il commento

DL semplificazione 2020, come cambia la PA digitale

Il Titolo III della bozza diffusa pubblicamente del DL semplificazione 2020 riporta “misure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale CAPO I Cittadinanza digitale e accesso ai servizi digitali della pubblica amministrazione”. Un breve commento alle norme

30 Giu 2020
Giovanni Manca

consulente, Anorc


Nel seguito sono brevemente commentate le norme contenute nella bozza diffusa pubblicamente del DL semplificazione 2020, che sembra contenere numerose novità in ambito PA digitale, in particolare a favore dell’APP IO.

Il testo della norma è in carattere corsivo, il nostro commento è in carattere normale.

Titolo III

Misure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale CAPO I Cittadinanza digitale e accesso ai servizi digitali della pubblica amministrazione

Articolo 18

Identità digitale, domicilio digitale e accesso ai servizi digitali

  1. Accesso a tutti i servizi digitali della p.a. tramite SPID e CIE e tramite AppIO su mobile (obbligo per le amministrazioni di offrire i servizi anche in modalità digitale e su mobile);

Aggiornamento degli obblighi già previsti nel Codice dell’amministrazione digitale (CAD) nell’articolo 64, commi 2-nonies e 2-decies

      b. Domicilio digitale ai professionisti, anche non iscritti ad albi (che ne hanno fatto richiesta a livello di associazione di categoria);

Ampliamento dei professionisti interessati all’elezione di un domicilio digitale

     c. Semplificazione e rafforzamento del domicilio digitale dei cittadini come modalità ordinaria di comunicazione con la PA;

Intervento sull’articolo 3-bis, comma 3-bis del CAD

      d. La verifica dell’identità digitale con SPID e CIE (nel rispetto degli standard di sicurezza imposti dal diritto europeo) sostituisce l’esibizione o la trasmissione di copia del un documento di identità in tutti i casi in cui è richiesta (con evidente semplificazione per cittadini e imprese, abbattimento dei costi e maggiore sicurezza legata al fatto che non si inviano fotocopie dei propri documenti);

Norma da coordinare con l’articolo 65 del CAD.

     e. Autocertificazioni, istanze e dichiarazioni direttamente da mobile tramite App IO;

Interessante novità. Rientra negli scopi dell’APP IO e richiede una serie di attività associate come, ad esempio, la standardizzazione della modulistica e dei formulari.

      f. Semplificazione per il rilascio della CIE (possibile prima della scadenza della CI cartacea).

Non è una semplificazione ma una proposta di norma per accelerare la diffusione della Carta d’Identità Elettronica. La CIE potrà essere richiesta prima dei 180 gg dalla scadenza (salvo furto, smarrimento o danneggiamento del documento cartaceo).

Articolo 19

Semplificazione per la conservazione dei documenti informatici e gestione dell’identità digitale

Semplificazione delle procedure per la conservazione dei documenti informatici e il rilascio delle identità digitali SPID.

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Non è chiara l’associazione tra i due temi. Per la semplificazione relativa alla conservazione dei documenti informatici si ipotizza l’eliminazione della procedura di accreditamento per i conservatori digitali. Se così fosse sono necessari interventi in varie parti del CAD (eliminazione della procedura di accreditamento, della vigilanza e dell’obbligo per la PA di utilizzare conservatori accreditati).

Non è chiaro cosa si vuole fare per SPID.

Articolo 20

Piattaforma per la notificazione digitale degli atti della pubblica amministrazione

Istituzione di una piattaforma che operi come strumento unico per la notifica digitale di tutti gli atti della pubblica amministrazione.

Questa innovazione è già stata proposta per precedenti schemi di legge o decreto. Sostanzialmente si tratta di una piattaforma (che doveva essere gestita da Sogei per conto del MEF) che utilizza l’architettura del cassetto fiscale per le notifiche digitali degli atti della PA.

Il titolare si deve connettere in periodi predefiniti per verificare se ci sono comunicazioni che lo riguardano. Può delegare soggetti o intermediari. Ci potrà essere un alert per il titolare tramite APP IO o altri sistemi.

Articolo 21

Misure per la semplificazione e la diffusione della firma elettronica avanzata

Semplificazione delle modalità di identificazione e accesso digitale per la firma elettronica avanzata e l’accesso ai servizi bancari, nel rispetto degli standard di sicurezza imposti dal diritto europeo (attraverso SPID, CIE o le credenziali in uso su rapporti consolidati e tracciabili);

Presumibilmente si amplia la scenario FEA tramite SPID, CIE e le credenziali bancarie. Peraltro lo SPID e la CIE sono già utilizzabile per la firma elettronica avanzata.

Articolo 22

Semplificazione della notificazione e comunicazione telematica degli atti in materia civile, penale, amministrativa, contabile e stragiudiziale

Semplificazione per la notifica via PEC degli atti giudiziari alla P.A. (al domicilio digitale iscritto nell’elenco IPA ex art. 6-ter del CAD).

