l'analisi

Bonus pc e internet: serve all’Italia ma non basta

Da settembre vedremo i primi bonus, da 500 euro, per le famiglie a basso reddito e per internet banda ultralarga e pc. Poi verranno i bonus solo internet per altre famiglie (fino a 50mila euro) e le imprese. Vediamo qui tutte le condizioni e modalità ad oggi note

1 giorno fa

Verso fine settembre parte il bonus pc, tablet e internet da 500 euro, per la prima fascia di utenti: quelli con Isee sotto i 20mila euro. La conferma è arrivata dalla ministra all’innovazione Paola Pisano nei giorni scorsi in audizione alla Camera.

La seconda fase della misura arriverà dopo (probabilmente entro il 2020): 200 euro di bonus, e solo per internet, per chi ha meno di 50 mila euro di Isee. Previsto un analogo bonus, da 500 a 2mila euro, per le imprese.

Si parla sempre di connessione rete fissa bandaultra larga ad almeno 30 Megabit: fibra fttc, ftth, satellite, fwa (fixed wireless). 

Il piano bonus (o voucher) per internet banda ultralarga e pc (o tablet), del Mise, è noto da mesi ma qualche giorno fa è arrivato anche l’ok della Commissione europea. La società pubblica Infratel, che gestire il processo, il 31 luglio ha avviato una consultazione pubblica per la seconda fase dell’intervento. Comincia a concretizzarsi una misura per il cui sblocco questa testata sta combattendo da cinque anni, al fianco con i principali esperti del settore. Consideriamolo un passo nella giusta direzione.

Vediamo qui le modalità operative per richiedere il bonus e qualche considerazione prospettica.

Bonus internet e pc o tablet da 500 euro, a chi andrà: ISEE massimo 20 mila euro

Per la prima fase (bonus 500 euro internet e pc/tablet) ci sono 86.542.816 mila euro disponibili, che potranno soddisfare 173.086 famiglie, con meno di 20mila euro di Isee. Il criterio, come sempre in questi casi, sarà ad esaurimento: quindi si aggiudica il bonus chi lo chiede per primo, tramite operatore.

Famiglie tra 20mila e 50mila di Isee e imprese

Per le famiglie con Isee fino alla soglia di 50 mila euro ci sono 320.927.954 euro per soddisfare quindi 1.604.640 famiglie.

Per le imprese ci sono 551.777.070 euro che, in base alla disponibilità di rete presente nelle relative sedi, sarà suddivisa in 114.617.127 euro, che si stima interesserà 229.234 imprese per raggiungere la connettività ad almeno 30 Mbit/s e in 401.159.943 euro, che potrà soddisfare 200.580 Imprese, per raggiungere la connettività a 1 Gbit/s.

I requisiti di connettività

Oltre all’Isee l’altro requisito per fruire del bonus è essere o privi di connessione internet o averne una di velocità inferiore a 30 Mbps.

  • Se l’utente non ha nessuna connessione internet o se ne ha una a velocità inferiore ai 30 Mbps, il voucher è fruibile solo se l’utente sceglie una connettività ad almeno 30 Mbps. Non solo: l’utente dovrà passare alla connessione migliore disponibile. Per esempio, se è coperto da un operatore che dà 1 Gigabit, da uno che ne dà 200 e da uno che arriva a 30 Mbps dovrà scegliere la prima offerta.
  • Se ha già una velocità ad almeno 30 Mbps, sfrutta il bonus solo se passa a una connettività fino a 1 Gbps, velocità ora garantita solo dai servizi fibra ottica fino alle case (VHCN). Se si hanno già i 30 Mbps e non si ha la fortuna di essere coperti da 1 Gbps non si può fruire del bonus, quindi.

In altre parole il bonus è fruibile solo se c’è un upgrade tecnologico verso la banda ultralarga ad almeno 30 Megabit (l’Adsl non è mai accettata).

Come richiedere il bonus internet, pc e tablet 500, 200, 2mila euro: attraverso l’operatore

Per ottenere il voucher sarà sufficiente fare richiesta a un operatore, il proprio o un altro, che rispetti i requisiti di connettività succitati. Come confermato dal ministero dello Sviluppo economico in una nota del 2 settembre (ma già noto in precedenza e quindi così indicato nella prima versione di quest’articolo, pubblicata il 7 agosto), l’utente non può fare richiesta diretta del bonus internet e pc.

Né può ottenere il bonus computer tramite un negozio di elettronica.

