PNRR, bonus e agevolazioni dal Comune con il digitale

Quarta puntata del nostro viaggio nei servizi digitali dei Comuni italiani, finanziabili attraverso la misura 1.4.1 del PNRR. Analisi e design dei servizi che prevedono il rilascio di un bonus o di agevolazioni

Pubblicato il 03 Gen 2023

Lorenzo Fabbri

product e design manager, OpenCity Italia

Gabriele Francescotto

Presidente di Opencontent SCARL e fondatore di OpenCity Labs

comuni pnrr bonus digitale

Quali sono i vantaggi che la digitalizzazione apporta nel dialogo tra cittadini e Comuni? Dopo avere scandagliato la digitalizzazione nel suo insieme(1), giunge il momento di approfondire la maggiore facilità nell’evasione delle pratiche burocratiche necessarie all’erogazione di bonus e contributi.

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Vantaggi economici

Le linee guida per i servizi digitali dei Comuni identificano una categoria di servizi denominata vantaggi economici che raggruppa “le richieste di fondi o contributi economici o detrazioni fiscali sulla base di determinati requisiti d’idoneità”.  Cinque servizi di questo genere risultano finanziabili dai Comuni attraverso risorse PNRR (misura 1.4.1. relativa all’esperienza d’uso dei servizi):

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  • bonus economici, ovvero risorse a parziale copertura dei costi di acquisto di beni o di fruizione di servizi definiti dall’amministrazione comunale. Rientrano in questo ambito iniziative come il bonus spesa o il bonus affitto
  • contributi per persone non autosufficienti, che si affiancano alla indennità di accompagnamento erogata dall’Inps
  • richieste di agevolazione tributaria, che si configurano come la richiesta di uno sconto rispetto alle imposte dovute all’amministrazione come ad esempio la tassa sui rifiuti o l’imposta sugli immobili
  • agevolazioni scolastiche, domande per ricevere un contributo economico o uno sconto su servizi scolastici, come la mensa o l’acquisto di libri
  • assegno di maternità comunale: contributo per mamme che non hanno i requisiti per accedere all’assegno di maternità dello Stato.

(Immagine: Diagramma di flusso (in due fasi) del prototipo Vantaggi economici, realizzato dal dipartimento per la Trasformazione digitale nel Modello per i siti e i servizi dei Comuni italiani)

Cosa ottiene il cittadino?

A prima vista, è possibile suddividere i servizi presenti in questa categoria in due aree sulla base del tipo di output: da un lato ci sono servizi che, in caso di esito positivo della richiesta, si traducono nell’accredito di un importo; dall’altro servizi che hanno come esito il rilascio di un voucher o di un documento che attesta un’agevolazione.

Il primo caso prevede che l’utente abbia a disposizione uno strumento per l’accredito dell’importo ricevuto, che di solito è un Iban di un conto corrente o carta con Iban. Nel secondo caso il cittadino riceve un voucher o un’attestazione dell’agevolazione, che si tradurrà in uno sconto su altri servizi. L’applicazione dello sconto potrà avvenire automaticamente attraverso una integrazione tra sistemi (ad esempio: il servizio agevolazione Tari trasmette la comunicazione in modo che l’utente possa ricevere un avviso di pagamento di un importo più basso) oppure attraverso un’azione del cittadino (per esempio: il caso di un utente che presenta un voucher in una libreria e riceve uno sconto sui libri scolastici).

Quando fare la richiesta?

In molti casi, bonus e contributi sono realizzati a seguito di bandi comunali e la richiesta può avvenire in uno specifico intervallo temporale. La presenza di una finestra temporale specifica si abbina a un altro aspetto: bisogna ricordare che i bonus sono spesso finanziati attraverso bandi che prevedono uno stanziamento predefinito (budget) al superamento del quale il bonus non potrà essere erogato, a meno di un ulteriore finanziamento deliberato dal Comune. Questa impostazione spinge gli utenti a fare richiesta prima possibile per il timore di arrivare tardi, originando quello che spesso viene chiamato click day.

