Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

2018-2019

Ecco i pilastri della “rivoluzione digitale” del Governo (parola di M5S)

Investimenti in infrastrutture, incentivi a formazione e alle imprese, impegno sulle tecnologie di frontiera, un cambio di passo sulla pubblica amministrazione digitale. Sono queste le direttrici che hanno caratterizzato l’azione del Governo, sul digitale, nel 2018. E che avranno un’accelerazione nel 2019

07 Gen 2019

Luca Carabetta

Vice Presidente Commissione Attività Produttive, M5S

Mirella Liuzzi

portavoce M5S, Segretario di Presidenza alla Camera


A seguito dell’approvazione della prima manovra di questo Governo occorre tirare le somme, guardare ai passati sei mesi di intenso lavoro, fermarsi un attimo e pianificare la strategia futura.

E’ un dato di fatto che sin dall’inizio della legislatura l’agenda politica si sia arricchita notevolmente dei temi legati all’innovazione tecnologica, soprattutto grazie al forte impulso che Luigi Di Maio ha voluto dare, in virtù di Ministro per lo Sviluppo Economico, con inoltre la delega alle Telecomunicazioni.

L’attività del Governo si è anzitutto concentrata sull’individuare le diverse aree di intervento: infrastrutture, formazione, imprese, investimenti, tecnologia, pubblica amministrazione.

Troppi e molto evidenti i gap registrati rispetto ai simili paesi europei. Per ogni area si è dunque attivato un progetto di riforma e già oggi possiamo vedere alcuni risultati.

Investimenti in capitale di rischio

Per quanto riguarda il mercato degli investimenti in capitale di rischio questo Paese, nonostante una crescita sensibile nel 2018, ancora non riesce a stare al passo con Paesi come Francia, Germania e perfino la Spagna. La conseguenza diretta di questo abisso è la costante fuga dei nostri cervelli verso l’estero. Abbiamo dunque deciso di attivare una piattaforma pubblica per gli investimenti con la dotazione iniziale di circa un miliardo di euro, che sarà gestita da Cassa Depositi e Prestiti, con importante ruolo di Governance da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.

Il nuovo soggetto, che sarà costruito anche grazie alla riforma di Invitalia, avrà come obiettivo quello di stimolare Venture Capital e Private Equity fornendo nuovi strumenti finanziari direttamente ai fondi di investimento e garantendo la possibilità di sottoscrivere quote anche a società partecipate e investitori istituzionali, soggetti già coinvolti con la Legge di Bilancio. Lo strumento guarda a esperienze di successo già sviluppate all’estero e garantirà uno sviluppo sano del mercato del capitale di rischio. Al fine di definire ancor più a fondo le nuove politiche per il Venture Business partirà nelle prossime settimane, in Commissione Attività Produttive alla Camera, un’indagine conoscitiva sul tema che aprirà le porte ai diversi stakeholder per elaborare un progetto condiviso.

Ulteriori disposizioni in questo settore sono state il vincolo di quota dei PIR al Venture Capital, il riconoscimento delo Venture Capital stesso come asset class e la formalizzazione del Business Angel.

Ulteriori importanti misure sono invece rappresentate dal riconoscimento giuridico della figura di Business Angel e dall’aumento delle detrazioni al 40% per gli investimenti in capitale sociale delle startup innovative. Per le exit è invece previsto un 50% di credito d’imposta.

Startup, tutte le misure in Legge di Bilancio 2019 (e quelle che mancano)

Tecnologie innovative

Tra i maggiori gap c’è sicuramente quello tecnologico. L’Italia che produce tecnologie troppo spesso lo fa all’estero, trovando ecosistemi più ospitali. Ne segue l’attuale impoverimento di intelligenze. A pochi mesi dall’insediamento, il Governo ha lanciato due call for experts relativamente a due tematiche fondamentali: intelligenza artificiale e blockchain. In questi giorni stiamo definendo i 30 componenti di ciascuna task force che avranno l’obiettivo di elaborare strategie da consegnare al Governo. A sostegno di queste attività e per promuovere progetti pilota sono stati inoltre stanziati 45 milioni di euro.

