valore assoluto, dalla documentazione ufficiale: è in buona parte incorporato nella revisione delle stime tendenziali intervenute prima con la NADEF 2020, che ha fissato al 10,8% del PIL il deficit previsto per il 2020, e poi con il Documento Programmatico di Bilancio 2021, che ha migliorato la stima portandola al 10,5%. I DL Ristori utilizzano questo margine di miglioramento (0,3 punti percentuali di PIL, circa 5 miliardi di euro) e la previsione di deficit ritorna quindi al 10,8%. All’interno della manovra finanziaria, quindi, potrebbe essere inserito anche un nuovo scostamento di bilancio in previsione dell’estensione degli aiuti a sostegno delle categorie produttive maggiormente colpite dalla crisi pandemica. Si discute sull’introduzione e sul vaglio di un Decreto Ristori-ter, che potrebbe proprio estendere i sostegni e i contributi a fondo perduto anche a nuovi beneficiari.

Misure tampone e misure strutturali

Nella manovra trovano spazio solo misure tampone? No, con la legge di Bilancio si vedono quelle che saranno le intenzioni e le strategie del governo per l’anno che deve venire. In tal senso alcuni interventi sembrano affrontare il tema dell’allocazione delle risorse non solo per arginare gli effetti della crisi in corso, con precise limitazioni e scadenze temporali, quanto piuttosto configurarsi come misure strutturali per il potenziamento della competitività del sistema produttivo. Come vedremo, le misure fiscali per l’innovazione, per la ricerca e sviluppo, per la formazione vanno a costituire un pacchetto consistente, a cui vanno aggiunte la nascita degli ecosistemi per l’innovazione al Sud. Superbonus, incremento massimali e pluriennalità, molto apprezzati dagli imprenditori potrebbero spingere nuovi investimenti in beni strumentali e incoraggiare giovani ricercatori a mettere a frutto il proprio lavoro. Peccato per la mancata costituzione del Comitato per la competitività, previsto nella bozza, poi scomparso dal testo. Un episodio che potrebbe essere considerato marginale, ma che dimostra una scarsa attenzione al tema della produttività. Peraltro l’istituzione del Comitato, richiesto dalla Commissione e dal Consiglio europeo, avrebbe potuto essere un organismo non secondario nell’iter approvativo dei fondi europei. Dovevamo costituirlo già due anni fa. Siamo tra gli ultimi a doverlo ancora istituire.

In attesa di ulteriori novità che potranno emergere nel corso dell’iter in Parlamento, ma anche dall’iter di approvazione del Recovery Fund, la Legge di bilancio per il 2021 ha già preso corpo: si tratta – al momento – di 228 articoli suddivisi in 15 titoli differenti per la parte spese e 5 titoli per la parte entrate. Per venire incontro alle necessità della popolazione, molte misure prevedono la concessione di aiuti e sussidi, l’incremento di crediti di imposta e condizioni più favorevoli per accedere a tali benefici. Vediamo le principali misure.

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Note

  1. I Contratti di sviluppo operano mediante una procedura valutativa a sportello e sono gestiti dall’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – Invitalia.
  2. La rilevanza della misura agevolativa per il sistema produttivo è confermata dal forte interesse mostrato – fin dall’avvio del 2014 – sia da parte delle PMI beneficiarie che dai soggetti finanziatori. Al 1° settembre 2020, l’ammontare complessivo dei finanziamenti concessi alle PMI da banche e intermediari finanziari è pari a circa 21,14 miliardi di euro, per un numero di domande pari a 99.127 (con un investimento medio pari a euro 214.243).
  3. Le industrie creative sono uno dei fenomeni più caratterizzanti le politiche industriali di questo tempo. Esse si riferiscono ad un vero e proprio ‘meta settore’ che riunisce ambiti che vanno dal design, all’architettura, al teatro, alla moda, al cinema, alla comunicazione e alla pubblicità, alla radio e televisione sino al software. Un settore importante dal punto di vista economico, con un valore stimato di 92 miliardi – il 6% della ricchezza prodotta nel Paese – e un impatto occupazionale di 1,5 milioni di persone.
  4. Nel corso del 2020 sono stati complessivamente sottoscritti 85 Accordi per l’innovazione, per un totale di agevolazioni concedibili pari a circa 297 milioni di euro a fronte di investimenti in attività di ricerca e sviluppo attivabili pari a circa 808 milioni di euro.
  5. Nella relazione illustrativa è riportato che la Guardia di finanza, nel biennio 2018-2019, ha contestato, in media, circa 45 milioni di euro annui di accisa evasa, principalmente a seguito di attività ispettive condotte a carico di impianti di produzione e depositi, tra i quali sono ricompresi i depositi commerciali.
  6. Si tratta di nuovi beni strumentali materiali e immateriali non inclusi negli allegati A e B annessi alla legge 11 dicembre 2016, n. 232.
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