Fa tutto l’operatore telefonico invece:

  • eroga all’utente il bonus come sconto sul canone o sull’eventuale costo di attivazione
  • fornisce il router
  • fornisce il computer o il tablet (a scelta dell’utente), per le famiglie della prima fascia.

L’operatore otterrà poi il rimborso dei costi da Infratel, seguendo una procedura apposita di convenzione e registrazione.

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Quando arriveranno in effetti i bonus: i tempi

I tempi della misura sono al momento una dolente nota. Il Governo aveva annunciato: entro settembre la prima fase (500 euro), mentre la seconda (200 euro) entro fine anno.

C’è la data del 20 settembre per le richieste di accreditamento degli operatori, ma non è detto che le offerte saranno dotate di voucher 500 euro già in questi giorni.

Si attende infatti la pubblicazione del relativo decreto, con le modalità operative che gli operatori devono o seguire per ottenere il voucher. Anche questo documento definitivo dovrà essere approvato dalla Commissione europea. Si noti che la consultazione del Governo (Infratel) con gli operatori è finita solo il 7 settembre.

E questo vale solo per la prima fase; la seconda seguirà un iter diverso, più lungo.

Obblighi per operatori e utenti

  • Non si può avere il voucher con passaggi di intestazione ad altro componente familiare, nella medesima unità immobiliare.
  • A ciascun beneficiario, identificato con un C.F. o Partita Iva, può essere erogato un solo voucher (anche per le imprese multisede è prevista l’erogazione di un solo voucher); verranno pertanto escluse eventuali richieste successive alla prima.
  • Gli operatori si impegnano a garantire almeno un anno di contratto; ma potranno offrire contratti aventi durata superiore ai 12 mesi, in modo che il valore del bonus possa coprire un periodo contrattuale più lungo.
  • “Al fine di evitare il rischio che l’erogazione del voucher incida negativamente sulla dinamica concorrenziale tra gli operatori, non è previsto alcun obbligo, da parte del beneficiario, di rimanere vincolato al contratto per il quale è si è beneficiato del voucher”, scrive Infratel nella consultazione. “Laddove il beneficiario decida di cambiare operatore, resterà fermo il suo diritto ad utilizzare l’ammontare residuo del voucher per la sottoscrizione di un nuovo contratto”.

Dalla consultazione pubblica Infratel

Controlli e sanzioni su operatori e utenti dopo la domanda del bonus

I requisiti sono auto dichiarati, ma ci saranno controlli.

“Infratel Italia, per conto del Mise, anche in collaborazione con le competenti autorità, farà controlli a campione, ogni mese, per verificare la sussistenza dei requisiti necessari per beneficiare del contributo, della veridicità e correttezza delle offerte commerciali dei fornitori di servizi di connessione a banda ultralarga”.

A questo fine, gli operatori devono fornire a Infratel la documentazione raccolta per ogni contratto.

Le sanzioni

Famiglie e aziende dei quali venga accertata l’insussistenza dei requisiti decadranno dal beneficio loro riconosciuto e saranno assoggettati alle ulteriori sanzioni previste dall’ordinamento.

Se l’utente disdice entro 12 mesi a causa di evidenti disservizi o capacità di download ridotta rispetto al valore previsto dall’offerta
oggetto del voucher, l’operatore sarà tenuto a rimborsare ad Infratel Italia l’intero voucher ed a versare una penale pari al 20% del suo valore.

Le finalità del voucher (bonus) fibra ottica

È dal 2015 che l’Italia progetta di dare voucher fibra ottica (così si sono sempre chiamati), ma solo adesso – grazie al covid-19 e al suo gridarci in faccia l’importanza della connessione internet per l’economia e la società – che la partita si è sbloccata. A fine 2019 si era ripetuto, anche su queste pagine, l’ennesimo allarme degli esperti per i ritardi di questi bonus.

Durante il lockdown, il comitato bandaultra larga (con esponenti del Governo, delle Regioni) hanno sbloccato i voucher. Nel contempo ha avviato un “Piano scuole” che dovrà garantire la connettività ad almeno 1 Gbit/s dei plessi scolastici.

La chiusura delle scuole in particolare ha evidenziato i limiti italiani su questo fronte. Il 12,7 per cento degli studenti non ha potuto fare didattica a distanza per assenza di computer e/o connessione internet adeguata, secondo dati Agcom. Per quanto riguarda le scuole, nei piccoli comuni solo nel 5,9 per cento di loro ha la fibra (dati Indire luglio 2020).

I dati Infratel, che vengono dagli operatori, ci dicono anche che ben il 96 per cento delle unità immobiliari è coperto da almeno i 30 Mbps; di questi il 45,4 per cento può arrivare a 1 Gigabit.