I servizi digitali devono quindi essere progettati per gestire picchi di richieste molto consistenti nel primo giorno di attivazione del servizio, da qui l’importanza di adottare soluzioni che si appoggiano su infrastrutture altamente scalabili e preferibilmente basate sul cloud.

Cosa serve per ottenere bonus e agevolazioni?

Il rilascio di bonus e contributi è sempre soggetto ad una serie di requisiti che definiscono la possibilità di accedere o meno a un contributo. In questo caso possiamo parlare di requisiti di accesso, come ad esempio il fatto di avere la residenza nel Comune in cui si fa la richiesta. Di solito questa condizione consente l’accesso anche a cittadini extra comunitari, purché residenti in Comune. Altri requisiti possono essere relativi alla presenza di una soglia Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) e al fatto che sia possibile fare un’unica richiesta per nucleo familiare. Il controllo automatico di questi requisiti è possibile grazie all’interoperabilità, ovvero all’integrazione del servizio digitale con sistemi come Anpr (Anagrafe nazionale popolazione residente) e Isee.

In caso di mancanza di possesso dei requisiti:

  • il cittadino che sta facendo la richiesta viene avvisato attraverso l’interfaccia utente e non può proseguire con l’invio della pratica
  • di conseguenza, non sarà necessario per gli operatori comunali effettuare controlli manuali su richieste che non presentano i requisiti minimi.

Quale importo e quale sconto?

Bonus, contributi e agevolazioni comunali possono prevedere il rilascio di un importo (o di uno sconto) di tipo fisso, oppure di tipo variabile in base a determinati criteri. Per esempio, un’agevolazione scolastica potrebbe prevedere uno sconto sulla mensa che varia in funzione dell’Isee familiare e del numero di figli iscritti a scuola; un’agevolazione Tari potrebbe prevedere sconti differenziati in base a determinate fasce Isee, e così via.

Per abitudine, i comuni predispongono spesso dei listini molto elaborati per servizi di questo genere, rendendo particolarmente complesso e difficilmente automatizzabile il calcolo degli importi riconosciuti al cittadino. Una sfida per le amministrazioni comunali è rendere più lineari le logiche che caratterizzano i listini delle agevolazioni, in modo da rendere possibili i calcoli automatici, evitare completamente gli errori materiali, riducendo così la complessità dei servizi e guadagnando in efficacia ed efficienza.

Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare

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Tutti gli esempi di seguito citati sono già disponibili nella piattaforma open source OpenCity Italia – Stanza del Cittadino, che consente ai Comuni di progettare ed erogare servizi on line, in linea con i requisiti della misura 1.4.1 del PNRR.

Assegno di maternità, un esempio

L’assegno di maternità dei Comuni è un contributo pensato per supportare le madri che non hanno i requisiti per accedere all’assegno di maternità dello Stato. Il contributo va richiesto al Comune di residenza e, in caso di accettazione della richiesta, viene materialmente erogato da INPS in cinque mensilità per un importo complessivo che varia annualmente e che, nel 2022, è pari a € 1.773,65. Possono accedere anche cittadini extracomunitari, purché in possesso di permesso di soggiorno. Il rilascio del contributo è comunque riservato a chi abbia un reddito familiare fissato, nel 2022, ad un valore ISEE non superiore a € 17.747,58 e aggiornato ogni anno.

Una particolarità del servizio è che la madre, nel caso in cui riceva altri contributi di maternità ma di importo inferiore, può comunque richiedere l’assegno di maternità comunale, ma solo a integrazione dell’importo e fino al raggiungimento del valore di € 1.773,65.  Il contributo va sempre alla madre del minore, a parte i casi di affido esclusivo al padre, abbandono di minore da parte della madre o decesso della stessa. La procedura di richiesta deve essere fatta entro i 6 mesi dalla nascita del minore, mentre nel caso di adozioni o affidi, entro i primi 6 anni di vita del minore (fino a 17 nel caso di adozioni internazionali).

Scenario d’uso, assegno di maternità

Lo scenario si articola su quattro fasi, ovvero ricerca, richiesta, valutazione e rilascio del bonus.