Chiaramente Blockchain e Intelligenza Artificiale sono importanti ma esistono ulteriori aree che riteniamo strategiche per il paese come le Life Sciences. Replicare queste esperienze anche su questi e altri fronti sarebbe un buon modo per garantire al Paese strategie al passo con i tempi, in grado non solo di trattenere i nostri cervelli ma anche di attrarre risorse e investimenti dall’estero.

Sul piano fiscale invece rimane l’Iperammortamento che viene rimodulato su diverse aliquote ed esteso anche ai servizi cloud-based e, in generale, ai beni immateriali digitali. Si introduce inoltre la riduzione IRES dal 24% al 15% per chi investe in strumenti e piattaforme innovative.

Infrastrutture

Sapete che Milano è la città con maggiore copertura 5G in Europa? Nel 2019 in quasi tutto il suo territorio sarà attivo il segnale. Così come Milano anche altre città si stanno attivando come Torino (prima città in Italia), Prato, Bari, Matera, L’Aquila. E’ chiaro che laddove si vada a infrastrutturare, si generino servizi per i cittadini, opportunità per le imprese e investimenti.

Sul 5G in particolare il Governo ha posto grandissima attenzione, sia attraverso la gara per le frequenze, che per l’avvio di nuovi progetti pilota.

Formazione

Quando si parla di formazione si pensa immediatamente alle scuole superiori o alle università. E’ chiaro che il sistema scolastico e universitario debba adeguarsi agli ultimi trend tecnologici e che questo sia possibile solo attraverso una più stretta collaborazione con i privati e progetti per esaltare le nostre eccellenze, coloro i quali costruiranno il Paese di domani.

Ma la formazione non è solo qui, è anche nelle piccole aziende che non riescono a dotarsi di strumenti digitali, è nelle medie imprese manifatturiere che non trovano il modo per integrare nuove tecnologie nei loro prodotti tradizionali e che diventano quindi meno competitive con imprese estere. Su questo fronte c’è ampio margine di intervento e già in Legge di Bilancio il Governo ha inserito il voucher di quarantamila euro per il coinvolgimento di temporary digital transformation manager nelle PMI Italiane.

Più di 200 milioni di euro sono stati poi destinati alla proroga del credito di imposta per la formazione su “industria 4.0”.

Pubblica Amministrazione

La Legge di Bilancio non interviene direttamente sul piano della Pubblica Amministrazione, lo farà invece il decreto-legge “Semplificazione” ora in discussione al Senato che sarà approvato entro febbraio.

Il tema, in generale, è all’attenzione del Governo sin dal primo giorno, in particolare relativamente alle competenze di AgID e Team per la Trasformazione Digitale.

Rivoluzione PagoPA e in Agid-Team Digitale, ecco che cambia col decreto Semplificazioni

Il futuro

Che, in generale, si possa fare sempre di più è indubbio. Come parlamentari che sostengono questa maggioranza di Governo e che hanno lavorato attivamente sul fronte del digitale però non possiamo che ritenerci più che soddisfatti di quanto ottenuto in poco meno di sei mesi e non nascondiamo l’entusiasmo di pensare a quanto riusciremo ad arrivare nel corso dei prossimi anni.

La chiave del successo di questi mesi è sicuramente da ricondurre al fatto che Governo e maggioranza abbiano sempre trattato il settore come vera politica industriale, come motore del Paese. Ci abbiamo creduto, abbiamo investito le nostre energie e i risultati sono arrivati.

Guardando al prossimo periodo prevediamo di continuare a sviluppare la nostra azione nelle diverse aree di intervento, sempre affiancati dagli stakeholder che vivono sulla propria pelle le diverse problematiche ogni giorno. Abbattiamo assieme tutte le barriere per tornare a vedere questo Paese competere a testa alta nel mondo.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 4