Obiettivo di semplificazione auto esplicativo.

Articolo 23

Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici. Modifiche alla legge 9 gennaio 2004, n. 4

Misure di semplificazione e sostegno per l’accesso dei disabili agli strumenti informatici e ai siti web

Obiettivo auto esplicativo. Tra l’altro si agisce per una esplicita attuazione all’articolo 15 del regolamento eIDAS in materia di accessibilità ai servizi fiduciari dei soggetti disabili.

Capo II – Sviluppo dei sistemi informatici e dei servizi digitali della PA

Articolo 24

Semplificazione dei sistemi informativi delle pubbliche amministrazioni

Obbligo per le P.A. di sviluppare i propri sistemi con modalità idonee a consentire l’accesso da remoto ai propri dipendenti e favorire così il lavoro agile (smartworking).

Misure di semplificazione dell’attività di coordinamento, indirizzo e sviluppo della strategia digitale

in capo al Dipartimento della trasformazione digitale e all’Agid.

Un obbligo indispensabile affinchè il telelavoro possa diventare effettivamente lavoro agile (smart working).

L’altra parte della norma è auto esplicativa.

Articolo 25

Codice di condotta tecnologica

Istituzione del codice di condotta tecnologica, emanato dal Capo del Dipartimento della trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che detta regole omogenee per tutte le PA, per gli acquisti ICT, per lo sviluppo dei sistemi e per la progettazione e realizzazione dei servizi digitali ai cittadini, con regole per la formazione tecnologica dei pubblici dipendenti ed esperti che affianchino i progetti di trasformazione digitale delle amministrazioni (obblighi di progettare i sistemi e i servizi per renderli fruibili in digitale tramite SPID e CIE e su mobile tramite l’APP IO, oltre che per consentire diffusamente il lavoro agile).

Interessante la proposta anche se questo Codice rischia di duplicare il Piano Triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione previsto dal CAD.

Capo III – Strategia di gestione del patrimonio informativo pubblico per fini istituzionali

Articolo 26

Disponibilità e interoperabilità dei dati delle pubbliche amministrazioni e dei concessionari di pubblici servizi

Semplificazione e rafforzamento della interoperabilità tra banche dati pubbliche e commissario ad acta per garantire piena accessibilità e condivisione dei dati tra le p.a. per l’offerta dei servizi ai cittadini e per l’assunzione di decisioni di politica pubblica. Obbligo dei concessionari di pubblici servizi di rendere accessibili alle p.a. i dati acquisiti nell’esercizio della concessione.

Norma estremamente ambiziosa con nomina di un Commissario ad acta. In passato lo scambio dati tra amministrazioni ha dato luogo a problemi sulla protezione dei dati personali che dovrà essere gestita con attenzione.

Articolo 27

Semplificazione per la Piattaforma Digitale Nazionale Dati

Misure di semplificazione per la gestione, lo sviluppo e il funzionamento della piattaforma digitale nazionale dati, tramite la quale le pa rendono immediatamente interrogabili, disponibili e fruibili alle pubbliche amministrazioni i dati pubblici e conoscibili al fine di consentire l’immediata erogazione di servizi pubblici o bonus (senza chiedere al cittadino dati già in possesso della p.a.) o al fine di consentire l’assunzione di decisioni di politica pubblica.

Norma che deve essere coordinata con l’articolo 50-ter del CAD. In questa sede si evidenzia anche il principio del once only (la PA non chiede dati già in proprio possesso). Il principio è cruciale ma le pubbliche amministrazioni devono digitalizzare i procedimenti altrimenti continueranno a scambiarsi le scansioni della carta.

Capo IV – Misure per l’innovazione

Articolo 28

Misure di semplificazione amministrativa per l’innovazione

Regime autorizzativo unico e semplificato, in capo al Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri, per la sperimentazione di iniziative tecnologiche innovative.

Si legifera su un principio già espresso nel documento “2025 – Strategia per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione del Paese” del Ministro per l’innovazione e la digitalizzazione. E’ il punto 12 denominato in quella sede “Diritto ad innovare!

Articolo 29

Disposizioni per favorire l’utilizzo della posta elettronica certificata nei rapporti tra Amministrazione, imprese e professionisti

Semplificazione e rafforzamento dell’utilizzo esclusivo della PEC e del domicilio digitale nei rapporti tra le imprese, i professionisti e la p.a.

Proposta di ampliamento dell’utilizzo della PEC e del domicilio digitale nei rapporti tra la PA e i privati. Non sembra niente di nuovo visto che i sistemi di protocollo informatico della PA sono tutti connessi ad una casella di PEC. Norma da coordinare con l’articolo 1, comma 1-ter del CAD per quanto attiene alla equivalenza tra PEC e i servizi elettronici di recapito certificato qualificato stabiliti nel regolamento europeo eIDAS.

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