La ricerca prevede che:

  • L’utente vada sul sito del comune, cerchi “assegno di maternità” e trovi facilmente la scheda del servizio
  • Leggendo la scheda veda che esiste una procedura on line per ottenere un assegno di maternità da parte del Comune, alternativo a quello statale che non può ricevere in quanto disoccupata
  • Il servizio permette di fare richiesta nei primi sei mesi dalla nascita
  • Può valutare la chiarezza informativa della pagina
  • Accede al servizio con SPID o CIE e avvia la procedura.

Esaurita la fase di ricerca, occorre inoltrare la richiesta. Quindi, l’utente:

  • Specifica che sta chiedendo il servizio per se stessa, completa i propri dati anagrafici inserendo i dati di residenza, requisito indispensabile per poter avere l’assegno
  • Specifica che la richiesta è per un assegno di maternità comunale, riservato a chi non sta percependo altre forme di sostegno da parte dello Stato per la maternità e non ha posizioni previdenziali attive con l’Inps. Inserisce i dati anagrafici del minore per le opportune verifiche anagrafiche
  • Allega il documento relativo all’Isee e inserisce il valore del proprio Isee, che risulta inferiore rispetto alla soglia massima da non superare per beneficiare del servizio
  • Inserisce i dati del proprio Iban per l’accredito.

Infine, l’utente può esprimere un giudizio sulla semplicità della procedura. Il cittadino ha completato quanto di sua competenza, lasciando che sia l’autorità preposta a prendere in carico la richiesta.

Inizia la fase di valutazione:

  • La pratica viene assegnata all’Ufficio politiche sociali
  • Il funzionario accede alla pratica, ispeziona i documenti allegati e accetta o rifiuta la pratica, oppure richiede una integrazione alla domanda presentata dal cittadino, qualora sia incompleta
  • Il funzionario comunica all’Inps la validità della domanda
  • L’Inps, a seguito dei controlli, conferma l’attivazione dell’assegno di maternità e procede all’erogazione su base mensile.

La procedura trova totale compimento con il rilascio del bonus:

  • Il funzionario comunale conferma l’accettazione al cittadino: con questo click, l’utente riceve un’e-mail all’indirizzo associato al suo account SPID e una notifica sull’app IO, se la utilizza. Nell’email, l’utente viene informata che riceverà il bonus e che verrà erogato in cinque mensilità, come previsto
  • Tornando sul sito, l’utente potrà sempre accedere alla pratica, conservata nella propria area personale.

Contributo per persone non autosufficienti

Il contributo per persone non autosufficienti è un contributo che un Comune può erogare a supporto di persone con invalidità civile al 100%, normalmente già in possesso dell’indennità di accompagnamento Inps. Il contributo è pensato per aiutare persone in difficoltà, contribuendo alle spese per l’assistenza. Tra i requisiti rientrano la residenza in Comune, un Isee inferiore a un tetto predefinito e il fatto di non risiedere in modo permanente in una struttura sanitaria che si occupa dell’assistenza.

Una delle caratteristiche del servizio che abbiamo progettato, e che OpenCity Italia mette a disposizione dei Comuni italiani, è che la richiesta può essere inoltrata anche attraverso delega, nell’ottica di facilitare l’accesso a persone con invalidità. Questo e altri aspetti (come la protocollazione dell’interazione tra utente e amministrazione) possono essere apprezzati nella mappa dell’ecosistema, disegnata utilizzando i kit di progettazione di Designers Italia.

Mappa dell’ecosistema realizzata da OpenCity Italia

(Immagine: Mappa dell’ecosistema realizzata da OpenCity Italia utilizzando i kit di Designers Italia (Dipartimento trasformazione digitale, Presidenza del Consiglio).

(1)Questo articolo segue tre pubblicazioni precedenti riguardanti la digitalizzazione dei Comuni, ossia quella del 12 dicembre 2022 relativa alla gestione di permessi e documenti, quella del 6 dicembre 2022 sui servizi digitali e quella del 14 luglio 2022 incentrata sull’evoluzione dei siti web. A corredo, e per dare continuità alle occasioni che il PNRR riserva alla digitalizzazione dei processi comunali, qui si è parlato degli strumenti appannaggio tanto delle amministrazioni locali quanto dei cittadini.

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