E tuttavia solo 10 milioni di unità immobiliari ha almeno 30 Mbps e 1,2 milioni hanno 1 Gigabit (dati Agcom dicembre 2019). Quota bassissima, sebbene raddoppiata negli ultimi cinque anni, in rapporto all’effettiva copertura e al confronto con gli altri Paesi europei.

“Dalla Relazione Annuale AGCOM 2020, si rileva che anche a fronte di buoni livelli di copertura ad almeno 30 Mbit/s delle unità abitative, solo il 37,2% delle famiglie ha sottoscritto un abbonamento a Internet a banda ultralarga. Il divario tra disponibilità di servizi ed effettiva penetrazione (abbonamenti
attivati) dei servizi broadband e ultrabroadband appare inoltre ancora superiore nelle regioni del mezzogiorno d’Italia”, scrive Infratel.

Le polemiche sui voucher internet e pc

Già prima dell’arrivo dei bonus sono arrivate polemiche da parte di politici (Lega) e associazioni di provider e consumatori (FMA) per le modalità scelte. Questi soggetti chiedevano di dare i soldi agli utenti finali, senza farli passare dagli operatori.

Alcuni gestori inoltre avrebbero voluto permettere di prendere un pc con lo sconto a prescindere dal requisito di connettività. C’è stato infine chi (come Open Fiber) avrebbe voluto vincolare i voucher alle sole connessioni fibra nelle case.

Le richieste dell’Antitrust

In particolare, nel suo bollettino del 21 settembre, l’Antitrust ha espresso molte critiche all’attuale modello scelto.

  • Ha chiesto di dare i voucher non su tutte le connessioni banda ultralarga ma solo su quelle da almeno 100 Megabit. Anche se non prevede vincoli a specifiche tecnologie, questo parametro esclude molte offerte fixed wireless, satellitari e (in certe zone) Vdsl2. Il motivo: impedire che i voucher siano incoraggiamento per rallentare transizione alle migliori connessioni (come fibra nelle case).
  • Chiede anche di consentire ai beneficiari di voucher di lasciare l’operatore senza vincoli di tempo e senza costi di uscita anticipata; obiettivo impedire che i voucher siano uno strumento con cui i principali operatori ingessino il mercato bloccando i clienti.

Voucher computer, Capitanio (Lega): “Che errore darli agli operatori telefonici”

Il bonus deve essere un tassello di un piano più grande

Riteniamo che soprattutto per le famiglie a basso reddito i bonus internet e computer/tablet potrebbero essere uno sprone. Tuttavia è solo un tassello di una strategia a tutto tondo su famiglie e imprese italiane:

  • Accelerare sull’attuale piano banda ultra larga, in ritardo di due anni, e con la fase successiva; in particolare c’è l’obiettivo urgente di portare 1 Gigabit nei distretti industriali del Paese, ora poco valorizzati dalle infrastrutture digitale secondo EY.
  • Solo una quota di persone non ha internet (o ne ha una lenta) per motivi economici. Il divario tra utenti coperti e utenti abbonati è infatti troppo grande in rapporto alle statistiche economiche delle famiglie italiane. Pesa un fattore culturale. Il covid-19 ha esaltato la necessità di avere una connessione internet buona per restare integrati nella società, nel lavoro, ed è stato sprone importante per molte famiglie. Solo adesso abbiamo una strategia per le competenze digitali. Finalmente: meglio tardi che mai. Questa va adesso accompagnata e perseguita a tutti gli effetti, perché nel digitale l’Italia è bravissima a scrivere piani e strategie, ma molto poco capace poi di portarli avanti. Ne va della sostenibilità economica del Paese (tra l’altro).
  • La PA è un ulteriore fattore di sblocco (lo si è detto da tempo) e un po’ lo si sta vedendo adesso con servizi come App IO, PagoPa, Spid. Se l’amministrazione fornisce comodi canali digitali – a volte persino esclusivi, si veda per la fruizione del bonus – spinge il cittadino in questa direzione. Se si ostina a restare su carta fa passare il messaggio opposto. Il decreto Semplificazioni vuole accelerare, anche con cogenze nuove per gli amministratori ad esempio per la trasformazione digitale dei servizi, ma ci sono dubbi che sia la modalità corretta.
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Insomma, il ritardo digitale degli italiani è un problema complesso, socio-culturale, tanto che si riflette nei comportamenti persino degli amministratori pubblici. Non lo so risolve con la bacchetta magica di un bonus. Ma questo può aiutare. E se non altro mostra la volontà governativa di dare una svolta. Finalmente.

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